Macchine del tempo

Cyclist fa tappa tra le dolci colline e le strade bianche della Toscana con tre bici che riportano all’epoca d’oro dei telai in acciaio

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Immagini Geoff Waugh

Il legame tra ciclismo e socio-economia è qualcosa di ineguagliabile in altri
sport. A metà del 1800 le biciclette erano essenzialmente giocattoli per ricchi,
 ma entrati nel secolo successivo sono diventate strumenti di lavoro per i poveri.
Il ciclismo era simbolo della classe lavoratrice
e i pionieri delle due ruote che guardiamo come leggende dello sport erano contadini, custodi
o spazzacamini. I ciclisti prendevano parte al Tour de France non per conquistare riconoscimenti quanto per guadagnare denaro, ogni tappa portata a termine faceva incassare di più di una paga media settimanale. Le bici erano veri e propri cancelli di ferro, le strade niente di più che carrettiere.

Oggi siamo distanti dalla realtà di allora, 
con il nostro asfalto ben levigato e i telai ad
alta tecnologia in fibra di carbonio. Dando una sbirciata ai cataloghi dei principali produttori, specialmente quelli italiani, potremo trovare ancora delle reminiscenze di quelle che erano le antenate delle bici odierne. Così, sebbene Cyclist sia solitamente a favore di macchine progettate per fendere l’aria e che pesano meno di un cane di piccola taglia, abbiamo deciso che fosse ora
 di onorare le origini del nostro sport testando 
tre modelli della categoria moderne vintage
 su alcune strade dal fascino dei tempi perduti.
Abbiamo discusso parecchio sul significato di “moderne vintage” e siamo arrivati a una conclusione. Il termine “moderno” significa che ogni bici oggetto del test esce da un ciclo produttivo definito di massa, né rimanenze di magazzino, né customizzate o realizzate con materiali ormai in disuso. Per “vintage” invece facciamo riferimento alla realizzazione con tubi a sezione tonda, rigorosamente in acciaio, orizzontali privi di sloping e forcelle in acciaio, come le bici di alcuni decenni fa. I componenti per causa di forza maggiore sono moderni, non troveremo cambi posteriori comandati tramite bacchetta come si usavano un tempo, ma bici che richiamano quelle che erano soliti utilizzare Coppi, Bobet, Anquetil e Merckx.
Una cosa non è assolutamente in discussione,
 e cioè dove eseguire il nostro test: le strade della Toscana, teatro de L’Eroica e della corsa professionistica Strade Bianche, che si snodano proprio attraverso colline e strade sterrate in cui riecheggia il ciclismo epico.
A guidarmi in questa avventura è Chris, titolare de La Corsa, un’agenzia specializzata in viaggi in bici. Il suo marcato accento scozzese non è quello che vi aspettereste di trovare qui, ma dopo aver sposato una fiorentina è passato da una carriera di giocatore di squash a quella di guida turistica, e ora conosce la zona come nessun altro inglese che parla italiano.
I miei compagni di avventura oggi sono Simon e Nick, avremo bici della stessa taglia 
e dovremo decidere quale ha il potenziale per esprimere al massimo le nostre potenzialità. Una volta aperte le borse a Borgo Sicelle, presso una villa degna di una cartolina illustrata scelta come base logistica, iniziamo a girare attorno alle biciclette senza mostrare alcun dubbio o esitazione. Continua...


L'articolo completo è stato pubblicato su Cyclist Dic. 2017-Gen. 2018
MODELLO Condor Classico Stainless

TELAIO E FORCELLA Columbus SLX e XCr
in acciaio

GRUPPO Shimano Ultegra 6800

RAPPORTI guarnitura 52/36t; pignoni 11-28t

RUOTE cerchi Ambrosio Excellence mozzi Shimano Ultegra 6800
PNEUMATICI Continental GP4000 II 23 mm

DOTAZIONE manubrio Fi’zi:k Cyrano R3, attacco R1,
reggisella R3, sella Fi’zi:k Aliante VS

PESO 9 kg (56 cm)

PREZZO £1.800 (kit telaio), circa £4.500 come nel test

L’OPINIONE DI NICK
Amo questa bicicletta. Se questa è come dovrebbe essere una bici in acciaio, allora mi ritengo un convertito. Ho passato tutto il giorno cercando di trovare difetti alla Classico, di scovare anche i minimi difetti sui tubi Columbus, ma invano. Quando l’ho presa
 per la prima volta l’ho sentita pesante, ma quella apparente pesantezza non è stata percepita in salita. Uno sprinter potrebbe mettere alla frusta il telaio e sentirlo flettere, ma se teniamo conto della sezione sottile dei tubi ciò non dovrebbe costituire di certo una sorpresa, e la bicicletta a mio modesto parere è risultata rigida abbastanza per me.
Se devo trovare un neo dico che avrei preferito avere un montaggio di alto livello. Condor la vende come telaio di conseguenza tutto è possibile, ma il colore attira l’attenzione e i componenti dovrebbero fare altrettanto.
Sarebbe fantastico abbinare il telaio a una trasmissione Campagnolo Super Record e cerchi Mavic New Open Pro con raggi in acciaio abbinati a mozzi con finitura polished. Se prendiamo in considerazione solo il telaio e la forcella, posso affermare come la Classico sia una realizzazione eccellente.
MODELLO Bianchi L’Eroica

TELAIO E FORCELLA Columbus Zona;
realizzazione in acciaio Nivacrom

GRUPPO Campagnolo Silver Vintage 10V, guarnitura Bianchi
in alluminio, leve dei freni Dia-Compe e pinze 610,
manopole di cambio Dia-Compe W-Shift

RAPPORTI guarnitura 48/36t; pignoni 13-29t

RUOTE cerchi Ambrosio Excellence mozzi Bianchi wide flange
PNEUMATICI Vittoria Zaffiro Pro 23 mm

DOTAZIONE manubrio Bianchi Classic, attacco e reggisella Bianchi in alluminio, sella Brooks Team Pro Classic

PESO 9,39 kg (55 cm)

PREZZO 2.850 euro


L’OPINIONE DI JAMES
La frenata è più una promessa che una solida realtà, la cambiata è come raccogliere una moneta con i gomiti e la sella ha lo stesso peso di una costata 
di manzo. E qui viene il punto saliente di questa bici. È stata progettata per rientrare dentro i regolamenti de L’Eroica, di conseguenza la Bianchi ha necessariamente corretto la dotazione con manettini fissati al tubo obliquo, freni center pull e nastro manubrio in tessuto. Una volta accettato tutto ciò,
 io e L’Eroica siamo diventati tutt’uno. Qualsiasi cosa era alla stregua di una sfida, ma tutto viene mescolato con una meravigliosa sensazione viscerale
 di totale coinvolgimento.
Detto ciò, ci sono due cose di cui non mi capacito. Come mai Bianchi non ha progettato la bicicletta per coperture da 25 mm o 28 mm visto che la bicicletta è stata esplicitamente disegnata per il duro percorso de L’Eroica? E deve essere necessariamente una replica? Per il prezzo richiesto puoi comprare altre Bianchi di seconda mano tenute in eccellente stato,
ed è da qui che partirei se fossi tentato di procedere all’acquisto.
MODELLO De Rosa Nuovo Classico

TELAIO E FORCELLA Dedacciai 01; in acciaio

GRUPPO Campagnolo Super Record 2017

RAPPORTI guarnitura 52/36t; pignoni 11-25t

RUOTE Fulcrum Racing Zero Nite

PNEUMATICI Continental Grand Sport Race 25 mm
DOTAZIONE manubrio Deda Speciale 26, attacco Deda Murex, regisella Deda RS01, sella Prologo Scratch 2 T2.0

PESO 8,61 kg (56 cm)

PREZZO 4.400 euro (con pneumatici Vittoria Corsa
e sella Selle Italia SLR carbon)


L’OPINIONE DI SIMON
So bene che non tutto passa per l’estetica, ma se avrete occasione di avere a che fare con De Rosa, la Nuovo è pura dinamite in questo rosso fuoco. Potrei passare l’intera giornata a discorrere sulla bellezza dei dettagli relativi alla forcella e alla scatola movimento, i forcellini e i foderi del carro lucidati a specchio e la sua linea austera, e qui ci sarebbe tanto ancora da dire. Ho avuto occasione di provare biciclette di ogni materiale, incluso l’acciaio,
 ma questa realizzazione spicca per il perfetto bilanciamento tra dolcezza
 e reattività.
La forcella in acciaio aggiunge 400 g a un corrispettivo in carbonio, ma dove la De Rosa ripaga è una spiccata aggressività in discesa, parzialmente inficiata dal peso extra, ma anche dalla tenuta di strada che la forcella garantisce, o rendo la possibilità di percepirne il lavoro assorbendo le asperità e le imperfezioni del fondo. Flette un po’ troppo in curva in
una maniera che ho percepito solo a bordo di una mountain bike.
Cosa cambierei? Giusto un paio di scelte puramente estetiche, in verità: toglierei gli sticker delle ruote Fulcrum in cambio di una finitura polish, non opaca. E forse una forcella lucidata a specchio come quella in dotazione alla Condor.
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