Il giro dell'Islanda in bicicletta: la sfida di Jake Catterall

Jake Catterall ha completato il giro in solitaria dell'Islanda su due ruote in un'unica uscita. Il foto-racconto di com'è andata...

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Jake Catterall durante il giro dell'Islanda in bici (foto Thomas Jullien).

Jake Catterall non è estraneo alle sfide di resistenza. La sua biografia su Instagram elenca con orgoglio alcuni dei suoi successi tra cui una gara di running 200 km, due Ironman e un crono sui 5K sui ritmi di Tom Pidcock. Ma anche per un atleta della sua esperienza, alcune sfide sono (quasi) impossibili.

Catterall, infatti, ha deciso – di sua spontanea volontà – di percorrere un intero giro dell'Islanda in bicicletta, oltre 1.300 km senza fermarsi. Tanto di cappello, perché lo ha fatto davvero!

Superando le condizioni atmosferiche non proprio ideali dell'isola, ha completato l'intero giro in 63 ore (più di due giorni e mezzo). Secondo l'attività salvata su Strava, la distanza totale è stata di 1.339 km, con 9.557 m di dislivello, una velocità media di 25,3 km/h e oltre 25.000 calorie bruciate.

Ovviamente, sapeva non sarebbe stata una sfida semplice, ma dal suo resoconto, Catterall non sembra proprio aver avuto la fortuna a suo favore.

Dopo sei ore dall'inizio (alle 19:00 del 22 giugno scorso) stava già per addormentarsi sulla bici, guidando con un forte vento contrario e salendo sulle montagne per i primi 300 km. La temperatura è scesa sotto i 3°C ed è stato colto da un temporale con forti piogge e vento laterale. E per circa 100 km ha perso la vista dall'occhio sinistro.

"Sono un grande sostenitore della forza mentale e mi sento uno stoico, quindi ho iniziato subito a ricordare tutto quello che ho imparato nell'ultimo anno di allenamento", ha dichiarato lo stesso Catterall. "L'unico modo che ho trovato per uscire dalla crisi è stato sfruttare un mantra per alimentarmi con nuova energia. Ero in agonia e continuavo a farmi domande e a tornare alla stessa convinzione: 'Amico, devi solo superare questa parte e starai bene'. Break through era il mantra di cui avevo bisogno. Ho iniziato a ripeterlo ancora, ancora, e poi ancora. Me lo sarò detto 10.000 volte, ogni due colpi di pedale".

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