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Garmin e Baharain Merida insieme per la sicurezza sulle strade

21 March 2018
di Rosario Palazzolo
Garmin e Baharain Merida insieme per la sicurezza sulle strade
Garmin ha lanciato la campagna #insiemsipuo per una nuova cultura di convivenza tra ciclisti e automobilisti. Il team di Nibali e Pozzovivo si allena con i nuovi radar creati dal brand leader per i Gps

Sulle strade italiane muore in ciclista ogni 36 ore. Una vittima ogni giorno e mezzo e non soltanto tra chi la bicicletta non la sa usare oppure ignora le regole della strada. Il tema della sicurezza riguarda tutti, come ha recentemente dimostrato la tragedia del campione Michele scarponi, morto un anno fa in un incidente in allenamento.

Dai professionisti più blasonati agli amatori che calcano le strade nei fine settimana in cerca di qualche ora di svago e di piacevole attività sportiva, la sicurezza è a forte rischio. Perché il rapporto tra automobilisti e ciclisti purtroppo rimane estremamente difficile, soprattutto sulle strade italiane, sempre più in crisi di manutenzione e inadeguate all'enorme mole di traffico che accolgono.

Garmin, società leader nel mondo dei dispositivi elettronici, ha deciso di avviare una battaglia senza tregua per la sicurezza stradale. Naturalmente utilizzando l'elettronica e promuovendo un grande cambio culturale.

Il primo passo è stato compiuto in questo inizio di stagione ciclista, quando Garmin è diventato “sponsor per la sicurezza” dell'importante team Bahrain Merida, la squadra di Vincenzo Nibali e Domenico Pozzovivo. Questa è già una novità assoluta in un mondo, quello del ciclismo, che per sua natura guarda sempre alla prestazione e ai risultati. Garmin e Bahrain Merida hanno messo la sicurezza al primo posto, anche grazie all'adozione di un dispositivo tecnologico Garmin che è stato montato su tutte le biciclette d'allenamento degli atleti. Si tratta di un radar che viene posizionato sotto la sella della bicicletta e che si interfaccia con tutti i ciclo computer della serie Edge di Garmin. Il radar retrovisore Varia avvisa i ciclisti della presenza di veicoli in avvicinamento da dietro fino a una distanza di 140 metri. E' in grado di rilevare più veicoli, indicando la velocità di avvicinamento relativa e il livello di pericolo in base alla velocità.

Non si tratta solamente di una strategia commerciale, perché il tema è enorme e investe tutti coloro che utilizzano una bicicletta, dagli sportivi ai lavoratori e a chi pratica cicloturismo.

Garmin e Baharain Merida insieme per la sicurezza sulle strade
Il nuovo sistema Edge di Garmin con il Radar e il faro Varia

Garmin investe per una cultura della sicurezza

Per questo Garmin ha deciso di investire in questo settore anche con un progetto che punta prima di tutto sulla diffusione di una cultura di convivenza tra biciclette e automobili. A questo proposito è stato lanciato un #insiemesipuò

Un ciclista è quasi sempre anche un automobilista e in teoria ha più attenzione quando incontra un ciclista in auto – ha spiegato Stefano Viganò, amministratore delegato di Garmin Italia -, purtroppo quasi mai è vero il contrario. Per questo il nostro primo obiettivo è ridefinire una cultura della sicurezza che coinvolga ciclisti e automobilisti allo stesso modo. Per questo abbiamo lanciato la campagna #insiemesipuò per parlare di convivenza sulla strada”. Viganò è cosciente della potenza degli strumenti tecnologici rispetto a temi come questo. “Quando sono entrato in Garmin, 12 anni fa, avevamo un primo ciclo computer dotato di Gps – racconta l'amministratore di Garmin – Quando lo proponevamo ai negozi, molti ci rispondevano: “a che serve, tanto le strade su cui pedaliamo le conosciamo già. Oggi emerge in modo chiaro la potenza di questi strumenti, in continua evoluzione”.

Il progetto è stato lanciato alla vigilia della Milano-Sanremo di ciclismo che ha portato intorno a Milano tanti atleti dei principali team internazionali. Tra i partner c'è il team Bahrain Merida, con il suo capitano Domenico Pozzovivo, ma anche campioni del ciclismo come Alessandro Ballan, campione del mondo di ciclismo e proprio recentemente protagonista di un incidente che solamente per un caso fortuito non è finito in tragedia. C'è anche Davide Cassani, con l'autorevolezza del campione e del Ct della nazionale di Ciclismo.

Garmin e Baharain Merida insieme per la sicurezza sulle strade
Il team Barhain Merida (Betiniphoto)

Cassani, sulle strade muore un ciclista ogni 36 ore. Si deve agire subito

“Il tema della sicurezza riguarda i ciclisti di tutti i giorni, ma anche i nostri giovani che si avvicinano alla pratica sportiva – ha ricordato – se non siamo in grado di garantire loro sicurezza, i genitori li terranno sempre più lontani dal ciclismo”. È stato proprio Cassani ha ricordare quel numero impietoso secondo cui sulle nostre strade muore un ciclista ogni 36 ore. “E' l'effetto Whatsapp – dice – In quei 3 o 5 secondi in cui guardiamo il telefonino quando siamo alla guida, percorriamo più di 50 metri come se fossimo a occhi chiusi. Un problema che va risolto con la tecnologia, ma prima di tutto con l'educazione alla guida”. Un quadro generale drammatico che è stato confermato anche da Giacomo Lovati amministratore di Unipol che ha ricordato come la tecnologia stia servendo a ridurre gli incidenti stradali, ma non quelli che vedono coinvolti ciclisti. “Nel 2016 sono state vendute 20 milioni di biciclette in Europa e l'Italia è tra i primi nelle vendite, ma sono anche aumentati del 10% gli incidenti che vedono coinvolte biciclette – ha spiegato Lovati – Dunque esperienze come quella di Garmin sono benvenute, ma dobbiamo tutti lavorare affinchè le strade migliorino in qualità e soprattutto si possa raggiungere standard europei nella disponibilità di piste e strade riservate alle biciclette”.

Non poteva esserci testimonial migliore di Alex Zanardi. Lui, con la consueta ironia, dice di essere pilota e ciclista insieme. Chi meglio di lui è capace di parlare alle persone con la consapevolezza di quanto la sicurezza sia importante per salvaguardare la vita.

Garmin e Baharain Merida insieme per la sicurezza sulle strade

Zanardi: "Ognuno deve fare la sua parte"

“Mia nonna per essere sicura che non mi facessi male, mi diceva “vai piano” - racconta – oggi chi è più lento sulle strade è una vittima, perché tutti hanno fretta di muoversi. Siamo tutti come meteore che ci muoviamo nello spazio senza un ordine. Ma sono convinto che la tecnologia e la cultura possano fare molto per migliorare la sicurezza. Sono da sempre convinto che la vita abbia più fantasia di noi – confessa - e grazie alla tecnologia saprà anche riscrivere i livelli di sicurezza, ma ognuno di noi deve fare la sua parte”.

Zanardi è anche l'autore del progetto Obiettivo 3 che intende sostenere giovani atleti disabili. “Non tutti hanno avuto al fortuna di chiamarsi Zanardi e a volte trovare i soldi per un acquistare un ausilio sportivo speciale è impossibile con i sussidi di invalidità – ha spiegato – Dunque Obiettivo 3 sta raccogliendo fondi per sostenere i giovani atleti disabili e consentire loro di allenarsi al meglio. Ci piacerebbe portare almeno 3 atleti alle prossime Olimpiadi di Tokyo nel 2020”. Garmin ha voluto suggellare questa giornata con la donazione di 5mila euro al progetto Obiettivo 3 di Alex Zanardi, annunciando anche che una parte del ricavato dalla vendita dei prodotti per la sicurezza sarà destinato a questo progetto. Anche Unipol ha comunicato la sua adesione.

Garmin e Baharain Merida insieme per la sicurezza sulle strade
Alex Zanardi riceve un assegno da 5mila euro da Garmin per il progetto Obiettivo 3
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