di James Spender - 26 febbraio 2019

La dinastia De Rosa

Nel pantheon dei grandi costruttori di telai, pochi possono competere con Ugo De Rosa. Cyclist racconta le storie delle sue biciclette...

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Immagini Mike Massaro

Premete il naso contro la porta-finestra al numero 24 di via Vincenzo Bellini a Cusano Milanino e vedrete qualcosa di familiare. La metratura è modesta, l’illuminazione a giorno, la mezza dozzina di bici esposte sui piedistalli non così ben disposte quanto curate. Alla scrivania siede un signore dai capelli bianchi con maglione blu e pantaloni eleganti, occhiali appollaiati su un considerevole naso, che fissa intensamente un foglio di carta rosa. Dietro di lui c’è una serie di porte che, presumibilmente, conducono a un laboratorio o a un magazzino. Fin qui, nulla di particolare.

Eppure, questo non è un normale negozio
 di biciclette, e l’uomo non è un semplice proprietario di negozio. È il signor Ugo de Rosa, 84 anni, che viene ancora al lavoro per verificare come i suoi figli, Danilo e Cristiano, e il nipote Nicholas conducono l’azienda di famiglia - il cui cuore non risiede in questo modesto negozio, ma in un enorme spazio adiacente.
Lì, le dime per la costruzione di telai anni ’70 sono accanto alle piattaforme di saldatura. Le polverose pile di ruote Ghibli Campagnolo fanno il paio con mensole zeppe di tubi in carbonio scintillanti. Poi ci sono le bici, di ogni materiale e colore, in numero tale che un telaio è addirittura usato come blocca-porta d’uscita.
Al centro di tutto, come ricordo del passato
 e come ispirazione per il futuro, ci sono sei bici del passato di De Rosa, a rappresentarne la storia in un modo che le semplici parole non riescono a descrivere. “Anche se dovresti vedere i nostri nuovi modelli”, aggiunge Cristiano De Rosa mentre guida Cyclist all’interno della fabbrica...
“Questa è una delle prime bici aero che abbiamo prodotto, che Berzin usò nel Giro del 1994”, afferma Cristiano De Rosa. “I tubi sono dei Columbusin acciaio, con rifinitura 3T. Sono molto stretti e sul tubo sterzo è presente una carenatura. Eravamo agli albori dell’aerodinamica e quindi il tubo sterzo è completamente antiquato, rispetto a come sarebbe dovuto essere”.

Certo è che, saldato attorno al tubo sterzo della bici
 di Berzin, è presente un inserto in lamiera triangolare che conferisce al tubo stesso una sorta di antico profilo
a goccia. Altri accorgimenti aero hanno probabilmente avuto più successo. I foderi verticali estremamente sottili sembrano tagliare il vento come lame, il tubo obliquo Columbus Genius e il tubo verticale (all’epoca i tubi 
più leggeri prodotti dalla Società, con uno spessore di appena 0,4 mm) hanno un profilo aero classico, anche se l’abbinamento con un tubo orizzontale a goccia è un po’ discutibile. Ma non importa, Berzin ha annientato tutti gli avversari nell’ottava tappa del Giro, completando i 44 km della crono con 1 minuto e 16 secondi di vantaggio, alla media di 52 km/h. Nella tappa numero 18 (un’altra crono) Berzin ha battuto Miguel Indurain di 20 secondi.


Le schede delle altre bici "storiche" De Rosa sono state pubblicate su Cyclist - Febbraio 2019
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