"In sella all’Arno", come il Danubio e il Reno

Un racconto che unisce esperienze vissute a proiezioni dell’immaginario: luoghi, incontri, misteri e storie seguono l’umore imprevedibile del fiume di dantesca memoria.

Il titolo del libro di Enrico Caracciolo, “In sella all'Arno. Dal verde del Casentino al blu del Tirreno in bicicletta”, ci fa da subito pregustare tranquille pedalate in un angolo meraviglioso d'Italia. Dalle sorgenti nel cuore del Parco delle Foreste Casentinesi alla foce a Marina di Pisa, dopo aver attraversato la Toscana, l’Arno indica una strada di grande bellezza dove si incontrano la civiltà etrusca, Medioevo e Rinascimento, storie di uomini e donne che raccontano il Genius loci di questa terra: da Veloce, il meccanico di San Giovanni Valdarno, a Leonardo da Vinci, dai foderai ai bucaioli fiorentini.

La ciclovia dell’Arno e il Sentiero della Bonifica costituiscono un sistema di viabilità lenta di circa 400 chilometri in gran parte già esistente e operativo che vedrà la luce definitiva entro il 2023, grazie all’intervento della Regione Toscana e degli Enti locali.

L’autore sogna di percorrere tutta la ciclovia con un racconto che unisce esperienze vissute a proiezioni dell’immaginario del cicloviaggiatore. c che “per mezza Toscana spazia... che nasce in Falterona e cento miglia di corso nol sazia”.

Per comprendere ancor meglio lo spirito che aleggia in questo libro di 224 pagine pubblicato da Edicliclo, riportiamo un breve estratto: "L’Arno come il Danubio e il Reno. Nessun motore, nessun rumore. Solo il vento che fischietta tra i raggi, l’acqua che gorgoglia e indica la strada verso la Grande Bellezza. Inizia qui un sogno lungo 400 chilometri”.

L'illustrazione in copertina è di Giulia Neri, costa 16 euro.

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