di Stu Bowers - 02 agosto 2019

3T Strada: la prova

La guarnitura a singola corona di 3T è il futuro o è solo un fuoco di paglia?

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Non sono una persona violenta, ma giuro che se qualcun altro mi dice che una corona a 48 denti è troppo piccola, potrei staccare la suddetta corona e usarla per picchiarlo. Quando ho guidato Strada per la prima volta in gruppo mi sono sentito ripetere all’infinito la solita solfa: “Oh, è la nuova 3T?” E, dopo la mia risposta affermativa, proseguire con: “Wow, sembra davvero bella!”. Dopo un mio cenno di accordo, partiva sempre il solito commento: “Non sono convinto della guarnitura 1X, però”. L’obiezione principale sembrava essere che la singola corona non sarebbe stata “abbastanza veloce”.

Non sono nemmeno sicuro di cosa significhi. Dopo tutto, il numero di denti su una corona non indica in alcun modo la velocità di una bici e, a meno di non essere André Greipel, difficilmente si riesce a spremere un rapporto 48x11t.

Fidatevi di me, è veloce quanto basta. Ma, più di tutto, risulta frustante questo continuo denigrare la guarnitura 1X, poiché la storia di Strada va ben oltre la semplice monocorona.

Per chi non la conoscesse, partiamo dall’aerodinamica. 3T Strada sicuramente appare molto aerodinamica e io sono incline a pensare che lo sia davvero, dato che dietro al progetto c’è Gerard Vroomen, co-fondatore di Cervélo e – per molti – fautore di alcune tra le scoperte più significative in campo aerodinamico applicato alle biciclette negli ultimi vent’anni.

Vroomen è appena tornato a occuparsi del settore, perché una clausola di non concorrenza gli ha impedito di sviluppare bici da strada per un periodo di due anni, dopo aver lasciato Cervélo. Ora che finalmente è libero di realizzare le sue nuove idee, a mio parere Strada è una delle bici più eccitanti che abbia mai provato.

Uno dei punti di partenza di Vroomen era garantire che il telaio fosse compatibile con pneumatici fino a 30 mm di larghezza. Ciò non aveva nulla a che fare col voler rendere la bici adatta all’off-road (anche se ho avuto l’occasione di provarla su un sentiero di ghiaia, ed è andata benissimo): le gomme più larghe offrono minore resistenza al rotolamento e migliore comfort. Vroomen doveva poi garantire che tali pneumatici avessero un adeguato corredo in grado di aumentare l’aerodinamica, ed ecco il ruolo vitale svolto dai freni a disco e dalla monocorona.

In primo luogo, grazie ai dischi, la corona della forcella non deve più fungere da punto di fissaggio per la pinza del freno, con conseguente risparmio di peso e minore altezza del fronte anteriore, con la gomma che risulta essere più vicina al tubo obliquo – aspetto che Vroomen considera come la chiave per ridurre la resistenza. Poi, abbandonare la necessità di un deragliatore anteriore significa che il profilo dei tubi in questa zona può essere reso più aerodinamico. Inoltre, un meccanismo in meno porta minor peso e un flusso d’aria potenzialmente più pulito. Questa è la teoria. Ma funziona?

La prima volta che ho usato Strada, data la natura massiccia del telaio, mi aspettavo una sensazione di corsa ruvida, ma in cuor mio speravo che la
bici sarebbe stata abbastanza veloce da farmi dimenticare la prima considerazione. E si è rivelata veloce, così tanto che mi ha sorpreso completamente e ha dato al mio abituale giro un’esplosività pari a quella di un candelotto di dinamite.

Non riuscivo a crederci, ma mi stavo divertendo un sacco. Quando la gente mi chiedeva cosa pensavo di Strada, usavo parole come “razzo” o “bestiale”. È senza dubbio la bici con gomme da 28 mm più veloce che abbia mai provato, montata con le Pirelli P Zero Velo 4S (che si avvicinano più ai 30 mm) e con ruote Enve 5.6 SES Disc.

Restando in tema di pneumatici, hanno svolto un ruolo cruciale nel farmi godere appieno la bici. Come voluminosi cuscini d’aria, ammortizzavano superbamente le asperità dell’asfalto, rendendo Strada molto comoda. Non solo le ruote erano molto scorrevoli, ma hanno anche avuto il giusto grip in curva, contribuendo alla stabilità della bici – un altro dei punti chiave. L’unico inconveniente di usare pneumatici così larghi (gonfiati a 4,7 atmosfere)
è stato durante le accelerazioni repentine, in cui inizialmente si fa sentire la contrazione della gomma - anche se è questione di pochi secondi. Continua...

La prova completa è stata pubblicata su Cyclist - Luglio 2018

Modello 3T Strada Team Stealth

Gruppo Shimano Dura-Ace Di2

Comandi Stages Power R/L cranks, Wolf Tooth 48t chainring

Ruote Enve 5.6 Disc SES

Dotazione manubrio Enve SES Aero Compac, attacco Enve, reggisella 3T Charlie Sqaero Strada, sella Selle San Marco Aspire, pneumatici Pirelli PZeroVelo4S28mm
Peso 7,24 kg (L)
Prezzo kit telaio 4.000 euro

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