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Pedalare è una forma d’arte (con la sabbia)

28 settembre 2017
di Fulvia Camisa
Pedalare è una forma d’arte (con la sabbia)
Simona Gandola, che disegna sulla sabbia con le dita e i palmi, ci racconta il Giro d’Italia numero 100 in un video emozionante (cercatelo in Internet). Il suo mantra è “dare il meglio di sé nel minor tempo possibile”, lo stesso di chi pedala

Ho sempre desiderato raccontare una storia ciclistica che fosse pura poesia. E Simona Gandola, che disegna sulla sabbia con le dita e i palmi delle mani, me ne dà finalmente l’occasione. Tramite una telecamera sospesa sopra il tavolo dove crea le sue animazioni, e un video proiettore che trasmette le immagini su uno schermo piazzato alle sue spalle, incanta il pubblico che assiste ai suoi spettacoli in giro per l’Italia. Ad Alghero, lo scorso maggio, per celebrare la partenza del Giro d’Italia 100 si è esibita (con un collaboratore) ispirandosi a un bellissimo video che proprio gli organizzatori della Corsa Rosa le hanno commissionato.
“Nel mio lavoro nulla è lasciato al caso, ogni movimento è studiato nei minimi dettagli per essere più breve ed efficace possibile. L’errore non è contemplato, dal momento che non è possibile ‘cancellare’con la gomma e la matita, come su un foglio di carta, ma bisogna dare il meglio di sé nel minor tempo possibile. Sarebbe facile realizzare un quadro meraviglioso avendo a disposizione un giorno intero, ma nelle esibizioni dal vivo bisogna tenere conto del pubblico, che va continuamente stupito e interessato”.

In collaborazione con Jacopo Astengo

Pedalare è una forma d’arte (con la sabbia)

Simona Gandola ha debuttato come sand artist nel 2011, in uno spettacolo di Alessandro Gassman intitolato Dio e Stephen Hawking, e ora è fra le artiste più apprezzate. La sua giornata sembra quella di un’atleta, si allena puntigliosamente in funzione della prestazione: “Quando mi esercito per una performance buona parte del lavoro consiste nel rientrare nei tempi stabiliti, dettati dalla musica. La mia è, in un certo senso, una corsa contro il tempo”.
Il video del Giro è frutto della collaborazione col regista Jacopo Astengo: “Ho avuto la fortuna di collaborare con Jacopo, un grande appassionato di ciclismo che ha saputo istruirmi su molti degli aspetti tecnici e delle dinamiche di gara. Abbiamo consultato parecchio materiale online sulla competizione di quest’anno e quelle passate che hanno fatto la storia dovendo raccontare anche i grandi campioni. Le salite più dure, gli arrivi più emozionanti, le fughe più famose...”.
Nella foto sopra l’artista ritratta da Photo 4u di Minniti Pasquale.

il leggendario scambio della borraccia fra Coppi e Bartali

Il risultato è un susseguirsi di luoghi, corridori e suggestioni che prendono forma fra le sue mani: “La preparazione dello storyboard è stata lunga, è durata circa due settimane, con una media di 2-3 ore a disegno”. I disegni sono una quarantina in tutto e il lavoro di post produzione ha richiesto un’altra settimana. “Abbiamo ricevuto le linee guida dagli organizzatori che volevano ripercorressimo anche le gesta dei grandi campioni. Abbiamo pensato di alternare alle immagini dei ciclisti quelle dei luoghi, dei costumi e dei prodotti tipici di ogni regione, un po’ come accade in televisione, dove chi segue il Giro ha modo di contestualizzarlo”.
I due creativi hanno reso omaggio ai campioni e alle località toccate dal percorso 2017, senza dimenticare il leggendario scambio della borraccia fra Coppi e Bartali: “Un grande simbolo di umanità e sportività, al di là della competizione. È meraviglioso vedere gli uomini, non gli avversari, che si aiutano in un momento di difficoltà. Malgrado sia una foto scattata al Tour de France, abbiamo concordato con gli organizzatori che fosse fondamentale un riferimento a questo importantissimo gesto”. Il video vi farà amare ancora di più il nostro sport, che dal 29 giugno al 9 luglio metterà in scena il Giro d’Italia femminile (girorosa.it), e Raidue trasmetterà la sintesi delle 10 tappe (imperdibile!).

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