Di nuovo (l)Oro: Ganna&C. e Letizia Paternoster Campioni del Mondo in pista

Il quartetto italiano che aveva già conquistato la medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Tokyo si conferma il team più veloce al mondo anche a Roubaix. La giovane trentina batte tutti nell'eliminazione individuale. Argento, invece, per le azzurre nell'inseguimento a squadre.

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Il team oro/azzurro dell'inseguimento a squadre maschile (foto Federciclismo).

Sportivamente parlando, tutti (noi italiani) vorremmo che questo 2021 non finisse più. Non che la fine di un anno significhi necessariamente lasciarsi tutto alle spalle e non poter più esultare, ma da bravi scaramantici ci augureremmo che questa festa continua possa durare all'infinito.

Il nuovo appuntamento con l'oro è arrivato dal team stellare che ai Giochi Olimpici ci aveva già regalato il gradino più alto del podio e il record del mondo: Filippo Ganna, Simone Consonni, Jonathan Milan e Liam Bertazzo (che ha sostituito Francesco Lamon nell’ultimo turno). Sperato. Cercato. Voluto. Conquistato. Ventiquattro anni dopo l'ultimo titolo mondiale nell'inseguimento a squadre.

La vittoria del team azzurro nell'inseguimento a squadre.

Una gara che non ha avuto storia. I padroni di casa della Francia hanno tenuto duro fin quando hanno potuto, sfidando il team azzurro all'ultimo millesimo per tremila metri. Ma a tre giri dalla fine la resa. Completa. Con un arrivo scomposto e disordinato che ha reso ancora più devastante lo strapotere azzurro di Ganna&C.

Un 3'47"142 (in 4 chilometri) lontano dal record mondiale fatto segnare in terra nipponica, ma che lancia Filippo Ganna e Jonathan Milan nel prossimo appuntamento con l'inseguimento, questa volta individuale.

Finalmente Letizia Paternoster

Letizia Paternoster (foto UCI).

In solitaria ha invece tagliato il traguardo del velodromo di Roubaix Letizia Paternoster che, dopo l'argento europeo, si prende la rivincita mondiale sulla sfortuna che l'aveva perseguitata prima dei Giochi Olimpici di Tokyo (prima è stata investita in allenamento, poi ha avuto problemi a un ginocchio, poi il coronavirus).

La 22enne trentina, che da juniores aveva già fatto incetta di medaglie (5 mondiali e 8 titoli europei) è subito scoppiata in lacrime dopo la vittoria e non si è fermata nemmeno una volta salita sul palco delle premiazioni accompagnata dall'Inno di Mameli.

In gara, nell'eliminazione individuale, ha combattuto a denti stretti fino alla fine proprio con le due favorite, Lotte Kopecky e Jennifer Valente.

Il successo di Letizia Paternoster.

Un argento che vale il primo posto

Argento (ma che vale il primo posto nel medagliere mondiale) infine per il quartetto femminile dell'inseguimento a squadre. Non c'è stato nulla da fare per Martina Fidanza, Chiara Consonni, Elisa Balsamo e Martina Alzini (4'13"690) contro la favoritissima compagine tedesca che, dopo i primi giri in controllo, ha messo il turbo nella seconda parte di gara disintegrando le speranze azzurre che sognava il gradino più alto del podio.

La squadra femminile di inseguimento a squadre (foto UCI).

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