di Giles Belbin - 26 febbraio 2020

Atala, strisce vincenti

Nata da una separazione in casa Bianchi, la squadra Atala fece la sua prima apparizione nel 1908 e si affermò nelle più importanti gare italiane

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Immagini Danny Bird

Pagina due dell’edizione del 5 aprile 1909, il giornale sportivo francese L’Auto pubblicò un annuncio per le gomme Dunlop. “Stagione 1909”, si legge. “La più importante corsa, il primo importante successo. Milano – Sanremo (289 km) Primo: Ganna. Su gomme Dunlop”. L’Auto aveva un debole per i prodotti francesi, e il giorno seguente mise in prima pagina l’articolo “I Leoni della Milano – Sanremo” che enfatizzava il coraggio dei corridori su bici Peugeot che “hanno difeso i nostri colori”. Quello che né l’annuncio né l’articolo scelsero di menzionare fu il fatto che Luigi Ganna aveva vinto la sua Milano - Sanremo su una bici costruita in Italia dall’azienda per cui correva: Atala.

Atala era stata fondata a Milano l’anno precedente da Angelo Gatti, che era stato il manager commerciale di Bianchi. Ma, quando Edoardo Bianchi portò il due volte campione nazionale di sprint Gian Fernando Tomaselli in una posizione di rilievo all’interno dell’azienda, Gatti lasciò per creare un marchio rivale, essendosi reso conto che le promesse che gli erano state fatte non erano state mantenute. Dopo aver dato il nome di sua madre al nuovo marchio, Gatti formò immediatamente una squadra per portare il nome Atala sulle strade d’Italia attirando corridori di grosso calibro come Carlo Galetti e Eberardo Pavesi per correre a fianco di Ganna.

Mentre Galetti aveva vinto tre tappe e la generale al Giro di Sicilia del 1908, la vittoria di Ganna alla Milano – Sanremo del 1909 fu il primo grande successo della squadra. Ganna si era allenato per mesi con questa gara in mente. Con un tempo terribile, ai piedi del passo del Turchino, si avvalse della nuova regola che permetteva il cambio della bici e sostituì la sua con una dotata di rapporti più adatti alla salita. Infatti, nel suo libro The Monuments, Peter Cossins scrive che Atala aveva piazzato lungo la strada non meno di 15 biciclette di riserva in caso Ganna avesse avuto problemi sulle strade che erano così malmesse che il vincitore del Tour de France del 1905, Louis Trousselier, decise di uscire dalla corsa, preoccupato che un incidente potesse compromettere le sue chance alla Parigi – Roubaix, un mese più tardi.

Ganna si era preparato molto bene per la corsa ma fu indubbiamente beneficiato dalla sfortuna del favorito francese Emile Georget che, secondo L’Auto, era in testa alla gara con un minuto di vantaggio a 20 km dal traguardo. Dopo aver subito tre forature sulla strada per San Remo e aver perso altro tempo per aver sbagliato strada, Georget fu infine superato da Ganna che andò a concludere da solo di fronte a una folla in delirio, il primo italiano a vincere la Classica di Primavera.

Nell’agosto 1908, avendo appena fondato Atala, Gatti entrò nella redazione de La Gazzetta dello Sport e disse al suo amico giornalista Tullio Morgagni che era convinto che Bianchi e il Corriere della Sera stessero lavorando a un progetto di un giro nazionale d’Italia. Gatti voleva aiutare La Gazzetta ad avvantaggiarsi su un suo rivale, come pure rivalersi sui suoi ex capi. Due giorni dopo, e in modo affrettato rispetto a una pianificazione reale, La Gazzetta spara in prima pagina l’annuncio che il primo Giro d’Italia – “una delle più grandi e più ambiziose gare del ciclismo internazionale” – si sarebbe tenuto la seguente primavera. Tra le squadre schierate a Milano otto mesi dopo quella famosa prima pagina c’era Atala, con Ganna fresco della sua vittoria alla Milano – Sanremo. La sua corsa partì male per una caduta prima ancora di lasciare Milano a causa di un bambino che attraversò la strada. Ganna rimontò ed entrò a Bologna 397 km e 14 ore dopo in quarta posizione.

Con il Giro del 1909 entrò in vigore una classifica a punti (non a tempo) che lo tenne ben piazzato e 17 giorni dopo tornò a Milano come vincitore del Giro inaugurale. Quando gli venne chiesto come si sentiva, Ganna diede la famosa risposta “Ho il culo in fiamme”. Nella prima edizione di quella che sarebbe diventata la più importante corsa italiana, la squadra di Gatti trionfò su Bianchi, il cui miglior corridore, Giovanni Rossignoli, tornò a casa col terzo posto – benché, se la gara si fosse corsa contando solo i tempi, Rossignoli avrebbe vinto.

Dodici mesi dopo Atala ripeté la sua vittoria al Giro, questa volta assicurandosi tutti e tre i posti sul podio, con Carlo Galetti sul gradino più alto nonostante lo scontro con un carro trainato da un cavallo – che lo trascinò - nella tappa finale. Nonostante ciò Galetti rimontò sulla sua bici danneggiata e arrivò a Milano con la faccia fasciata. Atala avrebbe conquistato la sua terza e ultima vittoria al Giro due anni dopo, quando si tenne la corsa a squadre, il costoso assemblaggio di quattro uomini guidati da Galetti, che era tornato in squadra dopo aver vinto nel 1911 il Giro con gli arci-rivali della Bianchi.

Atala ha mantenuto una presenza sporadica nelle gare a squadre nei decenni che seguirono, alternando lunghi periodi di sponsorizzazione (1948-1962, 1982-1989) con anni di assenza (1963-1981). Importanti corridori hanno vinto con la maglia Atala compreso Gianni Bugno, che divenne professionista con questo team nell’agosto 1985 e raccolse una serie di significative vittorie, compreso il Giro di Piemonte, prima di partire per altri lidi che lo videro conquistare due maglie arcobaleno e un Giro prima del ritiro nel 1998.

Un’altra delle stelle di Atala fu Urs Freuler, pluricampione del mondo che ha corso sei stagioni su strada, aggiudicandosi molte vittorie di tappa al Giro. Poi ci fu Vito Taccone, che si aggiudicò il Giro di Lombardia del 1961 nella stagione del suo debutto come professionista, sopravvivendo alla famigerata salita del Muro di Sormano (1,7 km con una media del 17% e punte del 25%) e vincendo per tre secondi al Velodromo allo stadio Sinigaglia di Como. Atala lasciò definitivamente le gare dei professionisti nel 1989.

Marco Vitali conquistò l’ultima vittoria della squadra, aggiudicandosi la seconda tappa al Gran Premio di Cornegliano.

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