L'Arancione brillante del Team Fundación Euskadi

Con l'obiettivo di creare una squadra di soli ciclisti "locali", il gruppo basco a partire dagli anni '90 ha fatto tendenza durante il suo periodo di attività fra i Pro.

Il seme che avrebbe fatto nascere una delle squadre di professionisti più popolari negli anni Novanta e Duemila fu seminato nel giugno 1993, quando l’Euskadi Cycling Foundation fu costituita per la “promozione, lo sviluppo e la diffusione dello sport del ciclismo nei Paesi Baschi”.

La fondazione supportava promettenti corridori locali utilizzando finanziamenti pubblici delle istituzioni basche. L’interesse era centrato sulla messa a punto di una squadra di professionisti costituita esclusivamente da ciclisti nati nei Paesi Baschi o che avevano trascorso gli anni della loro formazione sportiva in questa comunità autonoma della Spagna settentrionale. Il team fece il suo debutto all’inizio della stagione 1994 sotto il nome Euskadi - Petronor, con una squadra di 15 corridori.

Indossando la maglia bianca con inserti verdi e rossi per richiamare i colori della bandiera basca (il famoso arancione sarebbe stato adottato dopo) arrivò la prima vittoria della squadra proprio in occasione della Vuelta Ciclista dei Paesi Baschi all'inizio di aprile, per merito di Agustín Sagasti. Da allora le vittorie furono poche, bisognerà attendere quattro mesi per una seconda salita sul gradino più alto del podio, quando il due volte campione nazionale Juan Carlos González Salvador si aggiudicò una tappa nella Vuelta Castilla y León.
D’altra parte, Euskadi era una squadra con ambizioni diverse rispetto agli altri team e non puntava tutto necessariamente sulla vittoria. Inoltre l'attenzione a coltivare specificatamente i talenti baschi aveva un costo, e la squadra arrivò vicino alla chiusura in più di un’occasione, finché nel 1998 l’azienda di telecomunicazioni Euskaltel divenne lo sponsor principale mettendo sul tavolo le risorse per la necessaria stabilità finanziaria. E durante la stagione successiva all’investimento iniziarono a raccogliere i frutti.

Laiseka la leggenda

Roberto Laiseka divenne professionista nel 1994, unendosi a Euskadi in occasione della loro prima stagione e rimase nella squadra per tutta la sua carriera.

Nato nella città basca di Guernica, nel 1999 conquistò quella che è diventata la più importante vittoria della squadra. Indossando il completo arancione brillante che sarebbe diventato simbolo della squadra, Laiseka uscì dal gruppo per attaccare i primi della classifica generale sul Luz Ardiden.
La diciottesima tappa della Vuelta del 1999 terminava con 12 chilometri di ascesa ad Alto de Abantos. Sulla salita finale il gruppo si frantumò con tutti i favoriti che attaccarono il leader della corsa, Jan Ullrich. Laiseka si lanciò all’attacco sulle strette stradine della salita quando mancavano 7 km all’arrivo, e vinse con 17 secondi di vantaggio. Mentre si avvicinava al traguardo si sistemò la maglia bianca e verde, e alzò le braccia al cielo. La squadra ottenne la prima vittoria in un Grande Giro, che il quotidiano spagnolo ABC descrisse come un “bellissimo trionfo”.

Euskaltel-Euskadi arrivò sul palcoscenico mondiale due anni dopo, quando si assicurò il primo invito al Tour de France. L’edizione del 2001 prevedeva tre tappe sui Pirenei, l’ultima delle quali terminava con l’arrivo in salita alla stazione sciistica di Luz Ariden passando per il Col d’Aspin e il Col del Tourmalet. Era una tappa durissima e migliaia di tifosi baschi affollarono i bordi della strada per seguire la prestazione della loro squadra. E fu una grande prestazione.
Ancora una volta i tifosi dovettero ringraziare Laiseka.

Nell’undicesima tappa ad Ax-les-Thermes, la prima sui Pirenei, arrivò dietro al primo per soli 13 secondi, e la vittoria che lui e i Paesi Baschi aspettavano arrivò finalmente due giorni dopo. Indossando il completo arancione brillante che sarebbe diventato simbolo della squadra, Laiseka uscì dal gruppo per attaccare i leader della classifica generale sulle prime rampe di Luz Ardiden innescando la prima fuga. Sospinto dall’entusiasmo e dallo sventolio delle bandiere dei tifosi baschi, scalò il Luz Ardiden da solo. Mentre si avvicinava al traguardo lanciava baci ai fan che si erano riversati oltre le barriere per incitarlo. “Le mie orecchie fischiavano a causa delle urla dei tifosi”, disse in seguito. “Questo è un momento unico. La più grande vittoria della mia vita”.


La vittoria di Laiseka aveva portato la squadra a un nuovo livello. Aveva vinto una tappa della più importante corsa ciclistica del mondo, e proprio in casa. Ora era considerato tra i migliori team, un risultato incredibile data la loro filosofia. Due anni più tardi, la nuova stella della squadra, Iban Mayo, si piazzò al secondo posto alla Liegi – Bastogne – Liegi, vinse il Criterium del Delfinato e conquistò una famosa vittoria di tappa al Tour, quella che comprendeva il Col du Galibier sulla via per raggiungere il santuario del ciclismo, l’Ape d’Huez. Quella sarebbe rimasta probabilmente la migliore stagione dell’Euskaltel-Euskadi.


Nel 2012 la squadra cambiò filosofia. Conquistare un posto nel World Tour dipendeva dal piazzamento nel ranking UCI, quindi guadagnare punti in classifica era diventata una priorità e così, con lo sgomento di alcuni, il team guardò al di là dei Paesi Baschi per reclutare corridori in grado di portare con sé importanti punti alla squadra.

Samuel Sánchez, che conquistò la maglia a pois del Tour del 2011 – vincendo sul Luz Ardiden 10 anni dopo Laiseka – accolse con favore il cambiamento, dicendo “o ci si evolve o si muore”. Altri però sentivano che la squadra stava perdendo quella cosa che l’aveva resa speciale. Il piano assicurò alla squadra un posto al World Tour per il 2013 ma la sua identità era stata irrevocabilmente cambiata. Come si sa, la stagione 2013 sarebbe stata l’ultima della maglia Euskadi. La sua posizione economica divenne ancora una volta pericolosa e con la crisi economica spagnola in peggioramento, Euskaltel decise che non poteva mantenere il suo livello di finanziamento. La ricerca di un nuovo sponsor alla fine fallì e così la squadra dei professionisti dovette terminare la sua attività. "Lasciamo convinti di aver fatto un buon lavoro ", disse il direttore sportivo Álvaro González de Galdeano.


L’Euskadi Cycling Foundation continuò, tuttavia, la sua attività e sotto la presidenza di Mikel Landa ha di recente formato una nuova partnership professionale UCI Continental. L’obiettivo dichiarato del Team Fundación Euskadi è quello di tornare presto a gareggiare nelle più grandi corse del mondo. E chi sa, forse vedremo tornare anche la squadra con la divisa arancione brillante.

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