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Cinelli Superstar Disc

23 agosto 2017
di James Spender
Cinelli Superstar Disc
Cinelli aggiunge i dischi al suo modello top, ma i risultati sono all’altezza di una Superstar?

Immagini Tapestry

Penso che una delle foto più strazianti nell’ambito del ciclismo sia stata scattata durante il Tour de France del 1934. L’allora ventenne ex cameriere René Vietto seduto su un muretto mentre abbraccia il suo ginocchio, con il viso rivolto dalla parte opposta rispetto alla sua bicicletta danneggiata. La foto è sgranata ma la sua espressione è inconfondibile: emana desolazione. I giornalisti all’epoca descrissero le sue lacrime.
L’incidente si era verificato sulla discesa di Puymorens, nei Pireni Orientali. Il capitano della squadra di Vietto e favorito per la vittoria finale Antoine Magne aveva rotto la sua ruota anteriore, e l’ignoto Vietto era stato costretto a cedergli la sua, insieme al quarto posto in classifica generale, mentre aspettava la ruota di ricambio adatta. Cosa che ci porta un po’ indirettamente a Cinelli e alla sua Superstar Disc, primo modello con freni a disco.
Cino Cinelli è stato un ciclista professionista che ha trasformato la sua esperienza di corse in progetti di bici e componenti adatti specificatamente per chi vuole gareggiare. Era suo il manubrio ultraleggero in alluminio e l’attacco manubrio antiscivolo A1, e il primo pedale a sgancio rapido, l’M71 (anche se è Look a essere accreditata per il primo sgancio rapido, il PP65). A Cino si può attribuire anche l’invenzione del mozzo Bivalente.

Stabilire uno standard
Il mozzo Cinelli Bivalente era progettato per aiutare i cambi ruota a livello professionistico, permettendo alla ruota libera e al pacco pignoni di rimanere attaccati al forcellino quando si rimuoveva la ruota posteriore. I rapporti non necessitavano di essere registrati dopo la sostituzione della ruota ma, soprattutto, il progetto prevedeva mozzi anteriore e posteriore uguali e, dunque, ruote intercambiabili.
“Per il corridore, supportato da una qualsiasi auto di servizio, è solo questione di vedere quanto tempo ci vuole per avere una ruota di ricambio (e ricordate, non c’è più il problema di scegliere tra anteriore e posteriore). Una squadra di sei elementi ha bisogno solo di sei ricambi”, così recitava la pubblicità di allora.
Non è chiaro se il mozzo Bivalente avrebbe aiutato Vietto, ma è divertente come questo problema sia nuovamente sorto con l’avvento dei freni a disco. Come potrebbero le auto del cambio gomme soddisfare le varie misure di spaziatura, di perni passanti e di dischi, affermano tristemente gli scettici?
Una risposta potrebbe essere quella di riesumare il mozzo bivalente. L’altra sarebbe quella di un accordo per uno standard comune. Difficile credere che in un settore in continuo divenire con nuovi tipi di scatole del movimento centrale (perché poi chiamarle così? Non sarebbe stato meglio definirle “banderuole”?) non si possa avere uno standard sui freni a disco, a cui comunque sembra ispirarsi la Superstar Disc.
La forcella è la nuova Futura Disc del marchio Columbus, stretto parente di Cinelli. Ha un perno passante 12x100 mm, in cui un “bullone” da 12 mm di diametro si interfaccia con un mozzo anteriore da 100 mm. Da molto tempo questo è lo standard di lunghezza per i mozzi anteriori, anche ai tempi di Cino. Al posteriore, il telaio usa un sistema a perno passante da 12x142 mm, casualmente lo stesso che viene utilizzato dalla maggior parte delle mountain bike, e un disco più grande da 135 mm sul mozzo (gli stessi mozzi a rilascio rapido che montano dischi fino a 130 mm).

L'articolo completo è sul numero 16 di Cyclist.

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