di Dario Marchini - 31 May 2021

Giro d'Italia: Bernal trionfa a Milano, Ganna Re della crono

È Egan Bernal ad aggiudicarsi la 104ma edizione del Giro d'Italia, tagliando il traguardo di Milano in Maglia Rosa. Filippo Ganna fora ma vince la crono. Strepitoso Damiano Caruso che termina al secondo posto alle spalle del colombiano. Terzo Simon Yates.

È finita come dove finire, ma non senza qualche colpo di scena che ha ravvivato l'ultima giornata della 104ma edizione del Giro d'Italia. Ventunesima tappa a cronometro di 30,3 km, da Senago a Milano, in Piazza del Duomo.

Il Campione del Mondo a cronometro Filippo Ganna si è confermato l'uomo più veloce nelle gare a tempo, dove conta solo andare a tutta ed essere il più forte. E lui lo è stato indubbiamente, visto che a poco più di un chilometro dall'arrivo si è anche permesso il lusso di cambiare bici per una foratura (perdendo circa 12 secondi), ma non di perdere il gradino più alto del podio, concludendo la sua gara in 33'48"60, alla media 53,787 km/h.

Il francese Rémi Cavagna avrebbe potuto approfittarne, e lo stava facendo fino alla penultima curva del tracciato, dove forse per distrazione, forse per foga, forse per una velocità troppo alta, ha sbagliato manovra ed è andato a sbattere sulle transenne (fortunatamente senza conseguenze fisiche) perdendo quei pochi secondi cruciali che gli sono valsi il primo posto.

E se Ganna se la sarebbe dovuta prendere solo con la sfortuna e Cavagna solo con sé stesso, l'unico con cui se l'è potuta prendere invece Matteo Sobrero è stata l'ammiraglia della Groupama-FDJ che all'ultima curva prima di sbucare dietro al Duomo lo ha rallentato a tal punto da fargli perdere secondi preziosi che gli sono valsi almeno un gradino del podio di giornata, chiudendo in quarta posizione.

E come da pronostico anche la Maglia Rosa è andata al legittimo proprietario, Egan Bernal. Un risultato che premia il 24enne colombiano (secondo nella storia a vincere il Giro d'Italia dopo Nairo Quintana nel 2014), sicuramente il più forte tra tutti i ciclisti della Corsa Rosa. Ma che soprattutto premia una squadra, la Ineos Granadiers, che non ha avuto rivali, che ha giocato sempre in attacco e in controllo e che si è meritata, più di chiunque altra, la prima posizione in classifica. Stesso team, ricordiamo, anche di Filippo Ganna, che durante le tre settimane di gara non si è mai risparmiato e ha sempre tirato (o meglio dire trascinato), da vero gregario, il gruppo quando ce n'è stato bisogno.

Straordinario poi il risultato di Damiano Caruso, secondo alle spalle del colombiano, il gregario diventato capitano dopo l'infortunio di Mikel Landa in una delle prime giornate di gara. Un risultato, a differenza da quello Bernal, frutto della propria caparbietà ed esperienza. E che ha resistito anche agli attacchi del più quotato Simon Yates, terzo in classifica generale.

“Non riesco a credere a quello che sta succedendo, ho appena vinto il Giro d'Italia - ha dichiarato Egan Bernal, vincitore del Giro d’Italia, subito dopo l'arrivo -. Tutte queste bandiere colombiane in questa piazza mi danno una grandissima emozione. Vengo da due anni difficili con dei problemi che spero di aver messo alle spalle con questo successo. La Maglia Rosa è speciale e il Giro è la corsa più bella del mondo. Non ho parole per descrivere tutto quello che sento. In questa corsa ho trovato la libertà di correre come mi piace, non dimenticherò mai di queste tre settimane".

"Questo è il mio quinto successo in una prova a cronometro al Giro, un risultato incredibile - ha detto il vincitore di tappa Filippo Ganna -. Oggi ho battuto anche la sfortuna, con la foratura che nel finale mi ha costretto a cambiare la bici. Abbiamo portato a casa un bellissimo risultato con Egan Bernal che ha fatto qualcosa di stupendo. Tutta la squadra ha lavorato tanto per tenere Egan sempre davanti e fuori dai pericoli. Questa Maglia Rosa è un successo di tutto il team: grazie a Egan per averlo finalizzato al meglio".

Secondo in classifica, Damiano Caruso: "È la mia prima volta sul podio di un grande giro ed è una bellissima emozione. Questo secondo posto forse non era prevedibile in partenza perché avevamo altri piani ma giorno dopo giorno è nata la consapevolezza che avrei potuto fare qualcosa grande e oggi sono qui a festeggiare. Volevo fare una buon cronometro per finire al meglio queste tre settimane. In corsa non ho pensato al distacco da Bernal, ho solo pensato di spingere più che potevo. Vedremo cosa verrà dopo. Ci godremo questo momento e poi penseremo al futuro".

"Mi sono scontrato con due ragazzi che sono stati molto più bravi di me e questo risultato è il meglio che potessi fare - ha sportivamente aggiunto il terzo in classifica Simon Yates -. Adesso sono molto felice. Vincere un grande giro non è un'impresa facile e sono molto orgoglioso di questo podio. Tornerò di nuovo per riprovarci ma per ora mi godo questo successo. La squadra ha lavorato molto duramente ed è stato bellissimo ripagarli con un successo di tappa. Nella tappa 16 sotto la pioggia e il freddo ho sofferto tanto ma è normale avere momenti difficili in una corsa di tre settimane. Possi dire di aver dato il meglio in questo corsa e di essermi divertito al Giro".

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