di Peter Stuart - 10 luglio 2019

Colnago C64

Patrimonio storico italiano e moderna tecnologia si fondono in questo modello firmato Colnago

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La Colnago C64 è la prima bicicletta che mi ha fatto arrossire. Un sabato mattina mi ero fermato per un caffè, lasciandola accanto a una dozzina di altre bici, per poi accorgermi che gli altri compagni di uscita erano lì ad ammirarla. La cosa mi ha un po’ imbarazzato, per me e...per lei stessa! Del resto, la C64 è costruita proprio per attirare su di sé gli sguardi. Ciò che conta, però, è se sia più che una semplice bici da mostrare come trofeo.

Per coloro che non hanno familiarità con il lignaggio della C64, la serie C è una dinastia di biciclette in carbonio realizzate a mano. È iconica per le forme schiacciate dei tubi, che al tempo stesso richiamano l’aspetto elegante dei classici modelli in acciaio. Tutte le bici della serie C sono sempre state disponibili in misure personalizzate, in prima linea per quanto riguarda le tecnologie impiegate.

La C59 è stata la prima bicicletta da strada in carbonio con misure personalizzate ad adottare i freni a disco, nel lontano 2012. Le giunzioni a livello del movimento centrale, negli ultimi modelli, sono vere meraviglie tecnologiche. Colnago ha introdotto il movimento centrale ThreadFit 82.5 con la C60, offrendo un supporto più rigido alla pedalata e al contempo un nuovo standard di riferimento per i movimenti centrali. La C64 è stata ulteriormente riprogettata, “più complessa che mai”.

È persino più complicata della C60, perché il passaggio dei cavi è modellato sulle forme della bici stessa”, afferma il designer di Colnago Davide Fumagalli. “Invece di una classica guida in plastica, il tubo in carbonio ha un canale apposito modellato al suo interno”.

Anche se alcuni si sono lamentati del fatto che la C64 assomigli troppo al modello suo predecessore, la novità principale risiede nel tubo verticale e nel reggisella. Mentre la C60 usava una giuntura per unire insieme i tubi orizzontale e verticale ai foderi alti, la giuntura della C64 e il tubo verticale sono modellati come un pezzo unico. Ciò avvicina il telaio a un monoscocca in carbonio, con in più la possibilità di utilizzare il reggisella aerodinamico sagomato Colnago V2-R. Ai miei occhi, ciò ha modernizzato l’intero aspetto della bici.

Uno dei cambiamenti più grandi è molto semplice da notare: la compatibilità con pneumatici più larghi. Mentre la C60 faticava a montare quelli da 25 mm, la C64 si spinge fino ai 28 mm. Ma passiamo oltre alle caratteristiche della bici e alla progettazione ingegneristica, è tempo di guardare al di là delle statistiche e dei numeri.

Negli anni passati ho guidato la C59 e la C60 e le ho trovate entrambe in grado di offrire un raro equilibrio tra comfort, velocità e agilità, cosa che riesce bene ai costruttori italiani, e non posso negare che ero più eccitato al pensiero della C64, più che alle monoscocca V2-R e Concept, sempre di Colnago.

Sfortunatamente, il mio primo incontro mi ha visto brontolare: per assemblare la C64, ho dovuto stringere un bullone nascosto dietro al manubrio aerodinamico in una posizione assai inopportuna, tale da richiedere una chiave a brugola specifica e un angolo di lavoro scomodo. Ho rischiato di sbagliare e rendere subito inutilizzabile la bici.

Con cautela sono riuscito a stringere il manubrio, ma questo aspetto credo sia mal concepito e auspico l’utilizzo di un manubrio convenzionale al posto di questo aerodinamico. Tuttavia, come accade nelle trame di tutte le commedie romantiche, dopo un inizio imbarazzante e gelido la C64 ha iniziato ad affascinarmi su tutti i fronti, facendo nascere in me una buona sensazione crescente.

Fin dall’inizio, la rigidità della Colnago ha preso il sopravvento. La bici risponde alla potenza erogata con decisive esplosioni di velocità, accoppiate però a una naturale morbidezza.

Ho guidato questa bicicletta per la prima volta sulle strade ben tenute di Lanzarote, dove la C64 scivolava letteralmente sull’asfalto. Ho anche appurato che la rigidità del posteriore mi permetteva di sentire la strada sotto di me e di apportare le giuste correzioni di sterzo durante la guida. Non molte bici fanno tutto ciò in un colpo solo. La mia fiducia era tale che, in discesa, sono arrivato a 88 km/h (e io non rischio tali velocità molto spesso). Continua...

La prova completa è stata pubblicata su Cyclist - Giugno 2018

Modello Colnago C64

Gruppo Campagnolo Super Record EPS

Ruote Campagnolo Bora Ultra 50

Dotazione manubrio Colnago C64 carbon, attacco Colnago C64 carbon, reggisella Colnago carbon, sella Prologo Scratch 2 CPC, pneumatici Vittoria Corsa G+ 25 mm

Peso 7,12 kg

Prezzo kit telaio (telaio, forcella e reggisella) 4.200 euro
Contatti colnago.com

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