di James Spender - 21 gennaio 2019

Officina Battaglin 1987

Una splendida replica del modello vincitore dei Campionati del mondo con Stephen Roche. L'abbiamo testata...
1/7 Battaglin afferma che le tubazioni nascono da una partnership esclusiva con Columbus, volta a riproporre lo storico e favoloso set di tubi SLX, all’epoca ritenuto il meglio in fatto di acciaio applicato alle corse. 

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Non sono un purista, ma credo che ci siano poche
 bici più belle di quelle dalle linee snelle e a tubo tondo. 
E, benché solo un ingrato saputello potrebbe sostenere che la tecnologia della bicicletta oggi non sia migliore di trent’anni fa, proprio quella vecchia tecnologia continua a suscitare in me qualcosa che tutto il carbonio della Cina non sarà mai in grado di suscitare. Inoltre, le bici retrò sono divertentissime da guidare, e questa Officina Battaglin 1987 non fa eccezione.
L’azienda fu fondata da Giovanni Battaglin, nella storia di questo sport uno dei tre atleti in grado di vincere nello stesso anno Giro d’Italia e Vuelta a España (era il 1981, gli altri due sono Eddy Merckx e Alberto Contador).
Nello stesso anno Battaglin ha iniziato a produrre
 telai e, nelle stagioni seguenti, le sue bici hanno vinto 27 tappe ai Grandi Giri. E, impresa ancora più famosa, nel 1987 hanno aiutato Stephen Roche a conquistare la Tripla Corona (Giro d’Italia, Tour de France, Campionati del mondo). Dopo trent’anni, la bici simbolo di Roche viene riproposta e devo dire che si tratta di una vera chicca. Avrete notato la parola “Officina” accanto a Battaglin sul tubo obliquo, che differenzia la linea di modelli in acciaio da quelli in carbonio. Significa pure che la 1987 è stata realizzata esclusivamente in Italia, uno dei tratti distintivi del modello originale.
Altri particolari tipici degli anni ’80 sono la vernice sfumata rossa e blu, e la grafica verde sgargiante, la trafilatura, i dettagli incisi sul telaio e, naturalmente,
 i tubi in acciaio. Non ci è possibile verificarlo – tranne che per l’adesivo dorato raffigurante la colomba – ma Battaglin afferma che le tubazioni nascono da una partnership esclusiva con Columbus, volta a riproporre lo storico e favoloso set di tubi SLX, all’epoca ritenuto il meglio in fatto di acciaio applicato alle corse. Anche se ora si chiama “SLX New”, il doppio spessore e l’interno rigato sono vecchie caratteristiche ancora presenti. Ciò significa che i tubi sono stati assottigliati al centro per risparmiare peso e che le sezioni in alcune aree critiche sono elicoidali per aumentare la rigidità. Nessuna storica caratteristica è stata dimenticata.

Indipendentemente dai perché e dai percome, l’effetto visivo che i tubi New SLX conferiscono alla Battaglin è sbalorditivo. Posso affermare che è una delle bici migliori che io abbia guidato da un bel po’ di tempo, in grado di far voltare ad ammirarla amici che mai sono stati interessarti alle biciclette. Posso anche attestare che si tratta di una delle bici più vivaci che abbia mai provato, forse più di tutte. Questo perché la 1987 è flessibile.
Guidare la bici all’estremo ha comportato una tangibile flessione del telaio all’anteriore, che non solo potevo sentire, ma che i miei compagni di uscita riuscivano anche a vedere. Pur non avendo i Watt
 di un professionista, la 1987 si è considerevolmente flessa quando ho afferrato con violenza il manubrio
 e spinto forte sui pedali. Non essendo un modello per velocisti, mi sono chiesto quanto potessero essere forti e abili i corridori di 30 anni fa, visto che questa bici era considerata il massimo della tecnologia.

Tuttavia, considerando tutti i suoi limiti rispetto ai modelli top level moderni - includendo anche l’acciaio e l’alluminio, perché non è solo il carbonio a poter essere rigido - ho assaporato una ricchezza nella qualità di guida che penso possa essere spiegata meglio così: Stephen Roche e Sean Kelly condividono un’epoca, un’affinità e uno status di leggende.
Eppure, se dovessi scegliere, preferirei andare a bere una birra con Stephen Roche. Il re Kelly, immagino, sarebbe austero e compassato, mentre l’affabilità di Roche mi accompagnerebbe oltre l’orario di chiusura del pub. La stessa sensazione che si prova sulla vivace 1987 in acciaio rispetto alle prestazioni nude e crude dei moderni modelli in carbonio. Ciò che manca
alla 1987 in rigidità è compensato da una qualità di guida molto vivace. Continua…

L'articolo completo è stato pubblicato su Cyclist - febbraio 2018

Modello Officina Battaglin 1987
Gruppo Campagnolo Veloce 10-velocità

Ruote
 Cerchi in lega Pianni
 su mozzi Miche costruiti da Pete Matthews
Dotazione manubrio Deda Speciale, attacco Deda Murex, reggisella Deda RS01, sella Fi’zi:k Arione
Peso 9,47 kg
Prezzo kit telaio (telaio con tubazioni Columbus SLX più forcella cromata) 2.200 euro
Contatti battaglinroadbikes.com

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