Lapierre Aircode DRS 8.0

La nuova bici aero di Lapierre, la Aircode DRS 8.0, è molto più di quel che mostra. La particolare conformazione del telaio e la scelta dei componenti le regalano benefici aerodinamici inaspettati ma decisamente efficaci.

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Lapierre Aircode DRS 8.0.

Modello Lapierre Aircode DRS 8.0

Gruppo Shimano Ultegra Di2 Disc

Ruote DT Swiss ARC 1100 Dicut 50

Dotazione Manubrio Lapierre UD Carbon, reggisella Lapierre Aero Carbon, sella Prologo Dimension Nack, pneumatici Continental GP5000 TL 25mm

Peso 7,6 kg

Prezzo € 7.299

Contatti lapierrebikes.com

La nuova Aircode DRS di Lapierre non sembra una tipica bici aero. Il suo peso di 7,6 kg è un po’ alto per gli standard attuali. Dove sono finiti i tubi a sezione maggiorata a cui eravamo abituati? Anche la mancanza di un elegante cockpit proprietario si sente, e la combinazione di tubo di sterzo e corona della forcella sembra presentare un’area frontale relativamente poco smussata. Le cose diventano ancora più strane sui foderi, che si fondono nel tubo superiore (per l’amor del cielo!), soluzione molto lontana dal loro posizionamento “aero” più convenzionale, a metà del tubo sella. Eppure Lapierre ha un pedigree nella produzione di biciclette” strane” che funzionano superbamente, e dopo aver provato l’Aircode posso confermare che è una bici velocissima. Ma come? Mettetevi comodi - passerò le prossime 700 parole a spiegarlo.

Fit aggressivo

La tabella della geometria dell’Aircode DRS conferma ciò che diventa ovvio dopo esserci saliti in sella la prima volta: il fit è aggressivo. Essenzialmente Lapierre ha dato ad ogni taglia di telaio la dimensione del reach che ci si aspetterebbe di trovare nella taglia superiore. La taglia Large ha un reach di 403 mm, abbinato a uno di stack più tipico della 557 mm. Caratteristica che allunga e slancia la posizione di guida della bici. Non è una trovata senza compromessi, ma in termini di velocità ci sono poche mosse più efficaci da compiere.

Quando si tratta di ridurre la resistenza dell’aria, la posizione del corpo è più importante delle forme dei tubi di un telaio, quindi l’Aircode è incredibilmente competitiva in termini di aerodinamica. Anche pedalando con disinvoltura sui poggiamani, ero rannicchiato più in basso del solito, prestando molto meno corpo al vento. L’effetto si è esasperato piegandomi sul manubrio e pedalando sul serio.

Anche con vento contrario o pedalando velocemente mi sentivo come se avessi avuto addosso una sorta di mantello dell’invisibilità. Ovviamente non è qualcosa che posso provare empiricamente, ma in base alla mia esperienza anche nel percorrere sempre le stesse strade, sono sicuro che, in certi tratti, a parità di sforzo, andavo più veloce del solito.

Stessa cosa in discesa. Le famose discese ad alta velocità le ho prese con insolita fiducia perché mi sentivo uniformemente distribuito lungo la parte superiore della bicicletta, come uno strato di burro spalmato su una fetta di pane.

C’è però anche l’altra faccia della medaglia. La posizione che l’Aircode DRS costringe a mantenere non è certo la più comoda. Probabilmente non è la bici giusta per chi fatica a toccarsi la punta dei piedi.

La posizione di guida estrema dell’Aircode non è favorita nemmeno dalla parte anteriore rigida. Il tubo di sterzo ospita cuscinetti da 4 centimetri per creare spazio intorno al manubrio e far passare i cavi internamente. Il risultato è una particolare robustezza.

Il manubrio è rinforzato per accettare le estensioni TT, combinazione che però non permette di filtrare le vibrazioni provenienti dalla ruota anteriore. Anche se la maneggevolezza dell’Aircode rimane brillante.

Una storia, due metà

La caratteristica più distintiva dell’Aircode - e uno dei tratti distintivi di Lapierre - è la particolare disposizione del gruppo del tubo sella. I foderi passano oltre il tubo e si fondono al tubo orizzontale. Varie versioni di questo concetto hanno caratterizzato le biciclette del marchio nel corso degli anni, e anche se il suo aspetto è particolare (in realtà credo che questa ultima versione sia l’esempio più elegante presentato fino ad oggi) penso che il design debba avere un valore funzionale.

Senza essere sostenuto nella parte posteriore dai foderi, il tubo sella è libero di flettere in avanti e indietro sotto carico. La parte posteriore della bici risulta più comoda, cosa che compensa un’esperienza di guida altrimenti senza compromessi.

Lapierre dovrebbe essere applaudita per la produzione di un set di telai così audaci e di carattere, ma anche per la scelta della componentistica. L’Aircode DRS 8.0 viene fornito con un set di ruote DT Swiss ARC di prima qualità, ma utilizza un gruppo Shimano Ultegra di “secondo livello”. È una mossa saggia perché, come investimento, aumentare le specifiche delle ruote (per diminuire il peso di rotazione e migliorare l’aerodinamica) a scapito del gruppo (che aggiunge circa 200 g rispetto al Dura-Ace, ma con zero calo di funzionalità) porta benefici molto più tangibili alle prestazioni complessive. Sono felice di vedere che queste eccellenti ruote possano anche montare tubeless come standard.

Per chi è interessato a una bici aero e vuole qualcosa di un po’ diverso, l’Aircode DRS è degna d’essere presa in considerazione.

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