Il Piemonte che ti conquista

Sono tanti i luoghi da ammirare in una regione così ricca di natura, di montagne, di storia e di cultura. Cyclist ha diretto le proprie bici verso la provincia di Torino e pedalato in Alta Val Susa, lungo tre splendidi itinerari.

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L'ultima parte della salita al Colle delle Finestre, con la strada che serpeggia al cospetto del Rocciamelone. Foto Jacopo Altobelli

C’è un momento nel quale si comprende la grandezza di queste montagne. È quell’attimo nel quale, una volta arrivati in cima al Colle delle Finestre, e riportato il cuore al proprio posto tra i polmoni, si volge lo sguardo verso Nord e si comincia a ripercorrere con gli occhi sudati ma felici quel groviglio di tornanti che uno dopo l’altro si sono appena percorsi. Sfidando non soltanto la pendenza stratosferica, ma piuttosto la ghiaia di una salita che merita il titolo di “eroica” per il solo fatto che il suo odore polveroso e il suo rumore ruspante sotto le ruote riportano direttamente ai fasti di un ciclismo classico che è ricordato nei libri di storia come eroico proprio grazie a salite come questa.

Non può che cominciare da qui il nostro viaggio alla scoperta di quel Piemonte aristocratico, composto e di classe anche quando si parla di ciclismo. Abbiamo raggiunto la Val Di Susa e da qui siamo saliti su fino a Cesana Torinese, ai piedi di quella che gli sciatori amano chiamare la Via Lattea in onore del comprensorio sciistico che ha reso celebre questa località in tutto il mondo. Siamo a Torino. Lo scriviamo con un pizzico d’ironia perché da quassù, con gli occhi spalancati a guardare con un certo fascino il Monte Chaberton e le case in tipico stile alpino, la caotica atmosfera della città appare lontana mille miglia. Ma poi, pensandoci bene, poter dire che una città come Torino possa annoverare sul suo territorio montagne così maestose e un palcoscenico turistico e sportivo di questo valore, fa davvero tanto piacere.

Abbiamo raggiunto la Val Di Susa e da qui siamo saliti su fino a Cesana Torinese

Qui la bicicletta è di casa da sempre, non fosse altro per il fatto che le salite in questa terra hanno il sapore autentico della sfida. Ciò che piace davvero ai ciclisti. Ce lo confermano due signori inglesi che incontriamo lungo la salita al Colle; con grande serenità e nessuno spirito agonistico si sono lasciati conquistare da questo scenario e dalle sue pendenze quando ci dicono “cosa c’è di meglio di una salita così dura”. Al momento, con il cuore in gola e le gambe in fiamme, il senso di quell’affermazione ci sfuggiva un po’. L’abbiamo apprezzata una volta arrivati in cima, quando l’acido lattico ha ceduto il posto all’adrenalina.

Come si diceva una volta, in epoca analogica, riavvolgiamo un attimo il nastro di questa avventura. Pier Bergonti, ciclista di vecchia forgia, Jacopo Altobelli, fotoreporter assetato di avventure ed io, siamo partiti per la Val di Susa con l’obiettivo di indagare il perché montagne che sanno essere così dure, con i loro versanti scoscesi e le salite mozzafiato, sono diventate uno dei paradisi moderni dei ciclisti. Quelli che cercano il sapore autentico della sfida.

La nostra ricerca ci ha portato in questa parte delle Alpi che con un versante si estende fino alla città di Torino, con l’altro si mescola alla Francia in modo pressoché impercettibile. Questo era il cuore del Regno di Savoia, che per la sua storia è stata a lungo una delle regioni più ricche e sviluppate d’Europa. Lo testimoniano ampiamente le fortezze e i castelli che sulle vecchie strade militari segnavano il dominio dei Savoia e oggi rappresentano dei monumenti di incredibile valore. Lo stesso Colle delle Finestre è caratterizzato dalla presenza evidente del Forte di Fenestrelle, la più grande fortezza difensiva mai costruita nelle Alpi, adagiata appena sotto il passo.

Forse proprio quel suo carattere duro e così enigmatico ha reso questa regione delle Alpi una delle più gettonate dai ciclisti che qui vengono a cercare fatica, sudore e soprattutto autenticità.

Sembrerà strano, ma benché queste strade classiche siano facilmente accostabili al ciclismo eroico degli anni ‘50, la rosea regina delle corse a tappe è arrivata fin qui su solamente nel 2005 quando per la prima volta una tappa del Giro d’Italia è approdata tra questi tornanti fin su al colle che per l’occasione era così pieno di tifosi da sembrare il traguardo di una tappa milanese del Giro. Quella salita fu un vero record. Per la prima volta i ciclisti venivano portati a pedalare a una simile altitudine, per la prima volta si sperimentava un itinerario così nuovo e sfidante. Che dire... è stato subito amore! Da allora i professionisti sono tornati altre tre volte, nel 2011, nel 2015 e nel 2018 e la magia di quelle immagini così dure, ma al tempo stesso così affascinanti, hanno contribuito a far innamorare i ciclisti di tutto il mondo che oggi inseriscono la salita al Colle delle Finestre tra le loro sfide.

Il Colle delle Finestre

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Anello Colle delle Finestre - L'itinerario su Komoot Anello Colle delle Finestre

Anello Colle delle Finestre

Tempo 5h 48min

Lunghezza percorso 89,7 km

Velocità media 15,5 km/h

Salita totale 2.580 m

Discesa totale 2.580 m

L'itinerario su Komoot Anello Colle delle Finestre

La nostra prima meta di questo viaggio è proprio il Colle delle Finestre. La sua storia è soprattutto legata alla salita del versante Nord che da Susa (484 metri sul livello del mare) sale fino ai 2.178 metri di altitudine del Colle. Un tracciato di circa 18,5 chilometri reso celebre... dalla sua durezza. Non vi spaventi il prologo di questo racconto, ma è pur vero che la salita del versante Nord al Colle è considerata una delle più dure di tutte le Alpi. Resa celebre da un dettaglio non di poco conto: i suoi passaggi su sterrato, che oggi è più moderno e attuale definire “gravel”, e che contribuiscono a rendere indimenticabile l’arrampicata fino in cima. Parliamo di 7,8 chilometri di sterrato polveroso e sassoso che sembra essere stato messo lì apposta per complicare le cose al ciclista già affaticato. Eppure, ve lo garantiamo, una volta arrivati a metà strada, quello dello sterrato sarà solamente l’ultimo dei vostri problemi. Alle prime si potrebbe essere portati a considerare questo gravel una sorta di esperienza in stile “strade bianche”, con in più il peso dell’altura. Ma non è così: il terreno è completamente diverso, più sassoso e sebbene le strade bianche siano caratterizzate da ben altri strappi, questi quasi 8 chilometri hanno più di un motivo per essere insidiosi. Primo fra tutti il fatto che le poche auto (e le molte moto) che salgono, finiscono per scavare solchi che in caso di pioggia si trasformano in vere e proprie trappole per i ciclisti. Un consiglio: ruote larghe e gomme sgonfie il giusto, per ottenere il massimo del comfort e della sicurezza in salita.

La nostra salita al Colle parte da lontano. La base che abbiamo scelto per il nostro tour tra le montagne della Val di Susa è Cesana Torinese, borgo pittoresco e ricco di storia adagiato a circa 1300 metri di altitudine, a metà strada tra Sestriere e il confine con la Francia. Per raggiungere la cittadina di Susa da qui, ci aspetta una bella discesa che ci conduce dritti in centro al paese. Un gioco da ragazzi, visto ciò che ci aspetterà subito dopo. La salita al Colle non inganna nemmeno per un attimo. Da Susa (484 metri di altitudine) la strada e diretta e inesorabile quasi a volerci avvertire che da queste parti non si scherza. Ad appena un paio di chilometri dal paese incontriamo il tratto più pendente dell’intero percorso, uno strappo del 14% che annuncia l’arrivo al borgo di Meana. Un avvertimento? A cose fatte, lo definirei un antipasto di ciò che ci attende più avanti. In verità appena fuori dal Paese la strada si stringe e si immerge in un bosco di castagni e acacie che ci avvolge trasformando in magia la nostra salita. Di lì in avanti la salita non molla mai, se non quando sui tornanti si appiattisce per pochi metri per favorire la curva. Ogni ciclista che ci ha parlato di questo tracciato non ha mancato di citare un ringraziamento, evidentemente dovuto, agli antichi militari che hanno tracciato questo percorso regalandogli una pendenza regolare per favorire la salita dei cavalli che trasportavano i cannoni. È così uniforme (circa il 9% di pendenza) che sembra essere stata elaborata al computer.

Non vi spaventi il prologo di questo racconto, ma è pur vero che la salita del versante Nord al Colle è considerata una delle più dure di tutte le Alpi.

Uno dei momenti clou della salita dalla zona boscata, che apre la vista sui pascoli e su un panorama magnifico che si affaccia su tutta la valle. Una sensazione di piacere incredibile, ma che è destinata a durare molto poco. Perché il Colletto (posto a poco più di 1.450 metri di altitudine e quasi 11 chilometri di distanza dalla partenza) segna la fine di un viaggio e l’inizio di un’avventura. Da qui, dopo una panchina e un grosso cartello posti al margine sinistro del tracciato, la strada diventa improvvisamente sterrata. Gravel puro per gli amanti di questa concezione moderna del ciclismo. Polvere e sassi (alcuni dei quali belli appuntiti), trasformano la pedalata in una danza. Si balla lungo alcuni dei tornanti più panoramici ed emozionanti di tutte le Alpi. Se ne contano ben 30 in soli 3 km e forse è questo aspetto che conferisce gran parte dalla magia di cui questo tracciato è completamente permeato. Il problema è che comincerete ad assaporare tutto questo solamente una volta arrivati in cima al passo in un punto dal quale potrete quasi contare ogni tornante. Se ne avrete la pazienza, potrete sedervi qualche minuto su un muretto e riassaporare una per una tutte le curve che avete appena percorso, avendo sullo sfondo le vette del Rocciamelone.

Sulla cima c’è solo un monumento che ricorda il passaggio di Danilo Di Luca nel Giro d’Italia 2005, niente ristori e bar. Solo una fontanella. Mentre a metà dello sterrato, prima che i tornanti si facciano proibitivi, si incontrano diversi pascoli e in qualche caso è possibile fermarsi per una buona merenda a base di formaggio.

La discesa è tutto un programma. Tornare da dove si è venuti sarebbe troppo facile. Dal passo si apre lo sguardo sulla Val Chisone che offre due possibilità (anzi tre): tornare a Susa passando dal Colle del Sestriere oppure scendere a Pinerolo e poi risalire la Valsusa fino al punto di partenza.

Il giro più classico è quello che conduce ai 2.000 metri di Sestriere su strada interamente asfaltata. Circa 30 chilometri che cominciano con una discesa mozzafiato sino al Pian dell’Alpe e quindi a Balboutet per poi attraversare Pragelato e risalire verso Sestriere. Nella prima parte è possibile approfittare della cucina locale dei rifugi, oppure di una sosta al pittoresco Lago delle Rane e alla sua locanda che accoglie con il brasato, la polenta e le paste fatte in casa.

Dicevamo tre possibilità, perché per i più arditi (e gli amanti del gravel a tutti i costi), esiste anche la Strada dell’Assietta. Si tratta di un ampio sentiero sterrato che si sviluppa costantemente al di sopra dei 2000 metri affacciandosi sulle Valli Chisone e di Susa. Una deviazione della lunghezza di 36 chilometri, adatta a chi ha cuore e gambe da vendere, che che ripaga con il suo panorama lungamente a cavallo delle due valli e su aree protette di inestimabile valore come l’Orsiera-Rocciavré. In alternativa alla discesa su Sestriere è possibile continuare tutto su sterrato scendendo fino a Sauze d’Oulx.

La strada dell’Assietta la si può imboccare appena sotto il Colle delle Finestre (Dal Pian dell’Alpe di Usseaux), oppure più in basso, dal Pian dell’Alpe.

Da alcuni anni, nei mesi di luglio e agosto il transito motorizzato è vietato sul tratto più alto della via al Colle il mercoledì ed il sabato dalle ore 9 alle 17.

Sestriere nel mito di Coppi

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Anello del Sestriere - L'itinerario su Komoot Anello del Sestriere

Anello del Sestriere

Tempo 1h 44min

Lunghezza percorso 24,8 km

Velocità media 14,3 km/h

Salita totale 730 m

Discesa totale 730 m

L'itinerario su Komoot Anello del Sestriere

Sestriere non ha bisogno di presentazioni. Blasonato, rinomato in tutto il mondo, con i suoi palazzi e le sue architetture che decisamente si distaccano dalla comune idea dei borghi di alta montagna, è celebre in tutto il mondo tra gli sportivi. Non soltanto perché è il paradiso degli sport invernali e d’estate è il rifugio di tanti atleti che si allenano e vivono in altura, ma anche perché a Sestriere sono legate alcune delle storie del ciclismo epico. Alle incredibili imprese di Fausto Coppi che proprio su queste strade conquisto il nomignolo di Angelo delle Alpi. Qui, nel 1949 costruì il suo mito vincendo una tappa indimenticabile dopo 190 chilometri di fuga. Fu qui che conquistò la Maglia Rosa, prima detenuta da Alfredo Leoni, e che lo portò fino alla vittoria finale. Fu qui che costruì una doppietta storica: il primo uomo a vincere Giro e Tour lo tesso anno. Tornò a vincere in modo memorabile al Sestriere anche nel 1952, ma quella volta fu in una tappa del Tour de France. E oggi le sue gesta sono ricordate con un monumento inaugurato nel 2020 che sorge proprio lungo la strada principale del Sestriere.

Per i ciclisti più ambiziosi il Sestriere è un luogo dal quale costruire programmi di training intensivo, vivendo anche per lunghi periodi sulla soglia dei 2.000 metri per beneficiare dell’allenamento in altura. Per tuti gli altri il Sestriere è un punto fermo.

Qui, nel 1949 Coppi costruì il suo mito vincendo una tappa indimenticabile dopo 190 chilometri di fuga.

Per noi che abbiamo usato come base il borgo di Cesana Torinese, il Sestriere è stato teatro anche di un “giro più rilassante” che permette di godere a pieno di queste valle dei panorami che si scorgono dall’alto. Il cosiddetto “Giro del Sestriere” parte facile da Cesana. Un buon caffè al bar dalla Sisa (la maestra di sci e avventurosa ciclista Elisa Vottero), le borracce riempite alla fontana che sorge proprio accanto alla rotonda che dal paese immette sulla strada verso il Sestriere, e poi via, si comincia pedalare con pendenze che vanno dal 6% all’8%. Una strada mai proibitiva che consente di ammirare il bel panorama sulla Valle Argentera.

Dopo il pittoresco borgo di Champlas du Col, Sestriere si comincia a scorgere in lontananza, ma è qui che la strada si fa più dura con strappi fino al 13% di pendenza. Una volta giunti ai 2035 metri del Sestriere, l’anello conduce fino a Sauze di Cesena e poi giù verso una valle stretta che attraversa i borghi di Rollieres e di Bousson pedalando lungo la Ripa fino a tornare a Cesana Torinese.

Il Colle della Scala

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Anello Colle della Scala - L'itinerario su Komoot Anello Colle della Scala

Anello Colle della Scala

Tempo 4h 58min

Lunghezza percorso 68,3 km

Velocità media 13,8 km/h

Salita totale 1.420 m

Discesa totale 1.420 m

L'itinerario su Komoot Anello Colle della Scala

Cesana Torinese è anche il punto di partenza per il percorso ad anello del Colle della Scala (che per i francesi è Col de l’Échelle), meno conosciuto e celebrato, ma di grande fascino e varietà, sia su terreno italiano che nel tratto francese. Un anello da 69,4 chilometri e 1.300 metri di dislivello, sospeso tra Italia e Francia. La nostra solita discesa fino a Oulx ci conduce facilmente a imboccare una bella e piana strada forestale che lungo la Dora ci conduce rapidamente fino a Bardonecchia, località di sport invernali celebre per aver ospitato il villaggio olimpico e per il Forte Bramafam, la più importante fortificazione delle Alpi Cozie di fine Ottocento. Siamo a 1.260 metri e da qui la strada sale dolcemente, ma senza sosta fino a raggiungere il confine di Stato.

Si attraversano i borghi di Les Arnauds e Melezet, ma è l’arrivo al campeggio Pian del Colle che segna il cambio di passo. Poche centinaia di metri dopo si è in Francia e qui la strada comincia salire in un susseguirsi tortuoso di tornanti e gallerie che sembrano chiudere sempre di più il panorama. Qui si incontra il tratto più duro del percorso con strappi con pendenza massima del 18% fino a quando, dopo circa 8 chilometri di salita, lo scenario si apre improvvisamente dinanzi a uno dei luoghi più belli dell’intero anello. Al Mauvais Pas (che segnava l’antico confine) si pedala lungo un bellissimo rettilineo circondato da pinete e prati di alta montagna di un verde brillante. Al Colle della Scala (e ai suoi 1.762 metri di altitudine) mancano ancora una paio di chilometri che sono una vera goduria da pedalare.

Un anello da 69,4 chilometri e 1.300 metri di dislivello, sospeso tra Italia e Francia.

Il Colle rappresenta solamente la prima tappa di un anello impegnativo con i suoi 1.300 metri di dislivello. Scendendo lungo le strade francesi si può fare tappa a Nevache, villaggio ispirato alla natura e al relax, ma poi si torna a pedalare in leggera discesa fino a la Vachette (1.300 metri di altitudine), dove si torna ballare i salita, lungo la Statale del Monginevro. 10 chilometri di salita che non hanno nulla in comune con la prima scalata al Colle: qui la strada è tortuosa ma larga, condizionata dalla presenza di molte auto e camion. Lo scollinamento al Colle del Monginevro (1.850 metri), con le sue caratteristiche case di montagna, il passaggio a Claviere, con il campo da golf in altura, segnano il ritorno in Italia.

Forse, sulla via di ritorno di un giro così impegnativo, non si avrà molta voglia di fare sosta, ma almeno uno sguardo sul ponte tibetano di Claviere bisogna gettarlo. Con i suoi 544 metri di lunghezza si tratta di uno dei punti sospesi più ampi al mondo, Lo si incontra appena fuori del paese, sulla sinistra dove la valle si chiude nelle Gorge di San Gervasio, delle gole che sono state collegate attraverso diversi tratti di ponte pedonale.

Da qui la strada è una lunga e ampia discesa fino agli abitati di Cesana Torinese. Da Susa a Oulx, Bardonecchia, Sestriere o Cesana Torinese. Ogni borgo è il perfetto punto di partenza per una vacanza in bicicletta. Non c’è che l’imbarazzo della scelta. La Val Di Susa offre un numero sempre maggiore di operatori turistici specializzati per accogliere nel modo migliore i ciclisti e offrire loro assistenza e consigli per vivere al massimo la propria vacanza sportiva. Uno dei primi è stato il Residence Cascina Genzianella di Oulx, che può contare sull’esperienza dell’olimpionico di Mountain Bike Andrea Tiberi e che nel seminterrato del residence ha realizzato uno splendido negozio di biciclette con officina.

Da qualche tempo è nata anche Valsusa Bike Experience, che punta a promuovere gli hotel e le dimore specializzate nell’offerta di soggiorno dedicata ai ciclisti. Dalla presenza di un’officina all’interno della struttura, a un deposito sicuro, guide consigli e pasti adeguati a chi vuole vivere un periodo di sport senza pensieri.

Info Point

Il servizio completo è pubblicato sul numero 61 di Cyclist magazine di Marzo 2022

COME ARRIVARE

In auto. Da Torino o dal Frejus: prendere l’uscita Oulx Circonvallazione dalla A32 Torino-Bardonecchia, poi proseguire in direzione Sestriere-Monginevro sulla SS24 fino a Cesana Torinese.

In treno. Stazione ferroviaria “Oulx Cesana Claviere Sestriere”, connessa a Cesana tramite bus.

DOVE ALLOGGIARE

Abbiamo soggiornato all’agriturismo Barba Gust di Sansicario, una struttura tradizionale di grandissima bellezza e tradizione. L’agriturismo citato anche nel libro “La manutenzione dei sensi” di Franco Faggiani) ha una fattoria che si occupa della produzione di carni, formaggi e fragole. Prodotti tipici che vengono trasformati in gustosi piatti tipici serviti nel ristorante della casa.

Valsusa Bike Experience è una rete di dimore specializzate nell’offerta di soggiorno dedicata ai ciclisti che possono contare su tutti i servizi pensati su misura per gli sportivi.

COSA MANGIARE

Tra i prodotti tipici che non mancano sulle tavole di diversi borghi della Valle di Susa ci sono le Calhettes o Cahiettes, grossi gnocchi di patate grattugiate a crudo, cipolle, formaggio. Le Ghinefle sono gnocchi più piccoli impastati con patate, pane raffermo, uova, latte, toma. Le Gòffre sono cialde ottenute dall’impasto di farina, acqua, lievito, cotte su piastre decorate a nido d’ape e unte con lardo. Non possono mancare salumi e tome di montagna.

DA SAPERE

La Valle Di Susa dispone di un team di accompagnatori cicloturistici, formati e certificati da Regione Piemonte. La loro professionalità e la conoscenza del territori trasformano ogni uscita in una esperienza unica.

CONTATTI

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Informazioni, guide e consigli

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Susa: Corso Inghilterra, 39

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