di Rosario Palazzolo - 26 luglio 2019

Missione eroica

Due percorsi permanenti per rivivere il ciclismo epico ogni giorno dell’anno. Si parte da Montalcino e si arriva dopo più di 150 km. ​Nelle gambe 3.000 m di dislivello

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Immagini Jacopo Altobelli

Dimenticate le lunghe e larghe piste ciclabili del Nord Europa. Siate pronti a mangiare polvere, a sudare le fatidiche sette camicie e a sgranare tutti i rapporti che la vostra bicicletta vi mette a disposizione e non disdegnate di alzarvi dal sellino quando serve... perché vi servirà.

Detto questo, forse non esiste luogo più vero e trascendentale delle strade bianche della Toscana in cui vivere la propria esperienza di cicloturismo.

Questo territorio è celebre nel mondo per i suoi panorami che replicano all’infinito il sinuoso susseguirsi delle colline, per i casolari in pietra e i viali di cipressi che si stagliano all’orizzonte disegnando paesaggi che sembrano uscire da un quadro.

La Toscana è decantata nel mondo per i suoi piatti tipici che raccontano i sapori della terra e del lavoro contadino, e per i suoi vini che a tratti hanno i profumi dei fiori e altre volte l’acidità di una terra aspra e rocciosa. Ed è tra questi terreni così diversi, a volte così sinuosi e altre irti e insidiosi, che il ciclismo torna alla sua essenza primordiale. Quella che ha forgiato intere generazioni di grandi del ciclismo, e che ancora oggi racconta una delle pagine più belle del ciclismo classico: L’Eroica, la corsa (non corsa) ciclistica nata tra le valli del Chianti classico, in quel di Gaiole in Chianti, e che da lì ha presto invaso gran parte della Toscana, le colline nobili del Montalcino e le strade storiche della Val D’Orcia con alcune delle sue perle di rara bellezza.

L’Eroica ha fotografato un’epoca storica, quella del ciclismo più autentico e indimenticabile. Il ciclismo di personaggi come Luciano Berruti che a forza di macinare chilometri già in vita era diventato il simbolo di un ciclismo eroico made in Toscana e che oggi, a pochi anni dalla sua scomparsa (avvenuta all’età di 74 anni mentre si trovava in sella) è diventato già mito conosciuto nei quattro continenti. Ma questa gara, che si rifà al suo spirito vintage, ha avuto soprattutto il pregio di portare alla luce della grande massa dei ciclisti ciò che molti amanti delle due ruote sapevano già: la Toscana è una terra eletta per il ciclismo e per il cicloturismo.

Per questo non si poteva pensare di tenere i percorsi de L’Eroica, che ogni anno portano sulle sue strade bianche decine di migliaia di pedalatori provenienti da ogni angolo del mondo, imprigionati nel recinto di eventi che durano un solo giorno. Queste terre sono sempre di più il luogo di vacanza e di pedalata per i ciclisti che hanno imparato a scoprirne e ad amarne i contrasti forti durante ogni periodo dell’anno.

Per questo il colpo di genio di personaggi come Giancarlo Brocci, ideatore e fondatore de L’Eroica, e di Franco Rossi, promotore degli eventi di Montalcino, è stato quello di rendere “Eroica” un luogo più che un evento. Un percorso libero e accessibile in ogni giorno dell’anno per poter rivivere e assaporare i luoghi del ciclismo eroico.

Può apparire una lunga premessa, ma forse è il prologo necessario per poter raccontare con il valore che meritano i percorsi permanenti de L’Eroica, che da quest’anno sono diventati due. Quello originale già da qualche anno solca le strade bianche del Chianti, della Val d’Arbia e della Val d’Orcia (già annoverata tra i siti Unesco), sfiorando solamente Montalcino, in un circuito ad anello.

L’itinerario è segnalato con i simboli de L’Eroica e può essere percorso partendo da ognuna delle 6 tappe in cui è diviso. In totale sono circa 210 chilometri che possono essere percorsi in tre o più giorni, a seconda dell’allenamento e del tempo a disposizione. I cicloturisti possono ritirare il roadbook ufficiale che potrà essere fatto timbrare dagli esercenti autorizzati in ciascuno dei punti di controllo, fino a ottenere il “certificato eroico”.

Dalla fine del mese di maggio, in occasione di Eroica Montalcino, è stato inaugurato un nuovo percorso permanente che riprende l’esperienza del precedente, e che si immerge per 153 chilometri nella Val d’Orcia, tra le strade bianche e le colline del Montalcino.

Castelli, borghi storici, panorami mozzafiato e salite dal fascino raro. Come il tratto di un pastello su un foglio bianco, questo nuovo anello disegna un percorso di scoperta di una delle parti più nobili e affascinanti della provincia senese.

Il nuovo anello si estende a sud di Siena tra la Val d’Orcia, la Val d’Arbia e le Crete Senesi, che il percorso originale de L’Eroica tocca appena nel suo passaggio da Montalcino. Questa zona offre paesaggi incantevoli attraversati da moltissime strade bianche che rappresentano quasi il 50% del tragitto.

Si attraversano i comuni di Montalcino, Buonconvento, San Quirico d’Orcia, Pienza e Trequanda, per vivere una vera immersione in questo pezzo di Toscana che ammalia con i suoi panorami. L’anello è stato suddiviso in dodici tappe da percorre tutte d’un fiato. O da ripartire in un weekend di vacanza in sella. Sono in tutto 72 i chilometri dei tratti di strade bianche (Val di Cava, Ripa d’Orcia, Selvoli, Le Regge, Traversa dei Monti, Pieve a Salti, La Piana, Castiglion del Bosco, La Maremmana, Monteano e Sesta), mentre 81 sono quelli di strada asfaltata.

“Siamo riusciti a creare una fusione naturale fra territorio e percorso”, racconta Franco Rossi, l’uomo che ha portato l’esperienza de L’Eroica fino a Montalcino. “Il progetto lo consideriamo un modello per il governo e le regioni che stanno per sviluppare un’intensa rete di percorsi ciclabili in tutto il nostro Paese. Abbiamo studiato una segnaletica molto particolareggiata e completa di tutte le informazioni utili a vivere questo magnifico territorio in sella alla bicicletta”.

Sebbene si possa partire in ogni punto dell’anello, l’idea originaria è quella di cominciare a pedalare proprio da Montalcino, magari dalla passerella che conduce al castello che domina il borgo. Da qui ci si può subito lasciare andare sulla discesa che scende decisa verso Torrenieri. Il resto è tutto un continuo saliscendi, fino ad arrivare a Bagno Vignoni e Pienza, gioiello che porta le insegne Unesco. Non c’è tempo di annoiarsi nemmeno nel tappone da oltre 40 chilometri che divide Buonconvento da Sant’Angelo in Colle. Anche perché negli ultimi chilometri di questo anello gli amanti del buon vino non possono non fermarsi in cantine storiche come la Ciacci Piccolomini, che custodisce un segreto dedicato proprio ai ciclisti, e alla tenuta Banfi, ospitata in un castello che domina i vigneti circostanti.

Entro l’inizio dell’estate l’intero percorso sarà completato con diversi “point” di assistenza e informazione che sono in fase di realizzazione nei “casottini” presenti lungo il percorso oppure in aree rese disponibili dalle aziende private che hanno aderito al progetto. I point dispongono delle attrezzature per facili riparazioni, di spazi per il parcheggio, il riparo, la ricarica delle biciclette a pedalata assistita.

Il percorso permanente di Eroica Montalcino avrà anche il supporto di un’app i cui contenuti saranno implementati da alcuni studenti tirocinanti dell’Università la Sapienza, coordinati dalla professoressa Barbara Mazza del Dipartimento Comunicazione e Scienze Sociali.

Il nome Endurace è tutto un programma per questa bicicletta di Canyon. È la bicicletta che abbiamo scelto per la nostra pedalata tra le strade di Montalcino e della Val D’Orcia e sebbene alcuni tratti delle strade bianche avrebbero meritato un assetto più gravel, non ci siamo certo pentiti. Le geometrie di questo divertente modello di Canyon non sono così estreme e ben si prestano a lunghe pedalate e a continui saliscendi. Il telaio in carbonio

(8,1 chili) può apparire un po’ rigido, ma si comporta molto bene sui tornanti regalando una sensazione di fluidità davvero divertente.

Gli angoli del telaio di circa 73 gradi, e la posizione alta del manubrio forniscono una messa in sella comoda e mai costrittiva. A fare il resto è il cambio, un Campagnolo Potenza 11 (11-32) con freni a disco Campagnolo. È in vendita al prezzo di 2.699 euro. Per sapere tutto sulla Canyon Endurace CF SL Disc 8.0 Pro consultate il sito canyon.com

Bollé ha lavorato molto sull’aerodinamica e sui flussi di ventilazione per progettare questo nuovo casco. Il design del Furo ha una personalità molto riconoscibile grazie alle sue due caratteristiche aerodinamiche: una presa d’aria Naca che consente un maggiore flusso d’aria, e una coda di Kamm che riduce la resistenza con l’aria e migliora le proprietà aerodinamiche. Per migliorarne la sicurezza, questo modello è stato dotato del sistema Mips LFL integrato a 360° che riduce l’effetto degli impatti. È in vendita al prezzo di 199,99 euro.

Per celebrare il grande successo di Eroica, Santini ha realizzato un’intera linea di prodotti, in materiali “tradizionali”, quali lana e cotone che, pur essendo disegnati ed equipaggiati in modo moderno e funzionale, mantengono un aspetto vintange. È stata anche realizzata una linea moderna in microfibra elasticizzata, per una vestibilità aderente e confortevole che mantiene lo stile dal look vintange, privilegiando colori ispirati ai cieli toscani e alle tonalità della terra e del vino. Abbiamo utilizzato la maglia Cielo (75 euro) e i calzoncini in Lycra con bretelle in rete della stessa linea Cielo (99 euro).

Paolo Bianchini, ex corridore che ha sfiorato il professionismo, ha trasformato la sua passione di gioventù in un modo per celebrare il ciclismo nella sua azienda di famiglia: la celebre e prestigiosa cantina Ciacci Piccolomini d’Aragona. All’interno della tenuta custodisce un vero museo della bicicletta ricco di tesori come fotografie, maglie e soprattutto biciclette appartenute a grandi campioni di oggi e di ieri.

La famiglia Bianchini con la sua Asd “Brunello Bike” mette in vendita le maglie da ciclismo dell’associazione, il cui ricavato, ogni anno, va in beneficenza.

L’ospitalità toscana è rinomata, soprattutto perché, tra le ampie vallate disegnate da colline sinuose, a ogni angolo potrebbe nascondersi un agriturismo o una tenuta in grado di regalare un’esperienza da sogno. Ma per un ciclista che arriva in Toscana con il sogno di sfidare e vivere appieno le sue mitiche strade bianche, uno dei luoghi sicuramente privilegiati è La Bagnaia Golf & Spa Resort. Un luogo di pace e di relax adagiato al centro di una delle vallate più aperte e verdeggianti di tutta la Toscana. Un vero borgo medioevale completamente riconvertito in hotel e servizi per lo sport e il turismo, al cui centro corre ancora una delle antiche strade bianche che un tempo rappresentavano il filo di collegamento tra i borghi immersi nella natura e che oggi sono il sogno e la dannazione dei ciclisti di ogni parte del mondo. Con i suoi 1.100 ettari di terreno, di cui 600 di boschi e giardini, questo antico borgo dal 2016 rappresenta uno dei palcoscenici privilegiati per vivere e assistere alla Strade Bianche, la granfondo aperta a tutti i ciclisti amatori che di fatto segue la gara del ciclismo Pro, considerata la “classica del Nord più a Sud d’Europa”.

Qui le strade bianche sono di casa e il resort, con il suo ampio campo da golf a 18 buche (progettato da Robert Trent Jones Jr che per gli esperti è sinonimo di prestigio), è il punto di partenza privilegiato per alcune delle salite più sfidanti e mozzafiato.

Non a caso, nel tracciato della Granfondo che parte dal centro di Siena, quella della Bagnaia rappresenta la prima delle tratte più impegnative, con salite che superano il 10% di pendenza e tornantoni che rapidamente portano dal borgo medioevale a Radi, piccolo comune arroccato sulle colline. E non a caso, negli ultimi anni questa dimora viene scelta da molti dei 5.000 partecipanti alla Gf Strade Bianche come base sia per le perlustrazioni pre-gara sia per il soggiorno nel weekend di gara. La struttura dispone di spazi custoditi per il deposito delle bici e della possibilità di noleggiarle, soprattutto mountain bike per le escursioni in zona.

Il nome La Bagnaia è indubbiamente legato a una delle caratteristiche principali del resort, la presenza di un centro benessere e Spa che affonda le sue radici addirittura nel medioevo, quando la principale fonte di acqua, dedicata a Santa Caterina, è diventata leggendaria perché a essa venivano attribuiti benefici contro i dolori. È stata frequentata da papi, cardinali e principi, anche solo di fatto, come Lorenzo il Magnifico. E oggi quest’acqua, che sgorga naturalmente a 30° C, è a disposizione degli ospiti che possono bagnarsi nella piscina naturale che sorge al cospetto dei colli senesi.

La Bagnaia è oggi un hotel diffuso che fa parte di Curio Collection by Hilton, l’insegna dedicata alle strutture di maggior prestigio nel mondo. Riprende la pianta urbanistica dei due antichi borghi - La Bagnaia e Filetta - con una ricettività di 101 camere, di cui 12 suite dotate di servizi quali la piscina panoramica, un centro congressi con 5 sale, il ristorante La Voliera, la pizzeria toscana Borgo Filetta e la Club House Royal Golf Club, che propongono piatti tipici e una fornita cantina di vini locali e internazionali.

Per info: hiltonhotels.it

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