di James Spender - 06 novembre 2019

Una Prova, tutt'altro che provvisoria!

L’australiano Mark Hester costruisce telai in acciaio, ma la sua Prova Speciale è tutt’altro che tradizionale.

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Immagini Mike Massaro

Se esistesse un riconoscimento per il miglior curriculum vitae in costruzione di telai per biciclette, Mark Hester sarebbe di certo sulla lista. Laureatosi in ingegneria meccanica con il massimo dei voti, ha speso tre anni in qualità di ingegnere analista e designer alla Prodrive Racing Australia (realtà importante nel Motorsport), oltre ad aver trascorso i successivi otto anni fra Bosch e Jaguar Land Rover.

L’aver speso la gioventù aiutando suo padre nella costruzione di auto da competizione gli ha permesso di arrivare dove si trova ora: biciclette di qualità elevata che portano il suo nome.

“Quando ero ragazzo, la Ferrari era solita mettere la parola ‘prova’ e un numero di modello sul posteriore dell’auto usata per i test. Ho sempre saputo che un giorno lo avrei usato come nome commerciale”, afferma Hester.

Sul modello di cui stiamo parlando la parola Prova spicca in maniera evidente grazie alla finitura in argento a contrasto con la verniciatura rossa.

“È acciaio inossidabile, tanto che i loghi sono lucidati a specchio così da spiccare in precise aree dei tubi. L’orizzontale è un Reynolds 953, l’obliquo è un Columbus XCr, mentre il tubo sterzo è realizzato appositamente in acciaio Inox tramite lavorazione Cnc. Il forcellino sinistro è prodotto in acciaio Inox tramite stampa 3D, così come la parte di congiunzione con il tubo sella”.

E c’è dell’altro. Il piantone è interamente in carbonio e si integra tramite congiunzione con un reggisella in titanio, anch’esso realizzato tramite stampa 3D.

Dove altri potrebbero guardare a pezzi di ricambio, Hester fa il suo: “Ho realizzato personalmente il tubo piantone in carbonio. È più spesso nel punto di congiunzione, zona sottoposta ai maggiori stress. Poi, man mano che si allontana da tale zona si allarga.

La stampa in 3D è frutto di un mio progetto, ma è realizzata in Nuova Zelanda da un’azienda che produce parti per il settore aerospaziale.

Mi sono avvalso di programmi di disegno CAD, simulazioni FEA, nonché dei processi realizzativi e dei test di ogni mia bici. Il test riveste una parte molto importante. Non tutti i costruttori vi danno la medesima importanza, ma come ingegnere ho sempre desiderato dare ai clienti prodotti della massima affidabilità”. I test hanno condotto Hester a interessanti scoperte. Il retrotreno di un telaio in acciaio è del 30-40% meno assorbente di un buon telaio in carbonio, anche se i telai in acciaio diventano particolarmente rigidi se si utilizza un obliquo maggiorato.

“Si ottengono maggiore rigidità e un miglior trasferimento della potenza. Sono dell’idea che il maggior comfort in un telaio di acciaio provenga dal triangolo principale in grado di assorbire le asperità, e tale capacità si ottiene quando il tubo obliquo e quello orizzontale possono flettersi verso l’alto all’impatto. Tubi in acciaio di piccolo diametro, o con spessori sottili, sono i migliori per ottenere tali caratteristiche”. Continua...

L'articolo completo è stato pubblicato su Cyclist - Ottobre 2018

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