di Sam Challis - 08 aprile 2019

Sveti Jure, splendido mostro

Il monte Sveti Jure, in Croazia, si traduce con “San Giorgio”: Cyclist si prepara a battersi con un mostro leggendario...

1 di 2
Foto Ben Read

La Croazia è una terra ricca di contrasti. Le città hanno la vivacità della Turchia, ma la gente ha l’atteggiamento rilassato degli italiani. Le moderne infrastrutture ricordano l’Europa occidentale, ma la gastronomia e la cultura strizzano l’occhio al Medio Oriente. Guardate da una parte e potreste trovarvi sulle spiagge della Riviera francese, guardate dall’altra e vi sembrerà di essere finiti sui Pirenei.
Secondo il mio compagno di pedalata di oggi, un signore che di nome fa Ivo Piljic e che con la sua More Hvar organizza tour cicloturistici su misura, anche i ciclisti croati sono una contraddizione in termini.
“Abbiamo l’aspetto di buttafuori ma scaliamo come colombiani”, mi dice con una strizzata d’occhio mentre davanti alla prima colazione ripassiamo il percorso di oggi.

Da Imotski, dove ora ci troviamo, ci attende una pedalata di 135 km con 3.400 metri e passa di dislivello, oltre un terzo dei quali ci sarà gentilmente offerto dalla salita di Sveti Jure che inizia a circa 80 km dalla partenza.
Sulla carta geografica la montagna fa sembrare piccolissimo tutto il resto. Nella realtà la cima sta al paesaggio circostante come il Mont Ventoux sta alla Provenza. Le somiglianze tra i due monti non finiscono qui: come il Ventoux, anche Sveti Jure sfoggia una struttura bianca e rossa sulla vetta. Può essere un’antenna radio anziché una stazione meteorologica, ma osservare dal livello del mare le sue strisce incredibilmente distanti fanno altrettanta impressione.
La montagna e il parco naturale di Biokovo che la circonda fanno parte delle Alpi Dinariche. Grazie a un’attività geologica particolarmente movimentata che ebbe luogo tra i 50 e i 100 milioni di anni fa, i crinali di roccia calcarea si disposero in increspature parallele che oggi ricordano collane impilate l’una sull’altra. Seconda cima più alta della Croazia, Sveti Jure è un gioiello importante della prima “collana” delle Alpi Dinariche.

La storia della Croazia è movimentata quanto il suo passato geologico. Queste terre sono state calpestate dagli eserciti ottomani, sono passate sotto il dominio austroungarico, sono state incorporate nella Jugoslavia dopo la Prima guerra mondiale e hanno riconquistato l’indipendenza agli inizi degli anni Novanta.
Il nostro giro inizia dalle parti del confine con la Bosnia ed Erzegovina, tanto che il mio operatore telefonico mi manda un sms di benvenuto e mi comunica le tariffe del roaming. Di solito i nostri giri iniziano e finiscono nello steso posto, ma Ivo vuole mostrarmi gli scorci migliori della sua regione natale e così ha organizzato un percorso point-to-point.
Le prime bellezze paesaggistiche della lista sono i siti geologici più celebri di Imotski, il Lago Rosso (Crveno Jezero) e il Lago Blu (Plavo Jezero). Continua...
L'articolo completo è stato pubblicato su Cyclist - Marzo 2019
© RIPRODUZIONE RISERVATA