a cura della Redazione - 27 July 2021

Le 100 più belle salite del mondo

Quali sono le più belle salite di ciclismo su strada nel mondo? Cyclist ha stilato la sua personale classifica...

Cosa rende grandiosa una salita?

Tutti amano le classifiche. Meglio ancora, a tutti piace discutere di primati. "Thriller" è la più grande canzone di tutti i tempi? Chi pensa davvero che “Il Padrino” sia il miglior film mai realizzato?

Noi di Cyclist abbiamo deciso che era tempo di costruire la nostra classifica delle località che meritano di essere visitate per pedalare all'insù. Abbiamo avuto il privilegio infatti di visitare un numero enorme di Paesi e di affrontare una vasta pletora delle salite su strada più dure, più belle e più celebri del mondo. Quindi questa esperienza è diventata la base per la stesura della nostra speciale graduatoria.

Ci siamo dati l'obiettivo di identificare le 100 migliori salite su strada del mondo, e poi metterle in fila per "grandezza". Ed è qui che siamo incappati nella prima difficoltà.

Come bisogna confrontare una salita con un'altra? L'opzione ovvia è guardare le statistiche: vincono i numeri più grandi. Ma quali cifre per la precisione? Si sceglie la lunghezza della salita, il dislivello o la pendenza media? Forse è meglio la pendenza massima? O l'altitudine raggiunta? A dire il vero, nessuno di questi dati funziona perché, come sa bene ogni ciclista, una salita classica è molto più della somma dei suoi numeri. Il Koppenberg, nelle Fiandre, è lungo poco più di mezzo chilometro, eppure è trattato con la riverenza solitamente riservata ai luoghi sacri.

Sicuramente aiuta possedere una serie impressionante di numeri. Per esempio, Mauna Kea - alle Hawaii – non entra nella top 10, ma si assesta comunque al numero 11 principalmente grazie alla potenza dei suoi numeri sbalorditivi: 92 km con 4.192 m di dislivello. Tuttavia, deve esserci di più perché una salita si possa meritare di scalare le posizioni in classifica.

Abbiamo lavorato a lungo e duramente sui dettagli. Ogni membro della nostra redazione è stato invitato a suggerire le salite che dovrebbero essere in lista e poi motivare la posizione che dovrebbero occupare in classifica generale. Tutto ciò ha portato a un acceso dibattito e a continui battibecchi.

Puntare in alto

Per differenziare le salite, i membri del nostro team chiamato a decidere ha preso in considerazione la difficoltà della salita, la bellezza naturalistica e la sua rilevanza in ambito professionistico. Una vittoria in vetta per Marco Pantani ha sicuramente fatto balzare in avanti in classifica, così come una vista spettacolare sulle montagne innevate.

Man mano che la lista delle salite da inserire ha preso forma, la maggior parte dei nomi inseriti è stato concordato in modo calmo e civile. Ma ce ne sono stati alcuni che hanno scaldato gli animi.

Come nel caso di Box Hill. Per alcuni, questa collinetta nel verdeggiante Surrey (2,4 km al 4,9%) è una degna concorrente vista la popolarità: 100.000 utenti Strava non possono sbagliarsi! Per altri, questo brufolo non è altro che un parco giochi per londinesi pigri e quindi un insulto alle vere salite. Alla fine, si è lasciato che occupasse un posto in classifica, ma solo al numero 100.

L'altra salita controversa è stata l'Alpe d'Huez. I suoi famosi 21 tornanti sono un appuntamento fisso del Tour de France, ed è sempre una scena drammatica vedere i corridori che si fanno largo tra la folla di tifosi. Fra i vincitori di tappa sulla sua cima ci sono nomi illustri, come quelli di Bernard Hinault e Marco Pantani. Allora come mai è finita al numero 40 in classifica? Presto detto: è una salita che la maggior parte dei membri del team di Cyclist ha affrontato, e ci si è trovati d'accordo nell'affermare che in realtà è piuttosto noiosa e poco attraente. È certamente da inserire, ma lontano dallo spettacolo del Tour non esercita il fascino e il senso di appagamento offerto da altre vette.

Si è trattato di scelte controverse? Sì, ma è questo il bello di stilare le classifiche. Metà del divertimento sta proprio nel non essere tutti d'accordo. Per quanto riguarda il resto delle salite annoverate, troverete un mix fra scalate alpine inebrianti, ostici muri delle Fiandre, sfide epiche in terre lontane e gemme nascoste che devono ancora essere scoperte dalle orde di appassionati. Ogni salita ha il suo sapore unico, e tutte meritano di essere visitate e affrontate in bicicletta, non appena la fine delle limitazioni imposte dal covid per raggiungere determinate zone ce lo permetterà.

Abbiamo selezionato quattro delle migliori ascese e spiegato come queste siano arrivate a posizionarsi così in alto.

Ma che dire della salita numero uno: è il meglio del meglio? Dovrebbe essere qualcosa di veramente speciale: un'ascesa di grande bellezza; una strada di impareggiabile splendore; una sfida ostica per chi si avventura sui suoi tornanti; e un luogo in cui si sono scritte pagine importanti del nostro amato sport. Ci sono una serie di salite che soddisfano questi criteri, ma abbiamo convenuto che ce n'era una che si distingueva da tutte le altre. Per scoprire quale salita è stata decretata da Cyclist come la più magnifica del pianeta, continuate a leggere...

Numero 5: Sa Calobra

MAIORCA, ISOLE BALEARI (9,4 KM, 7%)

Alcune salite hanno bisogno della magia di un Grande Giro per cementare la loro grandezza. Non è il caso di Sa Calobra. Non ci sono infatti gare prestigiose che abbelliscono la nomea delle sue strade, neppure fotografie sgranate di Fausto Coppi che disintegra i suoi rivali lungo questa salita di Maiorca.Il fascino di Sa Calobra risiede interamente nella bellezza della sua morfologia. Esiste una strada con curve e contro curve elegante come questa? Non sale a zig-zag come la maggior parte delle salite, ma si dispiega come un grande serpente o il tratto raffinato della penna di un calligrafo. A un certo punto si arriccia intorno e se stessa formando un anello di 270° conosciuto come il "nodo di cravatta".

Non c'è da stupirsi che abbia sui ciclisti lo stesso effetto dei negozi di dolciumi sui bambini. Percorrerla può essere inebriante e, se non fosse per il fatto che le manca l'eredità tipica di una corsa leggendaria, potrebbe ambire al primo posto nella nostra classifica

Numero 4: Colle del Tourmalet

PIRENEI, FRANCIA (19 KM, 7,4%)

Nessun'altra salita può vantare la storia del Colle del Tourmalet. È stata la prima delle grandi montagne a comparire al Tour de France, nel 1910. È apparsa nella Grande Boucle più di ogni altra vetta nei 110 anni trascorsi da allora - 87 volte, di cui tre arrivi in cima. Ed è stata teatro di innumerevoli momenti drammatici in corsa.

Forse l'episodio più famoso è legato a Eugène Christophe, che ruppe la forcella durante la discesa al Tour del 1913. Dopo una camminata di due ore per raggiungere l'officina di un fabbro, riuscì a saldare insieme i due bracci della forcella, impiegando altre tre ore. Inoltre fu penalizzato di 10 minuti per aver accettato l'assistenza di un bambino di sette anni col mantice.

Ancora oggi la salita è lunga, ripida e selvaggia, con il chilometro conclusivo brutale. In cima c'è la statua dedicata al vincitore del Tour del 1910, Octave Lapize, che sembra tormentato dal dolore. Chiunque abbia affrontato il Tourmalet sa esattamente come si deve essere sentito.

Numero 3: Colle del Galibier

ALPI, FRANCIA (18,1 KM, 6,9%)

Il Colle del Galibier si è piazzato al terzo posto, grazie all’aiuto ricevuto dal suo vicino. Affrontandolo da nord, da St-Michel-de-Maurienne, è impossibile scalarlo senza prima aver superato il Col du Télégraphe: quindi, due grandi salite al prezzo di una.

Con l'aggiunta del Télégraphe, le statistiche diventano davvero impressionanti. La salita completa è lunga 34,8 km, con 2.120 m di dislivello. La pendenza media del 6,1% cresce fino a quasi il 7% sui 18,1 km del Galibier vero e proprio, con punte superiori al 10% verso la cima. Quando ci arriverete sarete a 2.642 m, fra i punti più alti mai visitati dal Tour de France.

Il Galibier ha partecipato decine di volte alla prestigiosa corsa a tappe, ma forse mai in modo così spettacolare come in occasione del suo centenario nel 2011, quando il lussemburghese Andy Schleck è stato protagonista di una fuga eroica lunga 60 km in solitaria, conclusasi con la sua vittoria in vetta.

Numero 2: Mont Ventoux

PROVENZA, FRANCIA (21,4 KM, 7,5%)

Il Mont Ventoux è differente da qualsiasi altra montagna. La sua enorme mole calva incombe sulle pianure circostanti della Provenza, e nella parte superiore assomiglia più alla superficie della luna che al resto della Francia rurale.

La pietra pallida e la torre rossa e bianca in cima rendono immediatamente riconoscibile questa salita che ha calamitato drammi sportivi quando il Tour de France l'ha affrontata.

Nel 2016 abbiamo visto Chris Froome, in giallo, che correva sul Ventoux dopo aver danneggiato la bici in un incidente. Nel 2000, abbiamo assistito al grande duello fra Lance Armstrong e Marco Pantani per conquistare (a una velocità incredibilmente elevata) la cima. E, naturalmente, è il luogo della morte del corridore britannico Tom Simpson, crollato esausto sulle sue pendici nel 1967.

Inesorabilmente ripida nelle prime sezioni e battuta da forti venti verso la sommità, non c'è da meravigliarsi che Armstrong una volta l'abbia definita "la salita più difficile del Tour, nessuna esclusa".

And the winner is...

ALPI, ITALIA (Altezza 2.757 m, Dislivello 1.841 m, Lunghezza 24,1 km, Pendenza media 8%, Pendenza massima 11%)

Il Passo dello Stelvio possiede la bellezza, l'eredità agonistica e tanti, ma davvero tanti... tornanti. Questo rende lo Stelvio, secondo Cyclist, l’ascesa più straordinaria di tutte.

La cima si trova a una ventosa altitudine di 2.757 m, il che significa che è stato il passo più alto delle Alpi per oltre un secolo fino all’apertura del Col de l'Iseran che lo ha superato di soli sette metri.

Lo Stelvio è apparso al Giro d'Italia solo nel 1953, e il suo esordio è stato teatro di un dramma proporzionato ai suoi tornanti. Hugo Koblet nella ventesima tappa indossava la maglia rosa. Lo svizzero sembrava pertanto destinato alla vittoria a Milano. Secondo alcuni, fra i due era stata concordata una tregua prima della penultima tappa. Koblet mostrò però segni di debolezza quando raggiunsero lo Stelvio. Ne approfittò uno dei gregari di Coppi, Andrea Carrea, che iniziò a imprimere un ritmo forsennato. Ma fu proprio Koblet a rompere per primo la tregua. Subito dopo che Carrea uscì dalla testa del gruppo, il gioco era fatto: un giovane corridore di nome Nino Defilippis attaccò (per volere proprio di Coppi); Koblet lo inseguì, per poi scavalcarlo. Tuttavia, Coppi contrattaccò e li sorpassò entrambi "come una moto", disse Defilippis.

Ragionevole fu l’introduzione, nel 1965, del premio Cima Coppi, assegnato al primo corridore a raggiungere lo Stelvio: il punto più alto del Giro.

Le migliori 100 salite al mondo per Cyclist

100 Box Hill, Surrey, UK

99 Silvretta Hochalpenstrasse, Austria

98 Grosse Scheidegg, Svizzera

97 Col du Soulor, Pirenei, Francia

96 Mitzpe Ramon Road, Desertodel Negev, Israele

95 Lagos de Covadonga, Spagna

94 Mount Baldy, LA, USA

93 Muur de Huy, Belgio

92 Passo Valparola, Dolomiti, Italia

91 ColduNoyer, Hautes-Alpes, Francia

90 Cheddar Gorge, Somerset, UK

89 Port de Pailhères, Pirenei, Francia

88 Col de Madeleine, Alpi, Francia

87 Transfăgărășan Pass, Romania

86 Superbagnères, Pirenei, Francia

85 Col de Cayolle, Alpi, Francia

84 Serra da Estrela, Portogallo

83 Passo Sella, Dolomiti, Italia

82 Passo Duran, Dolomiti, Italia

81 Col de la Loze, Alpi, Francia

80 Côte de la Redoute, Belgio

79 Col d’Aubisque, Pirenei, Francia

78 Hourquette d’Ancizan, Pirenei, Francia

77 Basilica di Superga, Torino, Italia

76 Ötztal Glacier Road, Austria

75 Kallikratis, Creta, Grecia

74 Lago del Naret, Svizzera

73 Etna, Sicilia, Italia

72 Passo Rolle, Dolomiti, Italia

71 Oukaïmeden, Morocco

70 Oude Kwaremont, Belgio

69 Col de Tentes, Pirenei, Francia

68 Kitzbüheler Horn, Austria

67Col d’Allos, Alpi, Francia

66 Flüela Pass, Svizzera

65 Newlands Pass, Lake District, UK

64 Bealachna Bà, Ross-shire, UK

63 Col d’Aspin, Pirenei, Francia

62 Rocacorba, Girona, Spagna

61 Col du Grand Colombier, Francia

60 Transalpina, Romania

59 Cormet de Roseland, Alpi, Francia

58 Blockhaus, Appennini, Italia

57 Port de Balès, Pirenei, Francia

56 Col de Turini, Alpi Marittime, Francia

55 Timmelsjoch, Austria

54 Lac de Cap-de-Long, Pirenei, Francia

53 Hautacam, Pirenei, Francia

52 Gran Sasso, Appennini, Italia

51Rosedale Chimney Bank, Yorkshire, UK

50 Col du Glandon, Alpi, Francia

49 Serra do Rio de Rastro, Brasile

48 Muro di Sormano, Como, Italia

47 Lacets de Montvernier, Alpi, Francia

46 Mount Lemmon, Arizona, USA

45 Sveti Jure, Croazia

44 Cirque de Troumouse,Pirenei, Francia

43 Col de Peyresourde, Pirenei, Francia

42 Passo Vršič, Slovenia

41 Taroko Gorge, Taiwan

40 Alpe d’Huez, Alpi, Francia

39 Colle Fauniera, Piemonte, Italia

38 Llyn Stwlan Dam, Snowdonia, UK

37 Paterberg, Belgio

36 Teide, Tenerife

35 Col de la Madone,Provenza, Francia

34 Grimsel Pass, Svizzera

33 Passo Giau, Dolomiti, Italia

32 Col d’Eze, Nizza, Francia

31 Alto de Letras, Colombia

30 Col de Sarenne, Alpi, Francia

29 Col de l’Iseran, Alpi, Francia

28 Grossglockner High Alpine Road, Austria

27 Pico Veleta, Granada, Spagna

26 Tre Cime di Lavaredo, Dolomiti, Italia

25 Passo Gavia, Lombardia, Italia

24 Trollstigen Pass, Norvegia

23 Mortirolo, Lombardia, Italia

22 Velefique, Andalusia, Spagna

21 Col de la Croix de Fer, Alpi, Francia

20 Colle del Nivolet, Piemonte, Italia

19 Muur van Geraardsbergen, Belgio

18 Col de la Bonette, Alpi, Francia

17 Col d’Izoard, Alpi, Francia

16 Pikes Peak, Colorado, USA

15 Colle dell’Agnello, Alpi Cozie, Italia

14 Passo Furka, Svizzera

13 Alto de l’Angliru, Asturie, Spagna

12 Cap de Formentor, Maiorca

11 Mauna Kea, Hawaii

10 Hardknott Pass, Lake District, UK

9 Monte Grappa, Veneto, Italia

8 Colle delle Finestre, Piemonte, Italia

7 Passo del San Gottardo, Svizzera

6 Koppenberg, Belgio

5 Sa Calobra, Maiorca

4 Colle del Tourmalet, Pirenei, Francia

3 Colle del Galibier, Alpi, Francia

2 Mont Ventoux, Provenza, Francia

1 Passo dello Stelvio, Lombardia, Italia

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