Gino Bartali, un santo in bicicletta: la vita, la fede, le imprese

Il racconto di uno degli aspetti più intimi e profondi di Gino Bartali, la sua religiosità e il suo spirito altruista, ad opera di Angelo De Lorenzi.

"Gino Bartali, un santo in bicicletta” (208 pagine), è edito da Mipet Docete al prezzo di 12 euro.

Nonostante il suo essere schivo e una vita vissuta in modo discreto, del grande Bartali si è detto davvero di tutto, soprattutto dopo la sua scomparsa.

Nell’anno del centenario della nascita di Fausto Coppi, lo scrittore e giornalista milanese Angelo De Lorenzi è voluto tornare a raccontare uno degli aspetti più intimi e profondi di Gino Bartali, la sua religiosità e il suo spirito altruista, che sempre di più stanno riscrivendo la storia di questo grande personaggio sportivo del ‘900.

In un racconto inedito e appassionante, De Lorenzi ha spostato i riflettori sull’uomo più che sul campione Gino Bartali. Dunque lo ha raccontato non soltanto nell’agone delle gare che ha dominato, ma anche nella vita di tutti i giorni, dove è stato fervente credente ed esempio per la comunità in cui viveva, lontano da tutto e da tutti. Oggi, sono diventate celebri e sono costantemente celebrate le sue corse in bicicletta nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, quando spesso durante i suoi allenamenti si adoperava per trasportare, nascosti nella bicicletta, documenti utili a salvare gli ebrei dalla prigionia.

“Confesso che per passione e formazione mi sono sempre definito un Coppiano, ossia un tifoso di Coppi, ma forse proprio per questo è stato molto importante per me studiare e scoprire la storia di Bartali, anche per cercare di comprendere e di sfatare quel dualismo che c’è sempre stato tra i due campioni”.

Il punto di partenza per lui è stato un carteggio di 140 lettere inedite che Bartali scriveva alla sua fidanza e poi moglie. “Alcune di queste lettere, negli anni scorsi sono state rese pubbliche su alcun giornali”, spiega De Lorenzi. “Ciò che mi ha attratto è che si trattava di un racconto senza filtri di un uomo che parlava di se stesso nel modo più intimo e limpido. Parlava di amore e della sua fede”.

Bartali racconta la sua visita a Lourdes, alla Cattedrale di Pompei, altre invece mettono a fuoco alcuni aspetti peculiari del personaggio che non erano mai emersi nello storytelling più noto.

Grazie a un sapiente mix narrativo tra racconti storici e dialoghi inventati, ma ispirati alle sue lettere, il libro racconta sia un Bartali a 360 gradi attraverso una ricerca storica delle sue imprese più importanti, sia un Bartali uomo. “In una Italia divisa in due tra il più disinvolto Coppi e Gino il Pio, più tradizionalista e aggrappato alla fede, ho creduto importante far emergere il volto di un Bartali santo che attraverso i suoi gesti, nel corso di tutta la sua vita, ha messo sempre al centro la fede. Bartali era molto devoto a Santa Teresina di Lisieux, patrona dei missionari”.

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