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Fashion e volate, la passione di Paola

5 giugno 2017
di Fulvia Camisa
Fashion e volate, la passione di Paola
Segni particolari: capelli lunghi, accessori alla moda e voglia di fare sacrifici. Per Paola Panzeri, classe 1997, il ciclismo aiuta a superare le difficoltà, anche nel quotidiano: “Gli anni di competizioni mi hanno insegnato a stemperare l’ansia”
Fashion e volate, la passione di Paola

Tutto ciò che è reale è razionale, sosteneva il filosofo Hegel. In bici questo non vale. Pedalare è sogno e passione, orgoglio e sentimento. Sturm und Drang (tempesta e impeto), soprattutto per chi si mette il numero di gara sulla schiena e sogna di alzare le braccia al cielo al traguardo o di battere un record.
Come fa Paola Panzeri, classe 1997, maturità al liceo scientifico e vita da corridora. In attesa di iscriversi al corso di laurea in fashion design il prossimo anno. Ha iniziato a pedalare a quattro anni e poi a correre a sei. Come accade spesso, contagiata in famiglia: “Mio papà ha fatto correre mio fratello in bici perché non era portato per il calcio, serviva uno sport alternativo. E così mi sono appassionata”.
Sogna di diventare una stilista di alta moda e corre su strada (al secondo anno fra le Elite) con l’Eurotarget Nalini Still Bike. Una squadra che nella categoria Juniores sfoggia il talento della campionessa su pista Martina Fidanza.
Un bel vivaio, in cui crescere sul piano atletico e personale, fare esperienza e comprendere il valore del sacrificio.
“Un aspetto straordinario per me è condividere la fatica con le altre per puntare all’obiettivo insieme. Ti serve tanto a sviluppare la determinazione e la forza di volontà per non mollare”.
Voce fresca e tempra da self-made girl, parla con un pizzico di timidezza e tanto entusiasmo malgrado il periodo un po’ sfortunato: “Sono molto competitiva. Presentarmi al via di una gara e non essere preparata fisicamente è una cosa che considero molto brutta. Nell’ultimo anno non sono stata molto fortunata, fra cadute e malanni ho interrotto molte volte la preparazione. La motivazione che mi fa alzare la mattina è sapere che se mi alleno posso arrivare in condizione e dare il massimo”.
Per farla breve, una vita da atleta. “Finita la scuola, a luglio ho iniziato ad allenarmi più seriamente. Mi sono presa il tempo per fare la ciclista. Più ore a disposizione. Allenamenti tutti i giorni, attenzione all’alimentazione e poche uscite la sera”. Non ha pudori a confessare le sue debolezze: “Il cibo a volte è una valvola di sfogo. Mi piace preparare i dolci. E mi concedo anche una pizza ogni tanto. Sono un po’ ossessionata dai vestiti, quando sono in giro per il mondo curioso fra gli accessori. Ultimamente ho comprato un cappello a Glasgow, lo adoro”. Il suo vero punto debole è la salita : “Nei momenti più ostici preferisco staccare il cervello, lasciare andare le gambe al loro ritmo e pensare ad altro. Mi aiuta a non mollare”.
È spesso in giro per il mondo, e fra le corse all’estero pensa di avere trovato pane per i suoi denti: “Mi piacerebbe vincere una kermesse in Belgio. Sono gare in circuito, di 7-8-10 chilometri, da ripetere più volte. Ci sono le migliori professioniste. Sono corse molto intense e tutte in pianura, il mio terreno preferito”. Il suo tono di voce si fa ancora più squillante quando parla della bici a scatto fisso. “Ho iniziato lo scorso anno e porto avanti le due attività in parallelo. Ci sono meno pressioni e conta di più lo stile di guida”.
Corre con il Team Cinelli Chrome (con la divisa della squadra nella foto scattata da Silvia Galliani) e sulla pelle si è scritta quello che per lei conta: “Ho due tatuaggi.’Brakeless’, perché le bici che più mi appassionano sono quelle senza freni. E poi la parte di una frase che ho sentito dire a Usain Bolt in un’intervista: molti lo vedono come un fenomeno e possono pensare che ogni cosa gli riesca facile. Invece lui ha ribadito che per riuscire a fare quello che fa ci mette dedizione e duro lavoro”. Parola chiave: abnegazione. Patrimonio di tutti gli atlet. (la foto di Paola in borghese è di Martin Paldan).

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