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Guendalina va veloce

25 June 2018
di Fulvia Camisa
Guendalina va veloce
Verso il suo obiettivo: partecipare alla Transcontinental Race (dal Belgio alla Grecia) per raccogliere fondi per AriSLA: “Se riesci a fare una cosa bene e a fare del bene, perché non provarci?”

Guendalina Dal Pozzo d’Annone ha 30 anni, vuole partecipare alla massacrante Transcontinental Race la prossima estate e si è fatta venire un’idea per raccogliere fondi a favore della fondazione AriSLA.
Ma andiamo con ordine, il suo obiettivo è affrontare la prova endurance attraverso l’Europa - in totale autonomia e con quattro punti di controllo - che ogni anno cambia percorso. Nel 2018 si parte dal Belgio e si arriva in Grecia. “Mi ero iscritta con un’amica, ma quando abbiamo saputo che avevano accettato l’iscrizione lei si è tirata indietro. Mio fratello, dopo avermi ripetuto più volte che ero una pazza a voler pedalare per 4.000 chilometri, mi ha detto che sarebbe venuto con me. Gli ho risposto che era un’ottima idea e che sarebbe stata l’occasione per fare team building aziendale”.
Da otto mesi infatti lavorano insieme. Lei lo affianca come sales & marketing manager a Castello Dal Pozzo, la struttura di famiglia dove lui riveste il ruolo di amministratore delegato. Un resort situato sulle colline in provincia di Novara, a Oleggio Castello, che dista un paio di chilometri dal Lago Maggiore, una decina dal Lago d’Orta, una quindicina da Stresa, che è a tutti gli effetti il quartier generale per questo nuovo progetto e per gli allenamenti.

Guendalina va veloce

L’obiettivo

“È una buona occasione per stare insieme e per fare beneficenza. Se riesci a fare una cosa bene e a fare del bene, perché non provarci? È nata così l’idea di sfruttare le potenzialità di Internet per raccogliere fondi col sistema del crowdfunding. Abbiamo pensato a 15.000 euro, l’importante è che resti una cifra importante da donare al netto di tutte le spese che dobbiamo sostenere”.
L’obiettivo è lodevole: supportare la fondazione italiana della ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica attraverso una delle piattaforme di microfinanziamento collettivo. Per raggiungerlo, bisogna stringere i denti e macinare chilometri. “Una componente molto importante è la testa, il corpo si abitua e ti viene dietro. Entrambi abbiamo la condizione mentale per affrontare questo sforzo. In fin dei conti non si va a tutta per due settimane. Lui ha 38 anni e io 30. Ho iniziato a gareggiare nel Triathlon a causa sua, mi piace dire scherzando. Nel 2013 ero appena tornata dalla Cina dopo un anno trascorso là per lavoro e così l’ho seguito in Spagna per vederlo gareggiare ”.

Gli allenamenti

Come spesso accade, scatta qualcosa nella testa: è la scintilla della passione, dopodiché nulla è più come prima. “Ho comprato la bici, ho iniziato anche a correre a piedi. La prima gara è stata nel 2014. Adoro stare all’aria aperta, se ho l’opportunità e c’è bel tempo esco in bici, non mi piace fare i rulli”.
Alla bici, come al cuore, non si comanda. E se si ha la fortuna di vivere vicino al Lago Maggiore c’è sempre un buon motivo per salire in sella. “Mi piace da impazzire fare il giro completo del lago di 180 chilometri. il ciclismo ti permette di staccare dallo stress quotidiano, quando sei in sella non ti metti a controllare le mail sul cellulare. E poi, per come lo vivo io, è un modo straordinario per fare nuove amicizie”.
Dopo un’esperienza nel mondo della moda, le due ruote sono diventate una componente fondamentale della sua vita. In qualità di sales manager di un noto brand del settore bici ha viaggiato e pedalato in giro per il mondo: “In quel periodo avevano lanciato una bici gravel, appena potevo mi ritagliavo un po’ di tempo per salirci sopra. La prima cosa che dicevo al distributore era: ‘ciao, mi porti a fare un giro?’. In Vietnam siamo usciti alle 4 del mattino. Ricordo poi a un certo punto una concentrazione pazzesca di motorini, si andava veloci in mezzo alle rotonde...”. Ora, l’amore per lo sport percorre nuove strade ed è fruibile per gli appassionati in Piemonte.“Abbiamo creato una bike room: portabici, pulitrice a vapore, tavolo degli attrezzi. Stiamo parlando con un’azienda per avere barrette, integratori salini, gel. Diamo la possibilità di arrivare con l’auto e parcheggiarla, fare colazione, partire per il proprio giro in bici, fare la doccia, fermarsi a pranzo. Si decide in base ai propri programmi. Abbiamo anche la piscina, ci si può fermare e farsi una nuotata”. Per raccontare la loro avventura hanno creato una pagina Facebook: la Guai ‘s Transcontinental. “Guai è il soprannome che ci dava mio papà, è l’unione delle nostre iniziali”. L’unione fa la forza, non c’è altro da aggiungere.

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