16 August 2018

Una pedalata, non una corsa

Piace soprattutto lo spirito non agonistico di questa lunga e magica cavalcata ciclistica (it’s a ride, is not a race) che attraversa l’Italia. C’era anche la cicloviaggiatrice Paola Gianotti

Buona la prima. Ottima la seconda. Stiamo parlando della Chase the Sun Italia-Enervit, seconda edizione. Raddoppiati i partecipanti rispetto all’edizione 2017. Numero chiuso a 180 ciclisti. Obiettivo raggiunto, sabato 23 giugno.
Si inizia con la cena del venerdì sera a Cesenatico. Si conoscono i compagni di strada, si ascoltano le ultime indicazioni per affrontare l’Italia coast-to-coast. Si finisce con un bagno vestiti da bici e con la cena-festa a Tirrenia. In mezzo 271 chilometri di un indimenticabile paesaggio italiano, attraverso i luoghi più segreti e suggestivi dell’Appennino Tosco-Romagnolo. Un valico, quello dei Tre Faggi, sconosciuto. O meglio “non pervenuto”, come lo ha definito l’amico Giacomo Pellizzari. Una lunga traversata con un perfetto mix di natura, cultura e gastronomia. Dall’alba adriatica al tramonto tirrenico. Da est a ovest.

Il numero chiuso si alzerà
Cesenatico con la sua proverbiale accoglienza e il suo outback, la prima salita alla Rocca delle Caminate. Premilcuore e le Foreste Casentinesi, la vecchia strada tosco-romagnola, il bar Cavallino, il passaggio nel cuore di Firenze, la panoramica salita di Carmignano, le tagliatelle del Pinone, il passaggio da Vinci, la foresta di Staffoli e la Val di Nievole. L’ultima fatica per scollinare al Colle di Calci da Buti, la magica facciata della Certosa di Calci. E ancora non è finita: Pisa con la sua Piazza dei Miracoli, la basilica di San Pietro a Grado, la piccola strada Bigattiera e di nuovo il mare. A ovest.

L'articolo completo, con le foto di Giovanni Auletta/Pentaphoto, è sul numero 26 di Cyclist.

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