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Strade bianche e vie d’acqua

9 January 2018
Paolo Della Sala
Strade bianche e vie d’acqua
Abbiamo pedalato per 160 chilometri (60 in sterrato) con partenza da Milano e seguendo un reticolo di canali, chiuse, sentieri, boschi. Un percorso gravel in campagna svincolato dal traffico

Recentemente ho scoperto che quando da ragazzino andavo per campagne con un Condorino Legnano a tre rapporti facevo “gravel”. Tutto ciò è consolatorio anche se, tecnicamente, una bici “sport” degli anni ‘70 sta a una gravel di oggi come il pallottoliere al tablet.
Concettualmente una gravel è una bicicletta di impronta sportiva adatta a percorsi misti e a lunghe permanenze in sella: carro posteriore allungato, tubo piantone lievemente obliquo per assorbire meglio i colpi, avantreno con inclinazione accentuata e movimento centrale innalzato a livello di una ciclocross. Non si disdegna la tripla ed è quasi obbligatorio l’attacco per piccoli portapacchi. Ruote con raggiatura generosa e rigorosamente a profilo basso per evitare, in caso di buche, un tragico “effetto eunuco”.
Il carbonio utilizzato per questo tipo di bicicletta è ad alta resistenza (cosiddetto HS), che ha un’ottima capacità di assorbimento, diversamente dai modelli da corsa, realizzati con materiale assai più rigido. Le alternative sono l’alluminio o l’acciaio perché geometria e materiali non sono funzionali allo scatto del purosangue inglese ma alla versatile solidità di un cavallo arabo: anche l’impronta a terra è più distesa per uno stile di guida più rilassato.
La bici che scelgo per l’occasione è una Peugeot del 1974 a 12 rapporti (53/42 e 13/30) forte come un cammello e solo un po’ più pesante: una vecchietta in acciaio da randonneur che sfida quella modernissima in carbonio del mio amico Giordano, concepitaper le granfondo.

Il “giro Zanazzi”
Milano ha offerto, ad autunno inoltrato, l’esordio della Cinelli Gravel Day. Una sorta di numero zero in vista di una prima edizione aperta a tutti che si terrà nel 2018. Insieme a Giordano Martinelli ho testato in anteprima per Cyclist il percorso di 160 km, con circa 60 km di sterrati. Una ricognizione per verificare la precisione della traccia e poter segnalare eventuali problemi.

L'articolo completo, con le immagini di Franco Chimenti, è su Cyclist numero 19 (dicembre 2017-gennaio 2018).

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