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Canyon Sender Al, downhill per tutti

10 gennaio 2018
di Sebastiano Modica
Canyon Sender Al, downhill per tutti
Non c’è due senza tre. E in effetti calza a pennello se parliamo delle ultime novità di Canyon per il 2018 partendo dalla trail bike Spectral passando per l’enduro Torque fino ad arrivare alla più estrema Sender AL

Non c’è due senza tre. E in effetti calza a pennello se parliamo delle ultime novità di Canyon per il 2018 partendo dalla trail bike Spectral passando per l’enduro Torque fino ad arrivare alla più estrema Sender AL.
Ed è proprio di quest’ultima che parliamo trattandosi per l’appunto della macchina più estrema votata al fuoristrada del catalogo Canyon.
Il nome non è nuovo essendo la Sender la proposta del brand tedesco per le gare di discesa, ma mancava a catalogo una versione che strizzasse l’occhio a chi dispone di un budget più limitato ed è disposto a rinunciare alla ormai onnipresente fibra di carbonio. Detto fatto.
Arriva così la Sender AL, la sorella in lega di alluminio che andrà ad affiancare la sorella più prestigiosa a catalogo e diciamo anche che con la Sender AL debutta una serie di componenti che annoverano Canyon tra i marchi che si stanno avviando progressivamente alla produzione in casa di componenti e verso un’integrazione totale di questi con le proposte a catalogo.

Le modifiche

Canyon Sender Al, downhill per tutti

Se non fosse per il materiale di costruzione potremmo dire che il modello in alluminio replica fedelmente quello in carbonio eppure i tecnici hanno colto l’occasione per apportare alcune modifiche non tanto dal punto di vista estetico quanto su quello funzionale.
Premesso ciò scendiamo nel dettaglio di un telaio che presenta alcune novità che lo differenziano rispetto al modello in carbonio.
Il triangolo principale con tubi idroformati si presenta compatto come si conviene a un mezzo votato alla massima maneggevolezza. Ciò che cambia rispetto alla Sender CF è la sospensione posteriore che pur mantenendo in linea di massima lo stesso schema, i tecnici tedeschi hanno deciso di semplificarne la cinematica sia per una riduzione di peso che per questioni di manutenzione generale.
Ciò che cambia è l’attacco del monoammortizzatore direttamente ai foderi abbandonando quindi il link di collegamento tra il carro e l’ammortizzatore. L’escursione totale è pari a 200 mm.
Anche qui, come per le altre novità, troviamo la sospensione con curva progressiva di intervento in 3 fasi che in Canyon definiscono Sensitive, Stable e Ramp.

Spacer

Altro particolare degno di nota è la lunghezza del carro variabile attraverso degli spacer che ruotati di 180° consentono di modificare la lunghezza del carro passando da 430 mm a 446 mm, due opzioni qualora si preferisca una bicicletta più reattiva o più stabile. A esso si associa un angolo sterzo di 63°.

Canyon Sender Al, downhill per tutti

Bumper

Passando per gli accessori non possiamo non citare la soluzione “furba” di adottare un bumper inferiormente al downtube che funge oltre che da protezione anche da guidacavi evitandone così i passaggi interni. Facilità di manutenzione e/o sostituzione ed eventuali upgrade senza la necessità di forare il telaio.

Canyon Sender Al, downhill per tutti

Parafango posteriore

Protezione demandata anche a un parafango posteriore che fa capolino sulla sommità del carro e protezioni plastiche sui foderi del carro, come si conviene a una bicicletta destinata a viaggiare sopra i sassi e le radici a velocità stratosferiche.
La Sender AL viene proposta al pubblico in due versioni che si pongono così alla base di una gamma sempre più nutrita che vede le CF porsi al top.

Canyon Sender Al, downhill per tutti

Taglie e prezzi

Quattro le taglie disponibili, dalla S alla XL, sono due invece gli allestimenti, il 6.0 e 7.0, differenti tra loro per forcella, freni e ruote.
I prezzi al pubblico sono di 2.499 euro per la 6.0 (immagine sotto) e di 2.999 euro per la 7.0 (immagine in apertura), prezzi d’attacco che faranno felici gli amanti della discesa che potranno così beneficiare di una bicicletta che replica in quasi tutto per tutto quella che viene schierata in Coppa del mondo.

Canyon Sender Al, downhill per tutti

G5

Canyon Sender Al, downhill per tutti

No, niente summit politici ma una sigla che dà il nome alla nuova linea di componenti Made in Canyon. La gestazione della linea G5 ha attraversato diverse fasi partendo da un foglio bianco con l’obiettivo di creare una gamma di attacchi e curve che non solo si integrassero al meglio con i modelli di casa ma ne esaltassero il concetto di integrazione ormai perseguito da sempre più marchi.
Partiamo col dire come Canyon esordisca “pesantemente” omologando la linea componenti G5 secondo severi standard che stabiliscono la resistenza agli impatti suddividendone la classificazione in categorie che vanno fino a un massimo di 5. E proprio il livello 5 a cui sono omologati i componenti della linea G5, da qui appunto la sigla che dà loro il nome.
Forti di un team presente in Coppa del mondo, la linea G5 contiene una serie di attacchi e curve manubrio proposti in più varianti.
Partendo dagli attacchi, due sono le versioni disponibili: standard con installazione al tubo forcella oppure Direct Mount specifico per forcelle a doppia piastra.
Realizzati in lega di alluminio 6061, la versione standard è disponibile in lunghezze di 40 e 50 mm.
Per quanto concerne invece il modello Direct Mount le lunghezze disponibili sono di 45 e 50 mm.
I manubri G5 sono offerti in due materiali, lega di alluminio 7075 oppure in fibra di carbonio, due lunghezze da 780 mm e ben 800 mm con valori di rise disponibili tra 10, 20 e 30 mm.
I pesi variano a seconda dei modelli passando dai 406 grammi per la versione in alluminio fino a 254gr per quelli in carbonio.

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