Bike hub, il cicloturismo innovativo in Italia

Silvia Livoni Colombo è coinvolta in progetti cicloturistici innovativi. Terre di Casole e Valle del Savio bike hub sono le bandiere di un nuovo modo di vivere il ciclismo

1/4

L'incipit della vita professionale di Silvia Livoni Colombo è creativo e progettuale. “Sono un’interior designer che ha avuto la fortuna di trascorrere alcuni anni all’estero fra Canada, Stati Uniti e Australia. Lavorare da italiana nel settore della decorazione d’interni a Sydney, dove il Made in Italy è considerato ‘la bibbia’, è stato un grande privilegio e mi ha permesso di crescere sul piano personale e professionale”. Tornata in Italia è entrata in Fendi Casa, intraprendendo quello che ama definire un nuovo percorso. “Ho abbandonato la matita per occuparmi di progetti speciali e coordinamento, per poi approdare alle pubbliche relazioni”. Ma la passione per la bici aveva già messo radici profonde. “La scintilla ciclistica è scoccata nel 2001, a Toronto. Non avevo un’auto e così ho vissuto la città e il suo bel lago in sella a una city bike equipaggiata con cestini richiudibili. La usavo nelle belle giornate d’estate e in quelle gelide invernali, per svago e per necessità. Obbligavo gli amici e i famigliari che venivano a farmi visita a seguirmi pedalando. Ora che sono tornata a vivere nella mia città natale, Cesena, la uso per gli spostamenti quotidiani”.

Sorriso sincero e modi garbati, si è avvicinata al cicloturismo percorrendo strade alternative. “Nel 2015 mi occupavo di marketing e di concept per un hotel, e ho iniziato a comunicare il territorio grazie alla bicicletta. È stato un colpo di fulmine”.

Una folgorazione inaspettata, e forse per questo ancora più efficace. Sicuramente una virata decisiva nelle sue scelte di vita, che ha portato nuove collaborazioni e intuizioni. Come la nascita di un bike hub in Toscana che in poco tempo è diventato un punto di riferimento molto apprezzato dai ciclisti italiani e stranieri. “Il progetto è nato proprio nel 2015, quando un imprenditore nel campo dell’ospitalità a Casole d’Elsa, Matteo Mantovani, mi chiese un progetto per la sua struttura. Non ero mai stata in quella località e in una grigia giornata di novembre ho scoperto che non soffre della risonanza di due mete turistiche come Volterra e San Gimignano. Casole è un borgo delizioso e in posizione strategica per raggiungere le attrattive più note in modalità sostenibile e godibile. Ci si immerge nella bellezza della Toscana più nascosta”. Terre di Casole Bike Hub raccoglie 700 chilometri di percorsi a bassa percorrenza che portano sulle colline, circondate da vigneti e oliveti, che arrivano fino a Siena, San Gimignano, San Galgano e Volterra. “Le strade tracciavano già itinerari perfetti perché di diversa lunghezza e con scenari molto vari. Sono state inserite le strutture ricettive, dall’agriturismo all’hotel cinque stelle, e potenziati i servizi a misura di ciclisti. Il merito è di un’amministrazione pubblica virtuosa che ha compreso sin da subito il potenziale del turismo lento”.

L’antitesi della vacanza affollata, con attenzione alla natura e alle esigenze di chi pedala. Un format che è appena stato replicato in un’altra area vocata. “In Emilia Romagna sta partendo Valle del Savio Bike Hub, un progetto regionale che unisce i comuni di Cesena, Mercato Saraceno Sarsina, Bagno di Romagna, Verghereto e Montiano. L’obiettivo è realizzare un laboratorio territoriale per l’innovazione e la sostenibilità delle imprese che localmente si occupano, a diverso livello, di ricettività turistica e di cicloturismo. L’obiettivo è creare un sistema diffuso di offerte e servizi integrati per le due ruote”.

Per alcuni la bici è un mezzo di trasporto, per altri uno stile di vita. C’è chi sceglie il ciclismo come sport e chi per viaggiare. Per lei è tutto questo, e molto di più. “La bici è una sorta di matita per disegnare e progettare nuovi scenari. Capita sempre più spesso di avere gruppi di amiche che prenotano un tour, e di vedere donne che seguono i compagni o i mariti nelle escursioni. Se non sono allenate, ci sono le e-bike. La mia esperienza mi ha avvicinata a un mondo femminile fatto di campionesse, atlete e addette ai lavori collaborative e propositive verso la mobilità sostenibile”. Per festeggiare i suoi primi 40 anni ha corso la Maratona di New York, per i 50 le piacerebbe tornare sull’isola canadese di Prince Edward e pedalarne il perimetro di circa 400 chilometri. Nel frattempo ha ideato alcuni workshop col fotografo professionista Paolo Ciaberta. Un altro modo originale per tracciare nuovi scenari.


© RIPRODUZIONE RISERVATA