Bianchi Specialissima Disc, the special one

Bianchi ha apportato un sostanziale aggiornamento alla sua bici per scalatori regalandole uno stile più aerodinamico per portare il design al passo coi tempi.

Bianchi Specialissima Disc.

Fin da quando è apparso per la prima volta a metà degli anni ‘80, il nome “Specialissima” è stato sempre riservato alle bici più tradizionali di Bianchi. Bici dalle linee classiche e una costruzione a doppio diamante con tubi tondi e freni tradizionali, per coniugare leggerezza ed elevata rigidità con un look senza tempo.

Questo fa sì che l’ultima Specialissima rappresenti un po’ un cambio di direzione. La bici è diventata solo a disco, con cavi completamente interni e uno stile più aerodinamico per portare il design al passo con i tempi. Ora compete con alcune delle bici più di successo sul mercato, come la Tarmac di Specialized, la TCR di Giant e la SuperSix Evo di Cannondale. Fare
dei cambiamenti così radicali è una mossa coraggiosa, soprattutto considerando quanto fosse apprezzata la Specialissima del 2015.

“La vecchia Specialissima era stata concepita per essere inserita nella categoria delle superleggere”, spiega il product manager di Bianchi, Francesco Baroni. “La nuova Specialissima è stata riprogettata per trasformarsi in una macchina da salita dotata di un telaio con prestazioni a tutto tondo. Volevamo offrire una bici completa: leggera per gli scalatori, ma con una maggiore rigidità e con caratteristiche aerodinamiche che la rendessero veloce anche sui tracciati piani e ondulati”.

Non è stata una decisione difficile.
La richiesta di una versione a disco della Specialissima era arrivata un po’ da tutte le parti del mondo, cosicché produrla era semplicemente un buon affare.
“A tutto questo si aggiunga il fatto che i marchi di trasmissioni e componenti stanno utilizzando le tecnologie più moderne per sviluppare prodotti con freni a disco e che i freni a disco sono l’unica strada da percorrere per ottenere la miglior bici da corsa moderna”, dice Baroni.

Freni a parte, le modifiche al telaio sono più evidenti nella parte anteriore della Specialissima Disc, il che è comprensibile dato che la bici ora ha pretese aerodinamiche e questa è la zona che per prima entra in contatto con il vento. Il tubo di sterzo è stato assottigliato e allungato e scorre dolcemente nella corona della forcella, che a sua volta, con l’adozione dei freni a disco, è stata snellita e ripulita. Le linee pulite si estendono verso l’alto nel sistema di serie sterzo ACR di FSA. Si tratta di una soluzione chiavi in mano per i marchi che scelgono di non sviluppare cockpit proprietari e sistemi di cablaggio interno. A condizione che il telaio possa ospitare un cuscinetto della serie sterzo da 1,5 pollici, il design ACR guida i cavi dal manubrio attraverso l’attacco e nel telaio senza che siano mai in vista. Baroni dice che le decisioni riguardanti la modifica dei profili dei tubi e la scelta del sistema FSA abbiano tratto ispirazione dalla bici da corsa aero di Bianchi, la Oltre XR4 Disc, che utilizza profili aerodinamici e cavi nascosti con notevoli risultati.

Fedeli all’eleganza

Nonostante tutti i cambiamenti, Baroni dice che Bianchi non ha modificato l’elegante DNA della Specialissima. “Dove non era fondamentale cambiare il profilo dei tubi, non l’abbiamo fatto”, spiega. Un esempio sono i foderi, che partono a livello della giunzione tra il tubo verticale e il tubo orizzontale, piuttosto che più in basso. Lo stesso vale per il reggisella, per il quale Bianchi ha mantenuto un design rotondo standard da 27,2 mm, anche se con una nuova soluzione di morsetto nascosto.

“Un reggisella convenzionale è al contempo un classico e una soluzione di peso contenuto, quindi è stato mantenuto, ma con il ricorso a un morsetto nascosto, più aerodinamico”, dice Baroni. Il telaio mantiene le sue caratteristiche di leggerezza.

“Abbiamo lavorato sulla stratificazione delle fibre di carbonio con l’obiettivo di ottenere un telaio almeno dello stesso peso del precedente. Alla fine, è risultato ancora più leggero. Il vecchio telaio pesava 780 grammi e l’equivalente telaio Disc è di 750 grammi”, dice Baroni.

Un altro aspetto che è stato sviluppato è la tecnologia Countervail per la riduzione delle vibrazioni. Si tratta di un polimero viscoelastico inserito tra gli strati di fibra di carbonio del telaio, che secondo Bianchi può ridurre le vibrazioni fino all’80%.

Parlando da una prospettiva che si addice a un marchio dalla lunghissima tradizione nelle corse, Baroni precisa che il Countervail non è utilizzato solo per rendere la bici più confortevole, ma soprattutto per renderla più veloce in discesa.

“Il sistema migliora il controllo in discesa, così possiamo fornire una bici leggera che vola in salita, ma che non risulta nervosa in discesa”.

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