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In palestra, occhio ai watt

20 gennaio 2017
di Aldo Ballerini
In palestra, occhio ai watt
Se l'uscita su strada non sempre è alla nostra portata, una sessione di spinning può fare al caso nostro. Con le Group Cycle di Technogym, l'allenamento diventa un piacevole momento di confronto con il gruppo. In vista della Granfondo Campagnolo Roma, noi di Cyclist ne abbiamo approfittato, tenendo sotto controllo la potenza

Queste nuove Cycle Technogym hanno tre doti che per noi ciclisti sono fondamentali. La prima è la postura, simile a quella di una bici da corsa. Poi ci sono la pastosità della pedalata, una delle più belle che abbiamo mai trovato su una bici da palestra, e la perfezione del freno magnetico, fluido, preciso, replicabile. Infine c'è pure l'indicazione dei watt. La grande novità non è che questa bici semplicemente te li dice, ma è che in palestra mette a confronto tutti quelli dei partecipanti alla lezione di spin (per approfondire l'argomento). Quindi non solo vedi quanto sei bravo tu e quanto è scarso il tuo rivale, o viceversa, ma vedi pure i bravi e i somari della classe. Così lo spin diventa una gara: pedali e ti diverti pure.

Occhio a quelli rossi

In palestra, occhio ai watt


Paolo, uno degli atleti protagonisti del nostro programma di allenamento, su una Group Cycle Technogym sotto lo sguardo dell'istruttrice Laura Salvo


​Davanti alle bici c'è una maxi TV con dei cerchi luminosi, che possono indicare vari dati, i watt, la cadenza, la velocità... L'istruttore sceglie quello che vuole. Per noi la cosa più eccitante sarebbe vedere i watt, così mentre pedali ti massacri per essere quello che spinge di più. Ma questo è un dato inadeguato ai fini dell'esercizio, non tanto perché la potenza ha senso solo se è rapportata alla corporatura, ma perché all'istruttore serve un parametro che sia significativo per tutti. Perché nella seduta di allenamento si devono alternare varie fasi di sforzo, e il metodo perfetto è indicarle come percentuale sulla FTP del singolo (ricordiamo che la FTP, Functional Threshold Power, è la potenza che riesci a erogare in un'ora).
Nella nostra lezione i cerchi luminosi, ognuno distinto da un numero, indicano proprio la percentuale della FPT. Laura, l'istruttrice, alterna quindi fasi di riposo con altre di sforzo più o meno intenso, comandando la percentuale alla quale dobbiamo pedalare: "Facciamo dieci minuti al 50%, poi tre al massimo, VIA!". Il divertimento sta tutto lì, a vedere quali cerchi si illuminano di rosso, cosa che succede quando sei bravo e superi la tua FTP, cioè pedali oltre il tuo 100%. I tondi rossi insomma sono di quelli che ci danno giù, e tu per superarli ci dai ancora di più: il 110% lui? Allora io 120%, tié. Ah, che soddisfazione!
Tra l'altro con un'occhiata al TV, vedi subito chi è forte e chi invece batte la fiacca. Devi solo memorizzare il numero delle bici, visto che nella videata non ci sono i nomi. Le prime volte c'è quindi quasi un anonimato, perché questi numeri sono scritti sul lato del telaio e pedalando non li vedi, ma poi ti fai furbo e ti segni quelli dei più "pericolosi" e li tieni d'occhio. Ma la privacy? E se io voglio pedalare come mi pare e non morire d'un colpo senza essere infamato? Facile, te ne stai a casa. Poi non ti lamentare se dopo hai la pancetta o in salita batti la fiacca.

Torniamo a noi

Ma ti serve questo gioco come allenamento? Certamente. Prima di tutto sta a te decidere quanto faticare: a parte il pubblico ludibrio, del quale te ne puoi altamente fregare, decidi di pedalare come ti pare, se andare a passeggio o rischiare l'infarto. In questo caso (tolto il ricovero) non c'è nessuna controindicazione perché sei in palestra e non resti a piedi senza fiato arrancando sulle tacchette nella salita del 15% lontano dieci chilometri dal bar del caffè con la sambuca e i cornetti al cioccolato. Due cose per le quali in quel momento daresti la tua bici, quasi.


L'articolo è stato pubblicato sul numero 7 di Cyclist

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