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Storie da museo

5 ottobre 2017
di Fulvia Camisa
Storie da museo
Un nuovo progetto per cambiare la geografia museale in Italia e fare rete fra i luoghi (e le persone che li tengono vivi) a vocazione ciclistica. Ce ne parla Carola Gentilini, alla guida del Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo

Nella foto sopra Carola Gentilini (foto Mario Didier) in azione alla ciclostorica La Ghisallo tenutasi in occasione dell’ultima tappa del Giro d’Italia 2017 all’Autodromo di Monza

Segnatevi nome e cognome, Carola Gentilini. Laurea in architettura con specializzazione in allestimenti museali, è alla guida del Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, ha accolto con entusiasmo la notizia della prima via dedicata a una ciclista in Italia ed è coinvolta in un nuovo progetto per ridisegnare la geografia della memoria su due ruote.
Ma andiamo con ordine. Alzi la mano chi non ha mai visitato la struttura espositiva di Magreglio, in provincia di Como, che lei dirige dal 2010 e che espone oltre 1.000 oggetti, 80 bici (di cui 30 legate alle imprese di campioni), più di 20 maglie iridate e 50 maglie rosa (raccolte grazie a un’iniziativa in collaborazione con La Gazzetta dello Sport). Posizionato strategicamente vicino al Santuario dedicato alla protettrice di tutti i ciclisti, custodisce oggetti preziosi, un archivio digitale con tracce audio e video, libri, riviste di settore, giornali d’epoca.
"Il nostro museo piace molto anzitutto per come è realizzato a livello architettonico. L’edificio si mimetizza nel paesaggio, ha una copertura a onda che riprende il panorama delle montagne che lo circondano. Inoltre, ha una collezione vasta di cimeli legati ai campioni, ma anche tante bici organizzate in modo da dare una sequenza dell’evoluzione di questo mezzo. L’intento è di esaltare le grandi imprese del ciclismo storico e contemporaneo”.
Frequentato da tanti visitatori stranieri (specie francesi, tedeschi, inglesi, scozzesi, belgi), nel 2016 ha staccato 13.000 biglietti. Aperto tutti i giorni a orario continuato (dalle 9, 30 alle 17,30), si ferma per la pausa invernale a metà novembre per poi riaprire a inizio marzo a pieno ritmo, con eventi e iniziative che coinvolgono gli appassionati in modo attivo. Per esempio, a ottobre ospita il traguardo di una pedalata non competitiva, la Vigorelli-Ghisallo, con partenza dal rinato velodromo di Milano (che nel 2017 festeggia 81 anni). Per la prossima edizione, in calendario domenica 16, è stato confermato il percorso di 72 km con passaggi nel Parco di Monza e scalata al Segrino.

La via milanese dedicata ad Alfonsina Strada

“L’evento è organizzato coi ragazzi del Comitato Vigorelli. Abbiamo scelto ottobre perché è un mese che ci unisce, loro inaugurarono il 28, noi il 14. È aperta a tutti i tipi di bici, non per forza d’epoca, ed è una grande festa. Lo scorso maggio, invece, nel giorno conclusivo del Giro d’Italia c’è stata La Ghisallo, che con le sue bici storiche ha invaso l’Autodromo di Monza”.
Per celebrare gli 11 anni di vita del museo fondato dal grande Fiorenzo Magni, sempre a metà ottobre, ci sarà un convegno per discutere di una nuova iniziativa che vuole fare rete fra i territori a vocazione ciclistica. Una sorta di “Museo diffuso del ciclismo”che guarda al nostro sport come bene da tutelare, valorizzare e promuovere.
“Il progetto nasce anche dalla collaborazione con l’Associazione L’Alpina di Trento con la volontà di mettere in connessione i musei dedicati al ciclismo presenti in Italia includendo le collezioni private. L’obiettivo è quello di creare una piattaforma che possa comunicare agli appassionati l’esistenza delle varie realtà, più o meno grandi, votate al ciclismo. L’importante è far entrare nella rete anche i collezionisti per comunicare la loro esistenza, e poi per collaborare nell’allestimento di esposizioni e catalogazioni. Vogliamo trovare all’interno del gruppo un riferimento competente che possa essere di aiuto per riconoscere pezzi o cimeli che magari non sono così facili da riconoscere per una datazione persino a un occhio esperto”.
Un progetto ad ampio raggio per salvaguardare gli oggetti, i monumenti e i luoghi di un Paese in cui il ciclismo è patrimonio culturale. Come testimonia la via milanese da poco dedicata ad Alfonsina Strada, la prima donna a competere nelle gare maschili. Nel 1924 partecipò al Giro d’Italia, finì fuori tempo massimo all’ottava delle 12 tappe, ma arrivò a Milano (fuori classifica) fra i 30 dei 90 partiti a saper resistere. Il suo nome è storia da tramandare.

A proposito di mostre

Storie da museo

Sabato 14 ottobre tutti al Ghisallo per l’inaugurazione di due opere d’arte realizzate per il Museo: si tratta di due teste raffiguranti i campioni Fiorenzo Magni e Gino Bartali, ad opera dello scultore Franco Zazzeri.
La Fondazione Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo ha deciso di inaugurare queste opere in occasione dei festeggiamenti per l’undicesimo anniversario di apertura del museo, con inizio alle ore 16.30 per il taglio del nastro al Tributo ai campioni Fiorenzo Magni e Gino Bartali. Dopo la presentazione delle teste bronzee realizzate dallo scultore Franco Zazzeri in collaborazione con Fonderia Artistica Mapelli di Cesate (Milano) e Fonderia Geccherle di Milano, alle ore 17 ci sarà la presentazione del libro L'ultimo Patron (Àncora editrice) con l’autore Gianni Torriani, figlio dell’indimenticabile Direttore della Corsa Rosa.

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