Il Col de la Madeleine

Può sembrare innocuo, e il suo nome sembra abbastanza invitante, 
ma il Col de la Madeleine, nelle Alpi francesi, non è affatto uno scherzo da sottovalutare.

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Col de la Madeleine.

Il mio primo pensiero, ovviamente
 è stato il cibo.
 Forse è stato chiamato così in riferimento al famoso dolcetto di Pan di Spagna a forma di conchiglia? Sicuramente man mano che si sale lungo i 19 km dalla città di La Chambre è necessario assumere qualche zucchero, e un paio di piccole madeleine entrerebbero perfettamente in una tasca della maglietta, sarebbe l’ideale. Ma non è così.

I dolcetti provengono dalla regione francese della Lorena, a poche centinaia di chilometri a nord. È un peccato. In realtà questa salita originariamente portava un nome diverso, “Col de la Colombe”, che in francese antico significa il passo della colomba. 
Il nome moderno di Col de la Madeleine ha due possibili origini.
La prima, e più probabile, è che il Colle abbia preso il nome dal ricovero istituito dai monaci Cordiglieri a La Chambre. L’ospizio non prese il nome da Santa Madeleine (patrona delle studentesse e canonizzata solo nel 1925). Né si poteva pensare di avere bisogno di un ospizio dopo avere affrontato una pendenza media dell'8%.


In effetti “Madeleine” è considerata un’alterazione di “maladerie”, antica parola francese che indicava l’ospedale.

Più ostico di quanto si pensi

Tutto questo ci darà spunti di riflessione mentre ci trasciniamo lungo la D213 e avremo bisogno di molte cose a cui pensare perché è una lunga salita. Francamente non si tratta nemmeno della salita più interessante, anche se questo non significa che non sia difficile, perché lo è.

La pendenza, pur non aumentando mai in maniera esagerata, sembra trascinarsi interminabilmente sulle gambe. Anche la strada è ampia, con una marcata linea bianca al centro che sembra ridurre l'inclinazione e ci fa sentire come se stessimo per compiere grandi progressi. Poi c'è anche il fatto che dalla partenza si intravedono in cima gli altopiani soleggiati verso cui ci stiamo dirigendo. Sembrano così lontani da scoraggiarci.
Meglio, quindi, occupare la mente con pensieri che ci possano distrarre. Anche se consiglio di non preoccuparsi di immaginare cosa potrebbe celarsi nei boschi che costeggiano la strada per la maggior parte dei primi 14 km. Dopo aver visto tre teste di cinghiale conficcate in maniera rustica su alcune assi all'esterno di una fattoria, ho iniziato irrazionalmente a preoccuparmi di essere infilzato da zanne inferocite.
Fortunatamente non sapevo che ci fossero anche lupi e linci nel Massiccio della Lauzière, all'interno del quale si trova la Madeleine (anche se a quanto pare l'ultimo orso in Savoia fu ucciso qui nel 1921).
Forse è la respirazione difficoltosa o forse è perché spesso possiamo intravedere i tetti di La Chambre tra gli alberi, o forse è la strada larga e ben asfaltata, ma nonostante ci sia relativamente poco traffico, mentre si scala la Madeleine non si ha mai quel senso di solitudine e alienazione che si prova lungo altre salite.
Sembra che la civiltà non sia mai troppo lontana. Quando si ha la possibilità di guardare indietro verso La Chambre, ci si gode una meravigliosa vista sulla maestosa valle della Moriana, dove, incastonato in una spaccatura tra le montagne di fronte, si trova l'inizio del Col del Glandon.

Dopo circa 14 km gli alberi si diradano e poi scompaiono completamente quando raggiungiamo la cittadina sciistica di Saint-François-Longchamp. È una tipica collezione di silenziosi impianti di risalita e brutti edifici a tetto piano con balconi su ogni lato, ma è anche il chiaro passaggio tra la parte inferiore e quella superiore della salita perché, una volta liberi dall'architettura priva di qualsiasi arte, ci ritroviamo in uno scenario completamente diverso.
All'improvviso siamo tra gli alpeggi – i pascoli di montagna. Questi paradisi di fiori selvatici sono attentamente curati, con un numero limitato di mandrie di bovini, ovini e caprini. Se vi piacciono i prodotti lattiero - caseari vi interesserà sapere che le mucche (Abondance o "a macchie bianche e marroni" a seconda di quanto siate tecnici con la denominazione bovina) che stavano pascolando quando Cyclist è passato di lì, sono alcune delle produttrici del delizioso formaggio a pasta dura della regione, il Beaufort.

Il paesaggio in questa zona è esattamente il tipo di scenario che associamo alle immagini televisive del Tour de France, e sicuramente la corsa ha scalato il colle almeno 25 volte dalla sua prima comparsa nel 1969. Viene spesso citata con toni rispettosi da professionisti, eppure non ha mai avuto l’opportunità di ospitare un arrivo in cima. È quindi uno degli ostacoli principali del Tour, che toglie le forze e sfinisce i corridori prima di arrivare al traguardo situato altrove, il più delle volte (otto volte, salendo dall'altra parte) e più recentemente sull’Alpe d'Huez.
I due corridori che detengono insieme il record per essere transitati per primi in cima (tre volte ciascuno) sono Lucien Van Impe e Richard Virenque, il cui pedigree di scalatori conferma che si tratta di un vero e proprio test di ascesa.

E la cima è sicuramente qualcosa da assaporare. Gli ultimi 200 metri fino al crinale della strada sono dritti come una freccia e, mentre avanziamo lentamente o scattiamo, a seconda del livello di energia e motivazione, la vista che ci accoglie in una giornata limpida è davvero magnifica.
La cima innevata del Monte Bianco sembra ergersi dall’asfalto guadagnando centimetro su centimetro in altezza. Non credo di avere mai avuto una vista così bella su di esso, neppure così nitida della sua vetta a 4.808 metri che domina tutto ciò che la circonda.
A proposito di altezze, la Madeleine era classificata con un’altitudine di 1.993 m. Ma dopo il Tour del 2012, è stata riportata a 2.000 metri esatti, un valore che concorda con la rilevazione del mio Wahoo e col nome dell’unico ristorante situato in cima: La Banquise 2000. Tutto ciò ci porta alla seconda possibile origine dell'attribuzione Madeleine (pensavate l’avessi dimenticato), perché il ristorante in cima al colle è costruito sul sito di una cappella dedicata a Maria di Magdala (Madeleine è la versione moderna del nome). Sono sicuro che servano piccole torte anche nel ristorante.

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