di Giles Belbin - 03 March 2022

Quella volta che Merckx scelse la Fiat

Fiat ha avuto una presenza breve fra i Pro, ma può vantarsi di essere stata la squadra di Eddy Merckx nella sua ultima completa stagione di corse.

Era un gruppo preoccupato quello che prese il via della settima tappa del Tour de France del 1977. I 139 km da Jaunay - Clan fino ad Angers prospettavano una serie di problemi che impensierivano i corridori.
Innanzitutto, erano stati spediti nei Pirenei già nella terza tappa, senza possibilità di “farsi le gambe” per sostenere le andature della Grande Boucle.


In secondo luogo, la tappa di 225 km della giornata precedente si era conclusa a Limoges, il che significava che i corridori stanchi avevano anche dovuto affrontare un trasferimento in autobus di 135 km per raggiungere la partenza del giorno successivo a Jaunay-Clan.

Infine, quella era una giornata con due semi-tappe, con una breve cronometro a squadre nel pomeriggio.


I giorni con due frazioni di gara non sono mai piaciuti al gruppo dei corridori.
 Tre giorni prima erano andati piano per la prima ora nella tappa fino a Bordeaux in segno di protesta contro ciò che veniva chiesto loro e hanno ripetuto la protesta sulla strada per Angers. Malgrado tutte le difficoltà, questa sarebbe stata una giornata memorabile per i corridori che indossavano la maglia blu e bianca.
Verso Angers, quando il ritmo finalmente tornò sostenuto, Dietrich “Didi” Thurau della squadra Ti-Raleigh, maglia gialla e già vincitore di due tappe, andò in fuga.
Il ventiduenne Thurau sapeva che i suoi genitori erano a bordo strada e voleva dare a sua madre il bouquet che gli sarebbe stato assegnato come vincitore di tappa. Quindi, a poco più di un chilometro dalla fine, fece la sua mossa. Purtroppo per Thurau non ci sarebbero stati fiori da regalare. Il suo attacco fu immediatamente rintuzzato dal corridore della Fiat Joseph Bruyere, vincitore dell’edizione 1976 della Liegi-Bastogne-Liegi coi colori della Molteni e braccio destro di Eddy Merckx.

Dietro, il gruppo accelerò l’inseguimento raggiungendo Thurau in tempo per un arrivo in volata. Questo era proprio lo scenario che la Fiat aveva sperato di creare per Patrick Sercu, uno dei migliori velocisti in gara. Sercu, forse il più grande corridore delle sei giorni nella storia, ovviamente non deluse.
"Egli fece quello che ci si aspettava da lui”, riportò il quotidiano olandese Leidsch Dagblad. “Ha sfrecciato negli ultimi metri e, dopo il successo nel 1974 quando vinse tre tappe e conquistò la maglia verde, si è aggiudicato la quarta vittoria di tappa”.
Sercu aveva registrato lil primo successo di tappa al Tour per la maglia Fiat e i suoi non avrebbero dovuto aspettare molto per una seconda affermazione. Più tardi, quello stesso giorno, la squadra vinse la breve prova a cronometro a squadre, coprendo il percorso di 4 km in 4 minuti e 49 secondi. Ma Merckx, leader del team, non era dell'umore giusto per festeggiare, e si lamentò: "Finora, tranne che per alcune volte, abbiamo avuto più di sette ore di corsa al giorno. I corridori sono persone, non bisognerebbe dimenticarlo. Se ci spediscono in mezzo alle montagne con tappe di 250 km, poi non dovrebbero chiederci chi attaccherà”.

Dalle auto al ciclismo

Nel novembre 1976 la Fiat annunciò che sarebbe entrata come sponsor nel ciclismo professionistico. La Molteni, il team di lunga data di Merckx, abbandonò il ciclismo e Fiat confermò che il corridore belga avrebbe guidato il nuovo team. Il Cannibale portò con sé almeno undici ex compagni di squadra.

“Fiat sarà guidata da Raphaël Géminiani in qualità di direttore sportivo, che verrà assistito nelle gare che si svolgeranno in Belgio da Robert
Lelangue, uomo di fiducia di Merckx", scrisse La Stampa. "Spero di avere una buona stagione, migliore di quella passata in cui ho avuto diversi malanni", disse Merckx alla presentazione della squadra a Parigi. Come si scoprì in seguito, però, la stella del team nel 1977 non sarebbe stata Merckx, la cui carriera si stava avvicinando rapidamente alla fine, ma Sercu. Il partner di lungo corso di Merckx alle sei giorni aveva lasciato la Brooklyn alla fine del 1976 e impiegò poco tempo per arrivare al gradino più alto del podio con la nuova maglia Fiat, conquistando due tappe al Tour del Mediterraneo a febbraio.
Merckx aggiunse la vittoria nella generale a sigillo di una settimana di gare formidabile per la nuova maglia. Un mese dopo Sercu vinse la Kuurne-Bruxelles-Kuurne battendo Walter Planckaert e Didi Thurau nello sprint finale. In tutto, la star belga delle sei giorni conquistò 14 vittorie per la squadra nel 1977, comprese due tappe alla Parigi-Nizza e quattro al Delfinato.


Era andata bene per la Fiat nel 1977, perché Merckx aveva lottato. Aveva preso di mira il Tour a spese delle Classiche. Malgrado fosse secondo, quando la corsa attraversò le Alpi, andò fuori classifica. Le tappe verso Chamonix e poi l’Alpe d'Huez (dove perse quasi 15 minuti), misero fine alle sue speranze di salire sul podio. 
Dopo la tappa dell’Alpe d'Huez, Merckx disse di aver sofferto come non aveva mai patito prima. Finì sesto a Parigi e non avrebbe più corso un Tour. Più tardi conquistò l’ultima vittoria della sua illustre carriera di corse su strada con Fiat, vincendo una kermesse a Kluisbergen a settembre. Una settimana dopo andò da solo in fuga per 100 km nel Grand Prix d'Automne (ora Parigi-Tours), per poi essere facilmente raggiunto; il grande uomo era incapace di replicare il suo passato eroico.


Per la stagione 1978, Fiat decise di perseguire un approccio più giovane. Merckx trovò una nuova squadra nella C&A, mentre Géminiani rimase come direttore sportivo con un team senza alcuna somiglianza con quello che aveva gareggiato nel 1977. La squadra si chiamava Fiat France, ma aveva una forte connotazione belga e annoverava solo due atleti francesi. Fra i corridori provenienti da fuori Francia c’era anche il britannico Paul Sherwen, all'inizio della sua carriera durata 10 anni. Questi entrò nella classifica dei primi cinque al Tour del Mediterraneo e, nel 1979, registrò il miglior risultato nelle Classiche Monumento, ventesimo alla Sanremo. Ciò la dice lunga sulle prestazioni del team nell’era post Merckx/Sercu, con una manciata di piazzamenti nella Bordeaux-Parigi tra i migliori risultati. Fiat abbandonò la sponsorizzazione ciclistica di alto livello alla fine della stagione 1979.

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