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Colnago C64, tradizionalmente tecnologica

3 April 2018
di Sebastiano Modica
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    Il balzo tecnologico che la C64 compie è netto poiché le novità che racchiude la distanziano nettamente dal modello precedente nonostante a una prima occhiata le forme possano apparire quasi simili

    Il mercato odierno si affolla sempre più di novità dalle forme più strane. La ricerca dell’aerodinamica, integrazione totale, pesi sempre più bassi spingono in una direzione in cui il comune denominatore sembra essere l’originalità costruttiva.
    Malgrado ciò ci sono costruttori che amano uscire dai soliti schemi giocando, strano a dirsi, la carta della tradizionalità, non certo sinonimo di antiquato o obsoleto, anzi.
    Colnago è uno di quei brand che nel mondo del ciclismo ha un peso enorme per carisma, qualità e storia. Le creazioni di Ernesto Colnago hanno sempre suscitato grande interesse per la sua innovazione tecnologica, in una politica di affinamento costante della gamma.
    E quale miglior occasione per i 64 anni dalla fondazione del brand se non quello di togliere i veli all’ultima creatura nata nell’atelier di Colnago?
    Si, atelier perché mai come in altri settori dai reparti produttivi di Colnago escono “abiti sartoriali” su due ruote, che spiccano dalla massa per la tradizionalità nelle forme ma che nascondono abilmente una ricerca tecnologica al passo con le ultime tendenze.
    La Colnago C64 viene proposta in ben 14 taglie, di cui 9 con geometria sloping e 5 di tipo tradizionale, ma con valore di reach ridotto. C’è anche la possibilità di averla su misura, il kit telaio (che include telaio, forcella e reggisella) costa 4.200 euro al pubblico italiano (con freni a disco il prezzo sale a 4.590 euro).
    L’articolo completo è su Cyclist numero 22.

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