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Le patate? Per i ciclisti sono ok

30 giugno 2017
di Laura Gogioso
Le patate? Per i ciclisti sono ok
Le patate sono spesso demonizzate per l'alto indice glicemico; in realtà costituiscono una preziosa fonte di carboidrati, specie per gli sport di endurance come il ciclismo

La necessità di assumere dei quantitativi significativi di frutta e verdura è importante: l’apporto di sostanze bioattive è garantito proprio da questi alimenti, dei veri e propri nutraceutici, in grado di aiutare il nostro organismo nei processi fisiologici e metabolici. Soprattutto lo sportivo, in cui lo stress da esercizio può diventare un problema, deve essere indirizzato verso scelte alimentari congrue rispetto all’attività svolta.
Mi preme sottolineare l’importanza della stagionalità della frutta e della verdura; non parliamo solo del gusto, ma anche della presenza e della biodisponibilità delle sostanze ad azione protettiva.
Mangiare alimenti di stagione, oltre che aiutare il pianeta partecipando ad abbassare l’impatto energetico e ambientale, rappresenta un enorme vantaggio per il nostro fisico: oltre al palato - indubbiamente la fragola di maggio è più buona di quella di gennaio - ne gioverà anche la nostra salute.
La presenza e la concentrazione degli antiossidanti, dei sali minerali e di tutte le sostanze per le quali “dobbiamo” mangiare proprio quella frutta o quella verdura, durante il momento di maturazione spontanea e naturale, sono al massimo del loro splendore, permettendoci di trarne il massimo beneficio.
Senza dimenticare però che la necessità di carboidrati, in quantità comunque legata alle reali (e calcolate) necessità energetiche, per la maggior parte degli atleti è bene che sia garantita dai cereali, quali il grano, il riso, il kamut, il farro e, per chi ha voglia di sperimentare, dai ben noti “pseudocereali” come il grano saraceno e la quinoa; un po’ più trascurate le patate, in verità da certi punti di vista anche a ragion veduta, dato l’elevato indice glicemico e l’alta densità energetica.

Sì alle patate nell’endurance

Le patate presentano delle caratteristiche per la verità molto interessanti: innanzitutto in quanto vegetali freschi possiedono antiossidanti, Vitamina C e B6, utile per il metabolismo dei carboidrati, oltre ad essere facilmente digeribili. Rispetto ai classici cereali il loro comportamento nell’organismo è più favorevole per l’alcalinizzazione, aiutandoci a mantenere un corretto equilibrio acido-base e allontanare il rischio di incorrere nell’acidosi metabolica, situazione di fondamentale importanza non solo al fine di ottenere prestazioni di maggior qualità e durata, ma anche nella fase di recupero correggendo eventuali squilibri indotti dall’attività sportiva.
Nell’endurance le patate potrebbero rappresentare una comoda e trasportabile alternativa alle classiche barrette di cereali: il loro elevato indice glicemico può essere vantaggioso per reintegrare velocemente molecole di glucosio durante lo sforzo, ed è interessante ricordare che possiamo modularne il rilascio se abbiniamo alle patate delle fonti proteiche, quali la ricotta, così da utilizzarle in maniera un po’ più tecnica. Sono decisamente da rivalutare invece nel pasto di recupero, dove la necessità di ripristinare le scorte di glicogeno è un imperativo: in questo caso l’abbinamento con proteine nobili permette di sostenere la riparazione delle fibre muscolari.

L’estrattore velocizza l’assorbimento

Per preparare dei concentrati di principi nutritivi immediatamente assimilabili, senza la presenza di fibre che ne rallenterebbero l’assorbimento, possiamo utilizzare l’estrattore. Si tratta di un punto cruciale nell’alimentazione dello sportivo: l’eccesso di fibre in un pasto o uno spuntino preattività rallenta la digestione e rischia di “occupare troppo spazio”, impedendo di ingerire altri nutrienti, quali proteine o carboidrati. L’estratto permette di bypassare il problema, permettendoci di godere dei benefici effetti della frutta e della verdura, evitando eventuali effetti collaterali. La collocazione dell’estratto nel piano alimentare è quindi facilmente ricavabile: sicuramente nel pre-allenamento o pregara, ogniqualvolta desideriamo fornire un prodotto pronto e di veloce assorbimento ed eventualmente in fase di recupero, quando desideriamo una base liquida di qualità per preparare il nostro mix.
 

L'articolo completo è stato pubblicato sul numero 3 di Cyclist

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