Giro d'Italia: Bernal sulle Dolomiti (quasi) come Pantani

Strapotere del colombiano che, nella sedicesima tappa del Giro d'Italia accorciata per maltempo, sulla salita del Passo Giau pedala senza rivali. Resistono solo Caruso e Bardet.

Gli highlight della sedicesima tappa del Giro d'Italia 2021.

Un uomo solo al comando. Egan Bernal mette un altro tassello sul Trofeo Senza Fine, ma lo fa come solo i grandi campioni sono in grado di fare: vincendo contro tutto e contro tutti. Vederlo pedalare verso il Passo Giau con la stessa facilità con cui Marco Pantani scalava ogni salita è stato esaltante.

Anche se le cose sono andate diversamente da come si era immaginato. Poco prima del via la sedicesima tappa del Giro d'Italia da Sacile a Cortina d'Ampezzo di 212 km è stata accorciata a soli 153 a causa del maltempo, con il taglio della parte più dura e più avvincente di giornata, col passaggio al Passo Fedaia prima e al Passo Pordoi (ex cima Coppi) poi, prima del finale sul Giau. Uno spettacolo a cui tutti avrebbero voluto assistere (anche perché per buona parte della gara le immagini di RaiSport hanno faticato ad arrivare per via delle condizioni avverse).

Ma è stata la prima salita, quella de La Crosetta, a creare subito la prima fuga di 24 corridori che, nella successiva discesa, si sono ridotti a sei: Vincenzo Nibali, Amanuel Ghebreigzabhier, Gorka Izagirre, Davide Formolo, Joao Almeida e Antonio Pedrero.

A una ventina di chilometri dall'arrivo e a cinque dalla cima, però, Egan Bernal ha deciso di chiudere i giochi e, in solitaria, è partito alla rincorsa della testa della gara. Ad uno a uno ha saltato tutti i fuggitivi come fossero birilli, quasi senza sforzo, senza mai alzarsi sui pedali, con un ritmo regolare e potente allo stesso tempo. Solo Damiano Caruso ha provato a resistergli e a fare la differenza, conquistando la seconda piazza in classifica generale.

Per Bernal un trionfo in solitaria sul traguardo di Cortina sembrato fin troppo facile e scontato, ma che ha riassunto tutta la grandezza di questo grande campione. Alle sue spalle Romain Bardet (secondo) che ha superato Damian Caruso (terzo) nel finale.

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Il dominatore di tappa e Giro d'Italia, Egan Bernal (foto Lapresse).

"Non vinci tutti i giorni, e vinci ancora meno in Maglia Rosa - ha dichiarato il vincitore di tappa e Maglia Rosa, Egan Bernal -. Quando ho capito che avevo un po' di tempo per togliermi la mantellina ho pensato che era un dovere farlo: volevo vincere indossando questa maglia speciale. Tappa accorciata o meno, noi eravamo pronti a tutto. Sapevamo che non dovevamo lasciare troppo spazio alla fuga. Forse con il percorso originale sarebbe stato più facile controllare la corsa perché alla fine oggi abbiamo fatto le salite a tutta. Stavo pensando a questa frazione già da un paio di giorni, volevo fare qualcosa di speciale. Per questo ho deciso di attaccare sul Giau e provare a vincere in Maglia Rosa. Ho detto più volte che questa Maglia mi ricorda Marco Pantani. Non ho nessuna foto mia in bici a casa ma ne ho una di Marco. Adesso so di avere un buon vantaggio sul secondo in classifica. Una giornata difficile in una tappa di montagna può capitare a tutti ma, qualora capitasse, dovrei essere in grado di gestirla".

Classifica Generale

1. Egan Bernal (IGD) 66h36'04"

2. Damiano Caruso (TBV) +2'24"

3. Hugh John Carthy (EFN) +3'40''

4. Aleksandr Vlasov (APT) +4'18"

5. Simon Yates (BEX) +4'20"

6. Giulio Ciccone (TFS) +4'31"

7. Romain Bardet (DSM) +5'02"

8. Daniel Martinez (IGD) +7'17"

9. Tobias Foss (TJV) +8'20"

10. Joao Almeida (DQT) +10'01"

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