Il bello del pavé

È una superficie stradale completamente inadatta alle biciclette... allora perché amiamo così tanto il pavé?

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Il ciottolato non è come la salita o il vento laterale, in cui i compagni di squadra possono offrire assistenza o protezione. È molto più capriccioso, infido e crudele. Aggiunge fortuna e dramma alle gare di un giorno, motivo per il quale è così venerato in Belgio, in Olanda e nel nord della Francia, nonostante spesso giochi con la reputazione stessa dei più grandi nomi del ciclismo.

Tutti i più grandi ciclisti descrivono inevitabilmente la Parigi-Roubaix come "bella", ma solo dopo essersi fatti la doccia ed essersi cambiati. Ma quando sono ancora in sella le uniche esclamazioni che si sente sono “Dannazione!” (Theo de Rooij, nel 1985, quando solo 35 corridori finirono) e "Mai più!" (il vincitore del 1981 Bernard Hinault).

Il pavé è "l'anima" della Parigi-Roubaix secondo il gruppo di volontari (Les Amis de Paris-Roubaix) che ispeziona e mantiene i 27 settori di pavé tutto l'anno. Secondo il presidente François Doulcier “cavalcare il pavé è come scalare una montagna al Tour. Per vincere una corsa sul pavé, devi essere molto forte. Devi essere un eroe".

La sua passione è condivisa a nord del confine, nelle Fiandre. Leggenda vuole che la salita più dura del Giro delle Fiandre, il Paterberg, sia stata introdotta solo nel 1986 dopo che un agricoltore locale aveva asfaltato la strada con i ciottoli perché voleva che la corsa passasse davanti a casa sua.

E la realtà non è tanto lontana dalla fantasia: un appassionato di ciclismo che lavorava al municipio locale, quando ha sentito che il consiglio aveva intenzione di asfaltare la strada, ha suggerito di usare i ciottoli invece dell'asfalto. “Sarebbe leggermente più costoso, ma esteticamente più bello e forse il Giro delle Fiandre lo userebbe per la corsa", ha detto Philippe Willequet alla rivista belga Sport nel 2012. La sua intuizione si è rivelata corretta, e il pavé del Paterberg è stato successivamente classificato come monumento protetto nel 1993.

Nel Regno Unito, molti chilometri di ciottolato sono stati ricoperti dai singoli Comuni, più preoccupati dalla salute e dalla sicurezza che dalla sua storia e dal patrimonio che rappresenta, ma non è impossibile trovare invitanti tratti di pavé ancora intatti.

A poca distanza dalla città di Dundee, c'è una collina, Strawberry Bank, che darebbe del filo da torcere al famoso Koppenberg nelle Fiandre: un tratto stretto di 300 metri di ciottoli quadrati e lisci che diventa più ripido salendo verso la cima. Ben Ulyatt, che l'ha scoperto mentre cercava un percorso ispirato ai classici, lo descrive "esattamente come un vero settore olandese o belga, e probabilmente il mio segmento Strava preferito di sempre".

Ma anche quando non è in salita, un tratto di pavé può essere altrettanto impegnativo quanto un'ascesa in montagna. Quando l'organizzatore di eventi Francis Longworth stava pensando a una nuova disciplina sportiva qualche anno fa, si è ispirato alle classiche del pavé piuttosto che alle salite.

“Avevamo notato che quasi tutti gli sport interessanti in Gran Bretagna erano incentrati sulla scalata: quante salite, quanto lunghe, quanto ripide e così via – ha spiegato -. Abbiamo pensato che creare una disciplina basato sulle variazioni della superficie stradale piuttosto che sulla pendenza fosse un'idea relativamente poco sviluppata, innovativa e convincente".

Il risultato è stato la creazione di una serie appuntamenti ispirati dal pavé e dalle strade bianche delle classiche di primavera. Il Tour of the Black Country, per esempio, presenta 20 km di strade ciottolate, sentieri agricoli sassosi e strade sterrate, mentre la Cheshire Cobbled Classic comprende cinque salite in ciottolato, tra cui Swiss Hill ad Alderley Edge, utilizzate anche dal Team Ineos in allenamento per il Giro delle Fiandre.

Pedalare sui ciottoli, dice Longworth, produce "una massiccia sovrastimolazione dei sensi" causata dall'accelerazione richiesta per scivolarci sopra nel modo più efficiente possibile. Paragona la sensazione di "pilota e bici continuamente sballottati di qua e di là, al rafting o allo sci", dove le asperità del terreno creano maggiore forze G sul corpo e aumentano le sensazioni di velocità".

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