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Giant TCR Advanced Pro 0, cara vecchia tuttofare

3 marzo 2017
di James Spender
Giant TCR Advanced Pro 0, cara vecchia tuttofare
Tra i modelli più longevi sul mercato, la TCR è stata riprogettata completamente, ottenendo una bici total race innovativa. Ecco la nostra prova

Fondata nel 1989, la Once (pronuncia “Onse”) è stata un’interessante squadra di ciclismo per due ragioni. Non solo era sponsorizzata da una fondazione a scopo benefico - Once è una fondazione spagnola a favore degli ipovedenti - ma è stata anche una delle prime squadre a essere gestita da una persona diversa da un ex professionista, un tizio di nome Manolo Saiz che si fece le ossa allenando ciclisti non vedenti in tandem. Saiz è stato un pioniere delle moderne tecniche di allenamento, che prevedevano che i corridori si allenassero su bici da crono personalizzate e spedissero i dati dei loro allenamenti via fax a lui stesso.
Tuttavia, Saiz è ricordato anche per le sue dubbie alleanze e per i suoi modi schietti e poco ortodossi. Per esempio dopo aver ritirato la squadra dal Tour de France 1998, a seguito dello scandalo Festina, proclamò di “aver messo un dito in culo al Tour”, cosa che gli valse la squalifica per l’edizione successiva, salvo poi vedersela annullare grazie a un cavillo.
Alla Vuelta 2003, Saiz buttò fuori strada un cameraman con la sua auto, reo - secondo lui - di favorire Roberto Heras (quando alla testa della corsa c’era il suo corridore Isidro Nozal). A seguire una sequenza di insulti, la minaccia di defecare sulla madre del povero cameraman e la promessa di “tagliarlo in piccoli pezzi”. Purtroppo per lui, la videocamera rimasta in funzione durante il litigio e la conseguente trasmissione in diretta tv gli costò l’espulsione dalla gara. Nozal alla fine si classificò secondo nella generale, dopo che Saiz non poté assistere alla decisiva cronometro.

Innovativa e controversa

Giant TCR Advanced Pro 0, cara vecchia tuttofare


Modello Giant TCR Advanced Pro 0 Trasmissione Shimano Dura-Ace 9000 Comandi KMC X11 SL Ruote Giant SLR 0 In dotazione attacco+manubrio Giant Contact SL, reggisella Giant Variant Composite, sella Giant Contact SL Forward Peso 6.65 kg (55.5 cm) Prezzo 4.799 euro (Iva inclusa)


Saiz ricevette il colpo di grazia tre anni dopo, quando gli fu ritirata la licenza Pro Tour a seguito del suo arresto nell’ambito dello scandalo doping di Operation Puerto. Tuttavia sotto la sua guida le vittorie furono numerose, tra cui tre Vuelta e due Classiche. Voci di corridoio negli ultimi anni lo davano in procinto di ritornare nel mondo dello sport.
Cosa ha a che fare tutto ciò con Giant TCR? È stato il mezzo usato dalla Once dal 1997 al 2003. E poi, proprio come Manolo Saiz, anche la TCR era innovativa e controversa. Non solo era in alluminio – a quei tempi un materiale inedito – ma la TCR, acronimo per Total Compact Road, aveva un tubo orizzontale con sloping e geometria disegnati dall’inventore britannico Mike Burrows, che spiccava come una mosca bianca tra le tradizionali geometrie dell’epoca, tanto che determinò una modifica alle norme UCI (ancora oggi è una delle maggiori concessioni fatte dall’UCI in materia di progettazione di biciclette).
Quest’ultima TCR ha le carte in regola per essere all’altezza di quella passata.

La fibra di carbonio scelta

Giant TCR Advanced Pro 0, cara vecchia tuttofare

Secondo i nostri calcoli, la linea TCR è la seconda serie di modelli da strada per longevità mai realizzata (la più longeva, e per favore ci si corregga se sbagliamo, è la serie Caad di Cannondale, che debuttò nel 1997).
Così come la Tarmac di Specialized, la Madone di Trek o la Supersix di Cannondale, la TCR è la tuttofare di Giant, sviluppatasi come un mezzo aggressivo senza però grossi sacrifici in nome dell’aerodinamica e del comfort.
Giant ci tiene a sottolineare quanto sia buona la sua top di gamma TCR SL (un gradino superiore rispetto a questa Advanced Pro), confrontandola con la concorrenza mediante test di laboratorio e scrivendo risme di dati positivi circa peso e rigidità. Non ci sorprende che la TCR SL esca vincitrice in quasi tutte le categorie rispetto alla concorrenza, eccetto che in termini di peso complessivo, in cui vince la Scott Addict SL, e nella rigidità di pedalata, in cui domina la Specialized S-Works Tarmac.
Giant dice che non sono stati raccolti dati comparabili per la Pro Advance, anche se sta cercando di ovviare al problema. Il suo progettista capo Erik Klemm ha dichiarato che a causa di una diversa fibra di carbonio utilizzata – modulo T800 più elevato per la SL, mentre è il modulo T700 per l’Advanced Pro – l’Advanced Pro risulterebbe un po’ meno rigida e leggermente più pesante rispetto alla SL: 890 grammi per il telaio e 330 grammi per la forcella contro 856 grammi e 306 grammi rispettivamente. Credo che farei fatica a sentire la differenza.


L'articolo completo è stato pubblicato sul numero 1 di Cyclist

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