Acciaio + carbonio: l'abbinamento dei materiali

Gianluca Barco della Cicli Barco ci spiega perché bisogna rompere qualche tubo... per realizzare un buon telaio.

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La Cicli Barco mista acciaio-carbonio.

Il nero può essere considerato il colore più tradizionale nel mondo delle biciclette, ma l'arancione è probabilmente il più iconico. Dopotutto, ha caratterizzato la livrea della temuta Molteni di Eddy Merckx, che ha vinto 663 gare - fra cui otto Grandi Giri, tre Campionati del mondo e tutte le classiche monumento - tra il 1958 e il 1976. L'aspetto curioso è che i costruttori di questa bici piuttosto bella avevano riserve sulla vernice.

“Non eravamo convinti dell'arancio”, ride Gianluca Barco. “Ma quando l'abbiamo realizzato, io e la mia famiglia abbiamo pensato: 'Oh, OK, funziona!'".

Forse è perché il marchio Barco è italiano e non belga, o forse dipende semplicemente dal fatto che l'arancione è un po' appariscente (si diceva che l'arancio Molteni fosse ispirato dal colore del salame prodotto dallo sponsor Molteni). Ma indipendentemente dalle ragioni che hanno portato al colore di questa creazione firmata Cicli Barco, ciò che è indiscutibile è il livello di cura che ha permesso di ottenere quel che vi è nascosto sotto. Il carbonio e l'acciaio hanno parte del merito, ma è la lavorazione esperta alla base di questa bici che la rende così speciale.

A più mani

Abbiamo visitato l'azienda Cicli Barco, alla periferia di Padova, e abbiamo incontrato il figlio più giovane (Gianluca), mamma e papà (Fabiola e Alberto), e il fratello di Alberto (Maurizio). Insieme fanno un secolo di esperienza nella costruzione di telai. Se aggiungiamo il nonno di Gianluca, il quadro prende forma. Non ci sono dubbi, questa famiglia conosce bene il mondo delle biciclette.

“Mio nonno Mario costruiva biciclette per Torpado, mentre i miei genitori e mio zio le realizzavano per Scapin, ai tempi in cui il marchio aveva una grande fabbrica in Italia. Oggi produciamo biciclette per circa venti altri brand, ma nel 2007 abbiamo iniziato a costruire telai personalizzati anche col nostro nome".

I telai per gli altri marchi sono quasi esclusivamente in acciaio, il materiale con cui i due fratelli sono cresciuti guardando le mani sapienti del padre che lo lavorava, mentre la moglie Fabiola era impegnata nel reparto di verniciatura della Scapin. Ora, però, il loro talento di telaisti è tutto per la loro attività, ed è da quando esiste la Cicli Barco che la famiglia ha potuto sperimentare più di quanto avesse fatto in precedenza.

La Cicli Barco mista acciaio-carbonio.

Le bici con materiali misti non sono una novità. Per un po' di tempo, durante gli anni Novanta, la tendenza dominante era quella di montare reggisella in fibra di carbonio su telai in lega. Pertanto, alcuni costruttori indipendenti di telai in acciaio realizzavano cannotti sella in carbonio. Tuttavia, è raro vedere l'abbinamento di un reggisella, un tubo obliquo e il solo fodero laterale (lato guarnitura) in fibra di carbonio in un telaio in acciaio. Ma ci sono delle ragioni ben precise se loro lo hanno fatto.

"La sensazione di carbonio e acciaio insieme è qualcosa che molte persone non riescono a capire. Sanno che il carbonio è rigido, come sanno che l'acciaio è reattivo, ma insieme il risultato è davvero impressionante. Il telaio è un pizzico più leggero, e la sensazione che si prova è di comfort e rigidità allo stesso tempo grazie all'abbinamento dei due materiali. Questo è il motivo del fodero in carbonio sul lato della guarnitura. La zona a maggiore sollecitazione beneficia pertanto della rigidità del carbonio, mentre l'altro lato è in acciaio per bilanciare questa rigidità”.

Fatti per essere distrutti

Se il concetto acciaio-carbonio sembra semplice sulla carta, l'esecuzione, dice Gianluca, è tutt'altro.

Questo telaio è realizzato coi Columbus Spirit, considerati dai vari costruttori i tubi più leggeri realizzati da Columbus, e anche i suoi più costosi. Eppure quasi un terzo dei tubi in acciaio di fascia alta utilizzati per questa bici va a finire nel cestino.

“Prima bisogna costruire l'intero telaio in acciaio. In ogni parte. E deve essere perfettamente allineato. Perché quello che succede dopo consiste nel tagliare il tubo obliquo, il piantone e il fodero orizzontale. Dopodiché si tagliano gli innesti nel metallo rimasto e, solo allora, li si uniscono e si fissano i tubi di carbonio. Se il telaio non è diritto, come prima cosa il carbonio non si adatterà. E ciò significa probabilmente che è da buttare, e che poi bisogna mettersi di nuovo al tavolo da disegno. Anche se si commette un errore durante il taglio, si ritorna al tavolo da disegno. Quindi le misure si prendono non solo due, ma tre o quattro volte. A volte, a fine giornata, quando si esce, ci si continua a pensare fino all'indomani quando si rientra al lavoro”.

Le parole di Gianluca sembrano il frutto di un'esperienza spiacevole, ma poi spiega che ciò accade molto raramente, se non mai. I suoi genitori e suo zio hanno imparato e praticato molte volte questo procedimento quando lavoravano da Scapin, che un tempo produceva telai piuttosto simili.

Per realizzare questo telaio potrebbero volerci circa 30 ore e quindi la Cicli Barco potrebbe produrne solo una manciata all'anno, ma la famiglia ne ha già prodotti un centinaio simili, in materiale misto, da quando si è messa in proprio. Inoltre, ha dedicato tantissime ore di lavoro a perfezionare il procedimento, che ora ci mostra.

Se si guarda da vicino, ci sono dei fori per il parafango incorporati abilmente nei tubi, e il telaio stesso ha molto spazio ruota per montare pneumatici da 28 mm. E se lo si fa ancora più da vicino, si può vedere che sul tubo superiore è stato inserito un logo personalizzato con una bandiera italiana smaltata, mentre sul tubo sterzo c'è uno stemma splendidamente realizzato e avvitato delicatamente con bulloni Torx. Ma alla fine sono le linee incredibilmente pulite che rendono questa bici quella che è: saldature TIG che appaiono lisce come la brasatura, giunture brasate che sembrano omogenee come se fuse. E tutto allineato in modo ottimale. Senza errori. Proprio come piace alla famiglia Barco.

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