Basso Palta: la gravel più aggressiva
 in circolazione

Cosa rende eccitante guidare una gravel? Poter sfrecciare e saltare come su una bici da strada ma con in più un grip adeguato, uscendo da un bosco per buttarsi sull’asfaltato col piglio di un vero corridore.

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Basso Palta.

Modello Basso Palta

Gruppo Shimano GRX

Ruote Hunt 4 Season Gravel X-Wide

Dotazione manubrio Microtech XL Compact Alloy, attacco Basso Diamante, reggisella Basso carbon, sella Fi’zi:k Vento Argo R1, pneumatici Vittoria Terreno Dry 38 mm

Peso 8,83 kg (L)

Prezzo 3.759 euro


Contatti bassobikes.com

Di primo acchito

Secondo il direttore marketing di Basso, Joshua Riddle, Palta è la “proposta di Basso per il segmento gravel”, arrivata alla sua seconda generazione e ancora prodotta interamente in Italia. Eppure, per quanto raffinata e di origine italiana, sono rimasto un po’ deluso quando l’ho provata per la prima volta.

Mi ero abituato alle ultime gravel che erano molto diverse da un modello da strada. Mentre tutte le road sembrano convergere su una posizione bassa e sul design tronco dei tubi, le gravel stanno progressivamente diventando più esoteriche, con foderi asimmetrici di forma singolare, gomme enormi e ogni sorta di congegno ammortizzante, più una miriade di viti e bulloni diversi da fare invidia a una ferramenta.
Al contrario, Basso Palta sembra normale. Ci sono alcuni bulloni extra lungo il tubo obliquo per fissare un terzo portaborraccia e la forcella è disponibile con speciali agganci (tre per braccio) per montare borse da viaggio. Inoltre, ci sono pneumatici tassellati e il gruppo Shimano dedicato al mondo gravel, il GRX.

Oltre a questo, lì per lì avrei potuto scambiare la Palta per un modello da granfondo (c’è la possibilità di montare la doppia corona). Ciò significa che Basso ha perso il filo conduttore che caratterizza una gravel? Niente affatto. Semmai direi che ha raggiunto l’apice e ha tracciato le linee guida per realizzare proprio la bicicletta che stavo cercando.

Geometricamente piacevole

Il modo migliore per descrivere Palta è affermare che siamo di fronte a una road abile anche come gravel, ma allo stesso tempo a una gravel abile anche come una bici da strada. Certo, coi suoi 8,8 kg e un angolo sterzo da 71°, foderi da 430 mm e interasse di 1.027 mm, Palta non avrà mai le stesse prestazioni di una bicicletta da strada top di gamma, le cui misure oscillano rispettivamente intorno ai 73°, ai 410 mm e ai 995 mm (in un modello della stessa misura di questo).
Ma, con un tubo sterzo da 140 mm, una geometria compatta e un’altezza del movimento centrale di 65 mm (piuttosto alto per qualsiasi tipo di bici), Palta è molto più allineata a un modello road piuttosto che a uno gravel.

Inoltre, su strada si è comportata bene, con una notevole rigidità nella metà inferiore e una sensazione di efficiente trasferimento della potenza, anche in salita. Pure in discesa si è comportata ottimamente, giusto un pelo meno scattante nei cambi di direzione rispetto ai modelli road più maneggevoli, ma altrettanto veloce in curva.
In breve, con un set dedicato di ruote da strada (o forse solo con gomme più strette e lisce) sarei piuttosto orientato a definire Palta come una buona bici da strada.

Ma questa non è la sua carta migliore: il suo asso nella manica Palta lo cala sullo sterrato.

Cuore corsaiolo

Il lancio di questa bici è avvenuto nella regione della Catalogna in Spagna, lungo diverse centinaia di chilometri ghiaiati che potrebbero ospitare il Mondiale di cross-country. Erano molto impervi, con enormi rocce, sabbia mangia-ruote, radici esposte e un sacco di terreno argilloso. Ero titubante nell’affrontare una prova così impegnativa su una bici con gomme da 40 mm senza ammortizzatori ma, bisogna dirlo, Palta ha fatto tutto da sola. E si è confermata anche alcune settimane dopo, al mio ritorno a casa, con un meteo abbastanza inclemente.

La bicicletta mi è sembrata abbastanza robusta da scavalcare ostacoli, con la ruota anteriore agile e il tubeless posteriore che rimbalzava sulle rocce, dura quanto basta per eseguire alcuni drop-off e bunny-hop (il "salto del coniglio" che permette di saltare degli ostacoli anche molto alti), sufficientemente resistente per lanciarsi in curva senza la necessità di un ulteriore controllo durante il rilancio.

Se dovessi fare un’analogia, Palta mi ricorda le mie prime mountain bike in acciaio, ma con due terzi del peso e con una frenata di gran lunga migliore e senza deformazione delle gomme, grazie al tubeless. Ti incoraggia a cavalcarla con sprezzo del pericolo.
Ma molte gravel non lo fanno? Nella mia esperienza, in gran parte no – la tendenza di massima è avere un comfort lento e stabile. Non fraintendetemi: anche Palta è stabile e non traballante, ma la sua posizione bassa e aggressiva si è fatta un po’ sentire durante le mie uscite lunghe. Quindi, la sua geometria potrebbe non essere adatta per i ciclisti che in una gravel cercano comfort sulla lunga distanza.

Detto questo, Basso offre il “Palta Endurance Pack”, un kit integrato di distanziatori che solleva la parte frontale di altri 20 mm, a favore di una maggiore comodità. Tuttavia, non vorrei snaturare troppo la vivacità della Palta, è meglio godersela senza modifiche così com’è: una gravel davvero spigliata che offre una guida fuoristrada veloce, fluida e profondamente avvolgente, con prestazioni vicine a una road nel momento in cui si passa sull’asfalto. Potrebbe inaugurare una nuova tendenza.

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