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Oltre la strada

9 ottobre 2017
di Stu Bowers
Oltre la strada
Cyclist alle prese con due delle salite più spettacolari delle Dolomiti, e continua a pedalare anche quando finisce l’asfalto

Immagini Juan Trujillo Andrades

È proprio tutto come deve essere. Il sole splende nel cortile del nostro bar di Feltre, nel Bellunese. Stiamo facendo il pieno di dolci e cappuccino, e appoggiate al muro ci sono due belle bicicletta da strada che oggi ci porteranno su queste splendide montagne. L’unico punto debole di una situazione altrimenti ideale è il tracciato.
“Sono praticamente sicuro che sia tutto percorribile”, dice Paul, il mio compagno di pedalata, indicando la carta geografica aperta sul tavolino davanti a noi. Sarà pure sicuro, ma il tono della sua voce è incerto. Poi pronuncia le parole che non andrebbero mai dette appena prima di intraprendere un giro con un bel po’ di incognite: “Cos’è il peggio che può succedere?”.

Lontano dai sentieri battuti

Il nostro obiettivo è semplice. Faremo un paio delle salite più spettacolari delle Dolomiti, il Passo Rolle e il Passo Giau – e quando finirà l’asfalto proseguiremo su strade sterrate. Non sappiamo benissimo come siano, e non disponiamo dei resoconti di qualcuno che le abbia fatte (o almeno non su bici da strada). Ci troviamo dunque nella totale incertezza. Sarà un’avventura. E dimostrerà, speriamo, la versatilità della moderna bici da strada. Per questo giro, infatti, non intendiamo usare gravel o mountain bike. Niente freni a disco, e di pneumatici artigliati neanche l’ombra. La nostra sola concessione sono i copertoni più grossi, da 28 mm.
Siamo di ottimo umore quando, le magliette ancora costellate di briciole di croissant, risvegliamo i muscoli delle gambe su tranquille strade secondarie. È ancora presto, ma il cielo terso ci dice che il meteo sarà dalla nostra parte, il che non è male tenendo conto della meta finale: il Rifugio Averau, a quota 2.413 metri, dove trascorreremo la notte.
Attraversiamo Fonzaso e puntiamo a nord lungo la Val Canali, splendida vallata da cui si gode la vista delle torri calcaree delle Dolomiti in lontananza. La strada è inframmezzata da gallerie, ma riusciamo a evitarle tutte grazie alle vecchie strade che girano intorno alle colline e offrono un percorso più bello e sicuro, completamente privo di traffico. Quando prendiamo la strada in salita che ci porta fuori da Fiera di Primiero, a circa 35 chilometri dalla partenza, ci troviamo sotto le cime seghettate che si ergono quasi in verticale sulle colline verdeggianti. Da questo punto in poi saranno le vette incappucciate di neve a dominare il panorama. L’architetto svizzero Le Corbusier definì le Dolomiti “la plus belle architecture naturelle du monde”, la più bella architettura naturale del mondo. Aveva ragione.
La salita di 23,1 chilometri del Passo Rolle è il nostro primo importante obiettivo di giornata: su questo tratto il dislivello è di 1.253 metri con una pendenza media relativamente stabile del 5,4%. Tra il chilometro 16 e il 18 la faccenda si fa un po’ più ripida, con una pendenza che sfiora il 10%, ma è sempre gestibile. E del resto non c’è fretta: oggi non abbiamo in mente il KoM di Strava.

L'articolo completo è su Cyclist di ottobre 2017

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