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Ford ha progettato una "Smart Jacket" per la sicurezza dei ciclisti

19 June 2018
di Rosario Palazzolo
Ford ha progettato una "Smart Jacket" per la sicurezza dei ciclisti
Smart Jacket
La Smart Jacket, per ora un prototipo, è in grado di segnalare i cambi di direzione e di dialogare con il ciclista aiutandolo nella navigazione in città

Una giacca può rendere i ciclisti più sicuri, quasi come se si trovassero seduti al volante di un'auto. L'idea è venuta a un gruppo di dipendenti Ford, appassionati di ciclismo. Se state pensando al marchi di automobili, pensante bene, perché si tratta proprio dei dipendenti inglesi della casa automobilistica americana.

Usando molto la bicicletta per spostarsi e raggiungere il posto di lavoro, questi dipendenti si sono messi all'opera e hanno adattato qualche frammento delle loro competenze automobilistiche per dare vita a un esclusivo dispositivo indossabile: una giacca, che consente ai ciclisti di orientarsi più facilmente e di mostrare più chiaramente la loro presenza e le loro intenzioni agli altri utenti della strada. Per ora, il team di ciclisti che ha sviluppato Smart Jacket, l’ha sperimentata durante i percorsi giornalieri casa-ufficio, nella sede del “Ford Smart Mobility Innovation” di Londra, con l'intento di rispondere alle esigenze dei pendolari. Tuttavia queste tecnologie si presterebbero molto bene alle nuove categorie dei “Riders”, i ciclisti fattorini che della bicicletta fanno il loro principale strumento di lavoro quotidiano.

Ford ha progettato una "Smart Jacket" per la sicurezza dei ciclisti
Smart Jacket

Una giacca con un cervello altamente sofisticato

La concept Smart Jacket è una giacca impermeabile simile a tante presenti sul mercato dell'abbigliamento da “ciclismo urban”, ma è completata dalla presenza di dispositivi illuminanti sulle maniche che entrano in funzione quando il ciclista decide di girare a destra o a sinistra. Funzionano proprio come le frecce delle auto, e non a caso sono arancioni. Ancora più innovativo è il sistema di navigazione che funziona grazie al collegamento della giacca in wireless a uno smartphone: l’app per la navigazione dedicata alle biciclette fa vibrare la manica corrispondente alla direzione che i ciclisti devono seguire per evitare strade trafficate e incroci. Praticamente è come se l'App ci tirasse per la giacchetta ogni volta che c'è da cambiare direzione. In questo modo il ciclista non deve distogliere mai gli occhi dalla strada per guardare la mappa di uno spartphone e orientarsi. Sulla schiena è presente una luce lampeggiante che segnala quando il ciclista si ferma. Inoltre, un po' come succede per gli smart watch, il capo di abbigliamento è dotato di sensori sonori e aptici (che riguardano il contatto corporeo) che consentono ai ciclisti di ricevere chiamate, messaggi e riascoltare la guida per la navigazione.

Sviluppata con gli specialisti in abbigliamento da ciclismo urbano Lumo e gli esperti di software per la mobilità Tome, Smart Jacket per ora è solamente un esempio di estrema innovazione applicata al ciclismo. Ulteriori funzionalità, in fase di progettazione, consentirebbero ai ciclisti che utilizzano questo mezzo per consegne, di accedere a chiamate e messaggi utilizzando gesti e comandi vocali. L’uso di cuffie ergonomiche (per esempio quelle che sfruttano le vibrazioni osse) evita di isolare dai suoni dei pedoni e di altri utenti della strada.

“In Ford, vogliamo aiutare le persone a muoversi in modo più sicuro e libero all’interno delle nostre città”, ha dichiarato Tom Thompson, Project Lead Ford Smart Mobility Team. “Il concetto di Smart Jacket ci aiuta a comprendere come i diversi attori che fanno parte del sistema della mobilità urbana - ciclisti, automobilisti e pedoni - possano coesistere al meglio, attraverso l’applicazione di tecnologie intelligenti, e come si possa applicare tali apprendimenti a idee future”.

Per ora, Smart Jacket è un prototipo. Tuttavia, Ford – che ha inserito il progetto nella campagna di Ford Share The Road che mira a promuovere una maggiore armonia ed empatia tra utenti della strada - è in procinto di assicurare il brevetto che potrebbe, in futuro, essere ulteriormente sviluppato o concesso in licenza ad altri, insieme all’app e al know-how associati.

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