a cura della Redazione - 30 marzo 2019

Inquinamento, ecco come i ciclisti possono sfuggire agli effetti dei gas nocivi

Gli effetti dell'inquinamento si possono combattere in due modi: mangiando pesce e andando in bicicletta. Vi spieghiamo perché...

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L'aria inquinata rappresenta un pericolo crescente per la salute di chi vive nelle grandi città, ma una combinazione giusta tra dieta e tempo speso a pedalare può effettivamente ridurne i rischi.

L'inquinamento non è solo qualcosa che ti infastidisce naso e gola mentre sei fermo al semaforo: è un assassino. Le particelle nocive dai combustibili fossili pompati da caldaie, fabbriche e dagli scarichi dei veicoli a motore possono penetrare nei polmoni e attaccare gli organi più importanti, compreso il cervello e, più preoccupante se sei un uomo, i testicoli.

Peggio ancora, il danno provocato dall'aria inquinata è in realtà peggiore di quanto si pensasse in precedenza. E' chiaro a tutti che l'inquinamneto è la piaga dei nostri tempi: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità tutte le città dei paesi più poveri e più della metà di quelle considerate “ricche” ha livelli di qualità dell'aria così assi da aumentare in modo evidente il rischio di malattie cardiache, ictus, diabete, malattie renali e persino malattie mentali e demenza.

Ciò non significa che bisogna fuggire dalle città o nascondersi sotto terra. Gli effetti dell'inquinamento si possono combattere in due modi: mangiando pesce e andando in bicicletta. Ma non non provate a fare le due cose in contemporanea...
Non parliamo di tutti i grassi, ma di acidi grassi omega-3 (OFA). Gli scienziati affermano che il consumo regolare di omega-3 può prevenire e curare fino al 50% l'infiammazione e il danneggiamento delle nostre cellule causato dall'inquinamento.

Senza entrare nel complicato, esistono tre tipi di omega-3: un tipo (ALA) si trova negli oli vegetali e gli altri due (EPA e DHA) si trovano negli oli di pesce. Svolgono una serie di funzioni importanti, afferma la dietista Sarah Schenker.

Gli OFA sono importanti per il corretto funzionamento del cervello e del sistema immunitario, per aiutare a garantire un flusso sanguigno sano e per regolare gli ormoni. Proteggono anche da malattie cardiache e ictus", afferma.

Sono anche particolarmente utili per le persone che fanno attività sportiva regolare. "Gli Omega-3 aumentano la disponibilità di ossigeno ai muscoli e migliorano la capacità aerobica e la resistenza", aggiunge Schenker. Aiutano anche ad accelerare il recupero e riducono l'infiammazione smorzando la risposta all'esercizio di sostanze infiammatorie note come prostaglandine.

"Le fonti principali includono pesce grasso come sgombro, salmone, aringa e sardina. Altre buone fonti sono le noci, i semi di zucca, l'olio di colza, i semi di lino e i loro olii e le verdure a foglia verde scuro come gli spinaci”.

Ma quanto consumarne? Lo studio sull'inquinamento suggerisce che è necessaria una dose maggiore di 2-4 g al giorno. Ciò significherebbe consumare 230 g di pesce ogni giorno per raggiungere il limite massimo, il che non è una buona idea.

"La raccomandazione è almeno una porzione di pesce azzurro a settimana, e fino a due per le donne e quattro per gli uomini", afferma Schenker.

"Non si dovrebbe mangiarne di più perché il pesce contiene piccole tracce di sostanze inquinanti provenienti dal mare che possono potenzialmente essere dannose se superiori a certe quantità".
I vegetali e gli oli vegetali possono aiutare ad aumentare l'assunzione, ma ci sono anche gli integratori: uno studio ha scoperto che assumere integratori di omega-3 per 14 giorni riduce l'infiammazione causata dall'esercizio fisico, mentre altri studi hanno evidenziato che dopo aver assunto integratori di olio di pesce per sei settimane hanno guadagnato massa muscolare e ridotto massa grassa.

“Li userei in combinazione”, dice Schenker. "I supplementi sono utili, ma i nutrienti del cibo reale sono più numerosi di quelli ottenuti dai soli integratori di omega 3”.

Vale anche la pena sapere che esiste un altro tipo di acido grasso noto come omega-6. Questo è più ampiamente presente nelle nostre diete rispetto agli omega-3, e gli scienziati hanno creduto a lungo che ne consumiamo troppo, il che causa tra l'altro uno squilibrio degli ormoni che regolano l'infiammazione.

"Penso che gli studi stiano iniziando a dimostrare che l'omega-6 non inibisce l'omega-3 come si pensava una volta", afferma Schenker.

"Ma vale comunque la pena limitarne l'assunzione, perché tendono ad essere presenti nell'olio di semi di girasole e nell'olio di mais utilizzati negli alimenti trasformati e fritti".
Ora è tempo di alzarci da tavola. Una ricerca dell'Università di Copenaghen ha rilevato che i benefici dell'esercizio fisico superano gli effetti negativi dell'inquinamento.

E sebbene l'attività fisica aumenti l'apporto di ossigeno e l'accumulo di sostanze inquinanti nei polmoni, lo studio su oltre 52.000 persone di età compresa tra i 50 e i 65 anni nelle aree urbane, ha rilevato che il tasso di mortalità per coloro che si allenavano regolarmente era del 20% inferiore rispetto ai più sedentari.

Vale comunque la pena provare a limitare i danni dall'inquinamento. “Per chi va in bici dovrebbe essere abbastanza facile allontanarsi dall'ambiente urbano più denso”, afferma il coach Will Newton."Più difficile farlo camminando o correndo, ma in bici dovrebbe essere più rapido".

Anche per i “pendolari”, ci sono alcuni trucchi per evitare il peggio del traffico, specialmente quando le giornate si allungano. "Parti presto per il lavoro quando le strade sono tranquille", dice Newton.

"Questo ha l'ulteriore vantaggio, ti da il tempo di allungare, recuperare e mangiare correttamente quando arrivi al lavoro. Puoi anche pianificare il tuo viaggio per evitare gli incroci semaforizzati che spesso impongono lunghe attese accanto alle auto fumanti.

In ogni città ci sono molte strade secondarie che evitano i semafori e sono generalmente più tranquille rispetto alle strade principali. Usate le piste ciclabili ogni volta che potete.

Andare in fuoristrada è una grande opportunità se avete una bici gravel.
​E che dire delle maschere di filtro? Sono in uso da molti anni e alcuni marchi le hanno evolute nel tempo. Il British Lung Foundation, che afferma nel suo Report, "Se devi esporti allo smog, indossa una maschera”

"Ne ho provata una per alcune settimane e l'ho trovata estremamente scomoda - dice Newton – ho accusato calore e sudore, e la maschera è diventata presto puzzolente, ma soprattutto non mi è stata d'aiuto per respirare più facilmente. È una scelta personale, ma preferisco l'aria per quello che è”.

Un'ultima considerazione: non saltate in sella semplicemente quando è bel tempo. "Alcuni dei momenti migliori per pedalare sono sotto la pioggia o quando ha appena smesso di piovere. L'acqua toglie il particolato dall'aria e non ci sono momenti migliori per andare in bici", conclude Newton.
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