Alberto Contador + Ivan Basso = Aurum Magma

Dall'intuizione di Alberto Contador e Ivan Basso è nata una belva. È facile percepire la sua anima da corsa della Magma fin dalle prime pedalate. Oltre ad arrampicarsi incredibilmente in salita, rigidità e leggerezza contribuiscono anche quando si accelera in pianura.

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Aurum Magma.

Modello Aurum Magma

Peso 6,78 kg (size 56 cm)

Gruppo Sram Red e Tap AXS HRD

Ruote Zipp 303 Firecrest

Dotazione Manubrio Zipp SL70 Ergo, attacco manubrio Zipp SL Speed, reggisella Zipp SL Speed seatpost, sella Prologo Scratch M5 Nack, tubolari Schwalbe Pro One HT 25mm

Prezzo 9.999 €

Contatti aurumbikes.com

Da quando si è ritirato dal professionismo, Alberto Contador non è rimasto certo a guardare. Se fosse necessaria una prova che dimostri quanto El Pistolero sia ancora in forma smagliante, lo scorso luglio ha battuto il record dell'Everesting - la sfida di accumulare 8.848 metri di dislivello positivo ripetendo sempre la stessa salita - stabilendo il nuovo record di 7h 27min 20sec.

Record poi battuto, prima dall'irlandese Ronan McLaughlin con un tempo di 7h 04min 51sec, poi dall'americano Sean Gardner, sceso 22 secondi sotto la magica soglia delle sette ore lo scorso 3 ottobre.

Ma c'è qualcos'altro nell'impresa di Contador sull'Everest che ha catturato l'attenzione dei media mondiali: la sua bicicletta.

Contador è salito in sella ad un prototipo del suo nuovo marchio, una joint venture con un altro ex professionista, il due volte vincitore del Giro d'Italia, Ivan Basso. La bici era la Aurum Magma, debitamente presentata dopo qualche mese.


Medaglia d'oro

Il nome del marchio, come ha spiegato lo stesso Basso a Cyclist al lancio della bici lo scorso settembre, è stato scelto perché aurum, in latino, significa oro.

“È il metallo del vincitore, la massima ricompensa che un atleta può ricevere".

Inoltre, il nome di questo primo modello, Magma, è un riferimento al gran numero di chilometri che la coppia di ex professionisti si dice abbia percorso nei test sulle pendici del Monte Teide, il vulcano di Tenerife, durante i due anni di sviluppo della bici.

L'arrampicata è chiaramente nel DNA della Magma, caratteristica confermata dal peso del telaio di soli 805 grammi (dichiarato, taglia 54). Ma Iñigo Gisbert, responsabile del design di Aurum, ha tenuto a ribadire che, in realtà, questa bici è stata creata per essere una tuttofare e non una specialista.

“Abbiamo cercato di bilanciare perfettamente il peso con l'aerodinamica, la rigidità e il comfort. Niente deve risultare prioritario rispetto al resto", ha precisato. Come ha sottolineato anche Contador, in un tentativo di Everesting la bici deve essere altrettanto agile sia nel scendere che nel salire dato che ci sono tante discese quante salite (nel suo caso 78 ripetizioni di un tratto della salita di Navapelegrín in Spagna).

Ma con 6,78 kg e con la rigidità del suo telaio, la Magma corre in salita veloce come un topo si arrampica in un tubo di scarico, e risulta impossibile non inserire la Magma nella categoria delle "bici da scalatore". La cosa buona è che, nelle mie uscite, mi ha decisamente aiutato a riavvicinarmi ad alcuni dei miei migliori KoM, anche durante un periodo di bassa forma, come quello passato durante la pandemia.


Anima da corsa

È facile percepire l'anima da corsa della Magma (e non solo perché dotata di tubless). Fin dalle prime pedalate ho subito sentito la sua vivacità. Oltre ad arrampicarsi incredibilmente in salita, rigidità e leggerezza contribuiscono alla pari anche quando si accelera in pianura, e la bici mantiene piacevolmente la velocità impostata, considerando le sue modeste pretese aerodinamiche.

Un modo naturale di spingere. Ho pedalato come se avessi avuto alle spalle il direttore sportivo che mi incitava dal finestrino dell'auto: "Non rallentare! A tutta ora! Vai! Vai! Vai!”.

La maneggevolezza è altrettanto brillante. Durante i primi giri mi sono effettivamente chiesto se non fosse un po' troppo nervosa, ma poi mi sono subito abituato e ricreduto.

Avrei voluto avere questa bici 10 anni fa, quando ancora gareggiavo seriamente. Ma ormai è tardi, e in realtà, al ritorno dai miei giri con la Magma, mi sono sentito più malconcio di quanto avrei voluto. È una bestia che ha bisogno di essere domata, che può essere divertente ma che dopo un po' ti sfinisce.

Il cambio di ruote e pneumatici dai tubolari da 25 mm in dotazione ai tubeless da 28 mm ha fatto miracoli, anche se non la definirei ancora completamente confortevole. Forse mi sto rammollendo io con l'avanzare dell'età, ma sento che i signori Contador e Basso potrebbero aver un po' esagerato. Considerando il loro background, non c'è da rimanere sorpresi che abbiano creato una bici così tanto predisposta alle gare. Ma la maggior parte degli amatori non corre, quindi non posso fare a meno di concludere che Aurum abbia creato una bici destinata a una piccola nicchia e non per tutti.

Potrebbe essere stato intenzionale, ma bici come la Cervélo Caledonia e la Specialized Tarmac SL7 dimostrano che è possibile costruire una macchina da corsa di alto livello senza comprometterne il comfort.

Per non concludere in maniera negativa, devo però applaudire Aurum per aver mantenuto una semplice composizione sia di reggisella che di cockpit, con un'ordinata soluzione di cablaggio interno per garantire che le regolazioni e la manutenzione fossero facilitate. La Magma ha anche una linea elegante: meravigliosamente pulita, moderna, e allo stesso tempo classica.

Non è sicuramente una una bici da turismo, ma una sterminatrice di KoM – sempre che si abbia la gamba per riuscirci.

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