Eroica 2021: se qualcosa poteva andare bene… è andata benissimo!

È cosi, citando “all’inverso” una delle leggi di Murphy, che l’ideatore de “L’Eroica”, Giancarlo Brocci, vuole enfatizzare l’edizione 2021 della manifestazione ciclistica che ha fatto conoscere (e amare) al mondo le Strade Bianche.

1/10

L'Eroica 2021 (a cura di Guido Rubino).

Di strade bianche stupende in Italia ce ne sono molte, ma Le Strade Bianche, con le maiuscole, sono diverse, perché quelle de L’Eroica, sono proprio quelle che Brocci 25 anni fa ha avuto la sensibilità di voler proteggere come figlie, salvandole da una lenta “estinzione”. E quale miglior modo se non quello di farle conoscere al mondo pedalandoci sopra, come quasi un secolo fa… ed arrivare ad oggi dove, per uno strano gioco del destino pandemico, l’Eroica riparte nello stesso week end della corsa di eroi per definizione: la Parigi-Roubaix.

Se per molti partecipante all’Eroica 2021 era una vera ripartenza, per la grande famiglia dell’Eroica lo era solo in parte: “Non abbiamo mai perso il contatto con la nostra gente, con i nostri appassionati – spiega Brocci -, anche la macchina organizzativa si era mossa in manifestazioni più piccole durante le restrizioni Covid (come L'Eroica di Montalcino, nda), ma sentivamo la loro l’attesa per quest’anno, che era anche la nostra, e non vedevamo l’ora di mettere 'in scena' questa edizione”.

Tra sabato e domenica sono sfilati quasi 7.500 ciclisti, suddivisi nei 5 percorsi, circa 3.000 stranieri e 1.024 donne. Proprio il fatto di aver suddiviso su due giorni le partenze è di per se una grande novità di quest’anno: “Effettivamente questa è stata una ‘prima volta’ anche per noi. È stato un grande stress, perché tutta la macchia organizzativa ha fatto il 'bis’ la domenica dopo le fatiche del sabato... ma tutto è andato davvero bene”.

Una edizione speciale anche per il passaggio da Siena… finalmente diremmo.

“Tocchi un tasto a me molto caro, io sono di Gaiole ma ho vissuto 8 anni in piazza del Campo, e Siena è la città dove è studiato. Dopo anni di tentativi inascoltati, finalmente si è aperto un dialogo con il Comune, ed è stato possibile far transitare al sabato i percorsi lunghi e porre anche il ristoro del percorso della domenica proprio in Piazza del Campo. È stato davvero emozionante”.

Entrare in Siena era una cosa che mancava all’Eroica fin dal principio?

“No perché ho concepito l’eroica inizialmente come una sorta di randonee. La gestione doveva essere semplice da un punto di vista del percorso, e l’ingresso nei centri abitati all’inizio cercavamo di evitarlo proprio per questo. Nelle prime edizioni non entravamo nemmeno in Montalcino, ne a Radda o Murlo. Poi piano piano, crescendo, è diventato naturale”.

Anche perché l’Eroica significa molto per tutto il territorio.

“Abbiamo calcolato un’affluenza di circa 16.000 persone quest’anno, compresi accompagnatori, curiosi ed aggregati. L’Eroica non solo ha saputo preservare le strade bianche, ma ha anche creato in queste terre un indotto che dura tutto l’anno: pensa che negli ultimi anni sono nati tra Montalcino e Gaiole sette negozi di biciclette. Ovvio che una manifestazione così entra nel tessuto del territorio, ed è giusto che entrassimo anche a Siena, che finalmente ci ha accolto”.

Il ventiquattresimo atto dell’Eroica ha messo in scena circa 3.000 eroici il sabato nei percorsi da 206 e 135 chilometri, mentre oltre 4.400 domenica, in una scenografica dal colore comune della festosità. Il tutto reso possibile dall’incalcolabile numero dei collaboratori, volontari e semplici aiutanti che oggi stanno smontando transenne, striscioni e parate, tipiche di un'altra epoca. L’epoca che a Gaiole ogni anno torna a far polvere bianca con le ruote dell’Eroica.

E siccome in quel weekend, se qualcosa doveva andare bene, è andata benissimo. E a Roubaix ha pure vinto Colbrelli. Eroicamente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA