di Peter Stuart - 16 dicembre 2019

Maiorca, sulle tracce del serpente d'asfalto

Per un ciclista l’isola di Maiorca è un vero parco dei divertimenti, e la sua principale attrazione è la salita serpeggiante di Sa Calobra

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Immagini Patrick Lundin

Ci sono salite dalle viste spettacolari, strade dal fascino incontaminato, montagne indimenticabili nella loro maestosità. Ma non esiste una strada stupefacente come Sa Calobra. In realtà Sa Calobra non è neanche il nome della strada, ma di un porticciolo sulla costa settentrionale di Maiorca. La strada che dal borgo sale verso Coll dels Reis serpeggia tra le formazioni rocciose della Serra de Tramuntana come una lunga ininterrotta pennellata su una tela, e con il tempo è diventata famosa tra i ciclisti semplicemente con il nome di Sa Calobra.

L’unico modo per arrivare ai piedi della salita via terra è partire dalla cima del Coll dels Reis e scendere per 9,5 km. La pendenza è in media del 7 % e nei pressi del punto più alto la strada compie un incredibile giro di 270°, avvolgendosi su se stessa in un leggendario tornante chiamato “nodo di cravatta”.

Concepita e costruita dallo stesso ingegnere che progettò la strada che porta a Cap de Formentor sull’estrema punta settentrionale dell’isola, per un ciclista Sa Calobra è probabilmente quanto di più simile si possa immaginare alla perfezione, ed è lì che siamo diretti per il nostro giro di oggi.

Il sole è appena sorto su Caimari mentre scarichiamo l’attrezzatura dalla macchina e gonfiamo le ruote. Da Sa Calobra ci separa una serie di strade che da sole farebbero la riuscita di un giro in bici.

Negli anni Maiorca è diventata una meta amatissima dai ciclisti. Un tempo il nome dell’isola evocava visioni di adolescenti in vena di eccessi a Magaluf, ma la vita notturna sembra oggi soltanto il curioso risvolto di un grande parco dei divertimenti per gli amanti delle due ruote.

L’isola attira anche nomi importanti: molti campioni del WorldTour vengono regolarmente ad allenarsi qui, e alcuni di essi hanno deciso perfino di investire in seconde case.

Si dice che Bradley Wiggins abbia comprato casa vicino a Port de Pollença. Nel ristorante sul lungomare di Tolos a un certo punto pare ci sia stato sempre un tavolo riservato per Wiggins, nel caso avesse voluto cenare lì.

La principale critica che si può rivolgere a Maiorca è che è stata vittima del suo stesso successo, perché ad aprile e a maggio si ha la sensazione che i ciclisti abbiano invaso l’isola. A giudicare dai dati caricati su Strava, Sa Calobra è stata percorsa oltre centomila volte da ben 64.000 ciclisti, e pare che l’isola ospiti ogni anno più di 40.000 cicloturisti.

“Probabilmente i gruppi dovranno essere composti da una dozzina di ciclisti al massimo, e forse non è una cattiva idea”, osserva Martin Birney, il proprietario di SportActive, mentre usciamo da Caimari. Martin, irlandese, gestisce le attività di SportActive durante i mesi primaverili e si è gentilmente offerto di accompagnare me e la mia compagna di pedalata Therese nel giro di oggi. “Noi tendiamo a contenere le dimensioni dei nostri gruppi”, aggiunge. “Bisogna ammettere che i gruppi molto numerosi tendono a dominare un po’ troppo le strade”.

Malgrado la saturazione di visitatori, a parte le salite più gettonate il resto dell’isola è relativamente tranquillo. E così, dopo un risveglio all’alba, potremo scaldarci i muscoli sulle strade meno trafficate dell’isola.

Pedaliamo lungo la strada per Selva, che si inoltra tra le montagne attraversando terreni piantati ad aranci. Sono passate da poco le sette del mattino e siamo completamente soli sulle strade ampie e veloci. Siamo partiti presto non solo per evitare il traffico ma anche perché il giro di oggi sarà lungo: quasi 130 km con 3.200 metri di dislivello.

Ben presto lasciamo la strada principale per imboccare una stradina fiancheggiata da muri a secco che avanza tra gli ulivi. Davanti a noi si stagliano sempre più grandi i contrafforti calcarei della Serra de Tramuntana, a ricordarci le salite che ci aspettano più avanti. Per ora il risveglio delle nostre gambe ancora intorpidite avviene senza traumi. Anzi, ci concediamo perfino una sosta al bar per ciclisti Planet Cycling di Alaro. In questo periodo dell’anno, a dire il vero, tutti i bar di Maiorca sono bar per ciclisti. Con un buon caffè nello stomaco siamo pronti ad attaccare la salita verso Valldemossa.

E la salita verso Valldemossa ci introduce gradualmente nella catena montuosa che costeggia il margine settentrionale di Maiorca. È solo una salita di 5 km con una pendenza del 5%, ma la strada si fa stretta e tortuosa da ampia e trafficata che era. Intanto però veniamo ricompensati dalla vista di splendidi vigneti e di maestose case di campagna che contrastano con le pareti di roccia calcarea. Valldemossa, che ci attende in cima, è punteggiata di case di pietra incastonate sui versanti scoscesi della vallata. È la capitale culturale dell’isola, ed è qui che è ambientato “A winter in Majorca” di George Sand, al secolo Amantine Lucile Aurore Dupin, prolifica scrittrice francese che si legò al compositore Frederic Chopin, allora già malato di tubercolosi. Continua...

L'articolo completo è stato pubblicato su Cyclist - Novembre 2018

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