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Le biciclette parlanti di Rick

11 May 2018
di Paolo Tagliacarne
Le biciclette parlanti di Rick
Riccardo Guasco, detto Rik, si ispira a Picasso e alla grafica illustrativa e pittorica del movimento Futurista. Nelle sue figure tutto ciò viene stemperato e addolcito dall’immancabile presenza della bicicletta. Il museo permanente AcdB - Alessandria Città delle Biciclette gli dedica, dal 3 maggio al 1° luglio, la mostra “Veni Vidi Bici!”

Il museo permanente AcdB - Alessandria Città delle Biciclette ospita, dal 3 maggio al 1° luglio, la mostra “Veni Vidi Bici!”. Una rassegna inedita, per completezza, che racconta lo stile di disegnare ciclisti e biciclette dell’illustratore apprezzato in tutto il mondo Riccardo Guasco. Arrichita anche da parecchi schizzi e studi, è patrocinata dal Touring Club Italiano ed è promossa dalla Camera di Commercio di Alessandria.
Riccardo Guasco, detto Rik, è nato ad Alessandria nel 1975. Per sua stessa ammissione si ispira a Picasso e alla grafica illustrativa e pittorica del movimento Futurista. Quel Futurismo che voleva “cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità”, e che avrebbe voluto anche “uccidere il chiaro di luna”.
Nelle sue figure tutto questo viene stemperato e addolcito dall’immancabile presenza della bicicletta. Figure di uomini e donne ritratti e raffigurati su quello che Gianni Brera definì “anticavallo”. Figure dalle forme “puntute”, ma gentili, protagoniste di quella prosa (o poesia?) ciclistica che tanto contribuisce a ingentilire il mondo anche nei periodi più oscuri e tormentati.
L'articolo completo è su Cyclist numero 23.

Dove le bici hanno casa e storia

La mostra di Guasco è ospitata all’interno del Museo Alessandria Città delle Biciclette (Acdb), che rende omaggio al ruolo primario che la città piemontese e la sua provincia hanno svolto per un lungo cinquantennio. Un’esperienza che fa rivivere l’età eroica del ciclismo, che abbraccia i primi decenni dell’unità nazionale e arriva fino al primo conflitto mondiale. Per chi ancora non lo sapesse, qui hanno visto la luce le prime corse e le prime riunioni su pista, con i primi organizzatori e le prime associazioni di categoria: dall’Unione Velocipedistica Italiana, al Touring Club Italiano (che poi staccandosi dall’attività agonistica fondò il suo importante movimento a Milano), fino all’Unione Ciclistica Internazionale.
In questo museo permanente, gemellato con il grande Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio in provincia di Como , si racconta la storia della prima bici arrivata in Italia nel 1867, grazie all’eclettico birraio alessandrino Carlo Michel, e di marchi leggendari che hanno contribuito a rendere il ciclismo uno sport amatissimo. Si entra in contatto con le storie di grandi campioni e grandi giornalisti come Eliso Rivera, cofondatore della “Gazzetta dello Sport”, ma anche delle operaie della “Borsalino”, sempre fotografate in sella alle inseparabili due ruote, del Circolo Velocipedistico Alessandrino (nato nel 1886 e recentemente ricostituito), della rivalità tra il tortonese Cuniolo detto “Manina” e l’astigiano Gerbi, soprannominato il “Diavolo Rosso”, della lungimiranza di Giovanni Maino, artigiano capace di intuire il valore promozionale di una squadra-corse. E, ovviamente, i grandissimi campioni…
La mostra dedicata a Guasco è al secondo piano di Palazzo del Monferrato, in via San Lorenzo 21, ad Alessandria, e occupa l’intero piano sotto il museo AcdB (collocato al terzo piano di Palazzo). Segue gli orari del Museo (palazzomonferrato.it), l’ingresso è gratuito.

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