Arcadex, la gravel alla maniera di Bianchi

La nuova Arcadex di Bianchi è pensata per soddisfare le esigenze sia di chi ama correre off-road, sia di chi predilige lunghe spedizioni di bikepacking. E strizza l'occhio al mondo delle e-bike.

Bianchi Arcadex.

Verrebbe da pensare che Bianchi, il marchio di biciclette più antico del mondo, si occupi esclusivamente di ciclismo su strada e nient’altro. Eppure, la gamma dello storico brand italiano è sorprendentemente varia, anche se fino ad ora non si era mai avventurata nel fuoristrada con un telaio in carbonio dedicato al gravel.

La nuova Arcadex (il cui nome richiama l’Arcadia, luogo mitico in cui uomo e natura vivono in armonia) affronta questo aspetto.

“Abbiamo iniziato a studiare il mondo gravel nel 2016 lanciando la Bianchi Allroad con telaio in alluminio - afferma Claudio Masnata, marketing and communications manager di Bianchi -. A quel tempo fummo i primi a fornire una bici gravel dotata di reggisella con contagocce”. Si trattava di una scelta radicale su una bici altrimenti abbastanza tranquilla, che aveva freni a disco post mount, 35 mm di spazio per gli pneumatici e forcellini a sgancio rapido.

Da allora Bianchi ha mantenuto una presenza nel gravel con la sua Impulso Allroad e, ora, con l’Arcadex che rappresenta un vero balzo in avanti in ambito gravel.

Bianchi Arcadex.

È gravel alla maniera di Bianchi - continua Masnata -. Il Dna da gara si fonde con le tendenze moderne; una bici su cui si può gareggiare con la stessa facilità con cui si possono fare spedizioni di più giorni in bikepacking”.

Certamente l’Arcadex presenta molte caratteristiche adatte ai viaggi a lungo raggio, come tanto spazio per gli pneumatici (42mm in 700c, 47mm in 650b), cambio 1x di serie e un assortimento di opzioni di montaggio. Questi attributi da bikepacking (la bici, per esempio, è predisposta per l’installazione di parafanghi e portapacchi) si mescolano con le caratteristiche più sportive, come la possibilità di passare a due corone, se lo si desidera, e i tubi piuttosto estremi e sovradimensionati di una bici da corsa.

“La forma particolare del telaio è una conseguenza della sua destinazione - dice Masnata -. Il tubo di sterzo e la forcella sono sovradimensionati perché volevamo avere un avantreno molto rigido e necessitavamo di spazio per il cablaggio interno. La giunzione del movimento centrale segue più o meno lo stesso ragionamento. Le sezioni dei tubi sono appositamente più grandi per migliorare l’efficienza della pedalata”.

Bianchi Arcadex.

La forma del telaio tiene anche in considerazione l’aerodinamica, con alette estese nella parte inferiore della forcella già con una sezione profonda, un tubo sella kamm-tail, foderi ribassati e sterzo ACR di FSA. Il sistema ACR è una soluzione di terze parti pronta per nascondere i cavi all’interno del telaio che Bianchi utilizza sulle bici da strada.

Non si può certo dire che l’Arcadex non si distingua per il suo design. C’è un motivo ben preciso, e la porta nascosta sulla parte superiore del movimento centrale ne è un indizio: “Il telaio Arcadex è compatibile con un sistema di sospensione adattivo intelligente - dice Masnata -. La porta di ricarica sarà situata sulla faccia superiore della giunzione BB. In un futuro molto prossimo avremo un e-Arcadex. Abbiamo progettato questo telaio per lavorare sia senza il sistema che in presenza, quindi il movimento centrale funziona bene tanto per una pedalata efficiente quanto per ospitare la batteria integrata e la rispettiva porta di ricarica dell’unità motore”.

Non solo velocità

Non si tratta dunque di fornire unicamente velocità e prestazione. Proprio come nelle sue bici da strada, Bianchi riconosce l’importanza del comfort nel controllo e nella funzionalità dell’Arcadex.

“Il comfort è sempre importante ed è una componente essenziale delle prestazioni complessive. La compatibilità con gli pneumatici di grande volume fornisce comfort oltre che un’aderenza extra. Abbiamo progettato il telaio e fatto alcune scelte sui componenti per rendere più fluida la guida. I triangoli del telaio sono compatti per esporre più reggisella per la flessione, il manubrio svasato a 16° mira a migliorare il controllo sui terreni accidentati, mentre l’attacco manubrio a 0° (gli attacchi sono solitamente a -6°) solleva la parte anteriore per ridurre lo stress sul collo e sulla schiena del ciclista”.

Una mossa intelligente in quanto può avere un grande impatto sulla posizione di guida, ma al tempo stesso può essere facilmente sostituita se il ciclista desidera modificare la sua posizione verso qualcosa di più aggressivo.

Si potrebbe affermare che fino a oggi l’offerta misurata di Bianchi nel crescente mercato gravel andava attribuita a un marchio che mostrava la sua età. Da una prospettiva diversa, guardare, imparare e aspettare per produrre un audace, originale approccio alla bici gravel va interpretato invece come la posizione di un marchio che mostra la saggezza dei suoi 136 anni. Non resta che provarla.

© RIPRODUZIONE RISERVATA