di Stu Bowers - 25 April 2018

Questione di grip

I pneumatici sono tra i componenti più semplici di una bici, ma possono essere determinanti sulle prestazioni
Questione di grip

C’ è un dibattito su chi abbia veramente inventato il pneumatico da bicicletta. Lo scozzese Robert William Thompson fu il primo a brevettare la sua idea di gomma a più strati nel 1845, ma è stato il suo connazionale John Boyd Dunlop a commercializzare il progetto, 40 anni più tardi.
Indipendentemente da ciò, entrambi devono ringraziare l’americano Charles Goodyear che nel 1844 scoprì come vulcanizzare la gomma, dotando quindi questo fragile materiale della necessaria resistenza per essere utilizzato come pneumatico.
Da allora, la situazione non è cambiata poi di molto: la maggior parte di noi continua a scegliere una camera d’aria in gomma gonfiata posta all’interno di un rivestimento detto carcassa, a sua volta racchiuso da altri strati di gomma vulcanizzata. Molti professionisti si fermano a soluzioni ancora più semplici e preferiscono usare gomme tubolari incollate, in sostanza ciò che Dunlop aveva proposto già 130 anni fa. Ora il mondo del ciclismo ha iniziato a eliminare questa convenzione.
Tradizionalmente, i ciclisti utilizzavano gomme strette gonfiate ad alte pressioni nella convinzione che sarebbero rotolate meglio e più velocemente, oltre a esser più aerodinamiche. A quanto pare, invece, la ricerca ora suggerisce che pneumatici più larghi gonfiati a pressioni inferiori sono più veloci e offrono più grip e controllo.
C’è voluto un po’ di tempo per convincere i più scettici, ma il messaggio finalmente è passato e le gomme da 25 mm stanno sostituendo quelle da 23 mm, come standard. Ora, il passo successivo dell’industria del settore è convincerci a cambiare tipologia di pneumatico.

Il testo completo (immagini TAPESTRY) è sul numero 22 di Cyclist

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