di Pete Muir - 04 ottobre 2019

Feather Cycles Racing, pedigree da competizione

Ricky Feather si è guadagnato una solida reputazione realizzando alcuni dei telai in acciaio più belli e pluripremiati. Modelli da gara, non solo da esibire

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Immagini Danny Bird

Ricky Feather appoggia la bici contro il muro e afferma: “In verità, questa è nata per caso. Sono rientrato a casa e durante le pause su un progetto per un cliente mi misi a lavorare anche a un modello per me. Al termine della notte completai a computer quello per il cliente, ma lasciai il mio ancora da ultimare e su quest’ultimo mi misi a lavorare il giorno seguente senza rendermene conto. Il telaio era pressoché identico a quello che avevo disegnato per me. I tubi erano i medesimi, ma solo dopo averli trafilati mi resi conto che il telaio non era grande abbastanza per un ragazzo di 194 cm. Stavo diventando matto per capire cosa fosse andato storto, finché notai il mio nome in cima al progetto e realizzai che quella non era la sua bici”.

Così la bici del cliente divenne presto quella di Feather: “Era un bravo ragazzo, trovò quell’errore divertente”- e l’ultima aggiunta alla sua squadra corse, Feather Cycles Racing.

Da circa 4 anni abbiamo un nostro team”, racconta Feather. “Tutto è nato dalla collaborazione tra me e James Fairbank di Rapha. All’epoca lui viveva a York e nessuno di noi due desiderava aggregarsi a un normale club ciclistico, e correre con un gruppo di ragazzi che non conoscevamo, di conseguenza decidemmo di formarne uno nostro”. Durante questo periodo i due riuscirono a procurarsi tutto ciò di cui avevano bisogno. Fairbank provvide all’abbigliamento, Feather si occupò di realizzare le bici coi tubi dei telai forniti dall’azienda italiana Columbus. “A eccezione di ciò”, dice Feather con leggero imbarazzo. “A causa di un errato scambio con quelli della bici di un cliente, i foderi non sono quelli giusti”.

Nel 2012 Ricky Feather era ancora agli inizi fra i produttori di telai, pur avendo lavorato come saldatore presso altre aziende. Ma si stava già guadagnando stima e riconoscimenti per la qualità delle sue realizzazioni, come al Bespoked Handmade Bicycle Show.

Con congiunzioni finemente lavorate, saldature vicine allo stato dell’arte e tocchi sopraffini su ogni progetto, i suoi telai spiccavano al salone collezionando premi a testimonianza della qualità di quei progetti. Ma non bisogna dimenticare che le sue bici da competizione enfatizzano più il lato prestazionale rispetto a quello prettamente estetico.

Sono tutte realizzate su misura”, spiega Feather. “Voglio che ogni bici abbia il pedigree da competizione, rigida nei punti giusti, ma anche confortevole. Uno dei nostri ragazzi partecipa a corse come la Cent Cols Challenge e ad altre prove che si snodano nelle Alpi o sulle Dolomiti. È uno che si cimenta in eventi sulla lunghissima distanza, quindi il mezzo è progettato per affrontare 250 km al giorno per 10 giorni consecutivi”.

Per raggiungere il perfetto equilibrio fra rigidità ed elasticità, Feather seleziona i tubi con estrema cura. “Per il verticale utilizzo tubi Columbus Spirit HSS, per l’orizzontale un normale Spirit, per il piantone un Columbus Zona adattato per reggisella da 31,6 mm; per il carro mi divido tra Columbus Life per i foderi obliqui e Spirit per quelli orizzontali. Quindi è davvero un mix”.

Feather va particolarmente fiero dei forcellini di sua progettazione. “Li ho sempre voluti fare , ma tovare qualcuno che li realizzasse in piccole quantità

era estremamente difficile, a maggior ragione se si parlava di realizzazioni CNC. Se vuoi 10 set di forcellini ogni 3 mesi, nessuno è interessato a farli. Fortunatamente ho trovato un ragazzo nello Yorkshire che è un ciclista, ed è stato coinvolto nella realizzazione. Ho capito che allargare i foderi orizzontali rende la bici più rigida, volevo dei forcellini aperti ma allo stesso tempo qualcosa che non fosse piccolo e scontato. Volevo qualcosa di unico per la mia bicicletta e che si facesse notare se non ne hai mai visto uno”. Continua...

L'articolo completo è stato pubblicato su Cyclist - Agosto/Settembre 2018

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