di James Spender
21 February 2022

Opere d'arte su due ruote

La telaista londinese Caren Hartley ha creato una bicicletta che sposa forma e funzionalità a un punto tale da essere esposta in alcune delle più prestigiose gallerie d'arte del mondo.

La Ex Machina di Caren Hartley.

È soprannominata "Ex machina", venne commissionata da un cliente di nome Austin ed è stata ispirata dal suo amore per i motori e per i macchinari, in particolare la Roll Royce Phantom I del 1925. Quella macchina era una scorrevole cattedrale di linee cromate e luccicanti dettagli di carrozzeria, e anche se la bicicletta di Austin poggia su due ruote e non quattro, tuttavia prende in prestito molti dei suoi spunti estetici da quel gioiello. Inoltre, condivide la filosofia del “più spendi meno spendi”, così da aver subito profondi cambiamenti nel corso della sua vita.
“Inizialmente Austin è venuto da me perché aveva rotto il suo 'destriero' invernale in alluminio e voleva che costruissi un nuovo telaio per trasferirvi i vecchi componenti", racconta Hartley. “Lungo la strada il progetto è diventato ben più corposo e totalizzante, con tutto su misura, perfino gli sganci rapidi e i tappi delle valvole. Credo che il curatore della sezione trasporti della mostra Homo Faber abbia visto una delle mie bici al Victoria & Albert Museum e mi abbia per questo contattato per esibirla a Venezia. Un mese prima della mostra la bici ha subito un incidente piuttosto devastante e, quindi, ha dovuto essere completamente revisionata".
A testimonianza della robustezza dell'acciaio, il telaio ne era uscito con solo qualche scalfittura, così Hartley ha costruito solo una nuova forcella perché "anche se la vecchia sembrava a posto, io non volevo correre rischi”. Per il resto: “Ho ridipinto il tutto e l'ho fornito di nuovi componenti”. Ma anche a prescindere da questi lavori di ristrutturazione, questa bici è quella in cui ha investito più tempo.

La Ex Machina di Caren Hartley.

Maneggiato con cura

“Ho iniziato questo lavoro nel 2015 e l'ho consegnato nel 2016, poi mi è ritornato per la revisione. Il processo è stato così lungo in parte a causa della reciproca consultazione e dell'elaborazione del progetto, ma il motivo principale è stato che ci sono stati molti elementi fatti su misura, il tubo sterzo è bi-laminato, forato a mano, e gli inserti sono stati lucidati a specchio con intarsi in argento. Gli sganci rapidi hanno richiesto molto tempo - sono stati intagliati individualmente a mano - scolpiti sul modello in cera, poi fusi e lucidati. Ho fatto la forcella da zero, compresa la testa da una piastra in acciaio inossidabile. Anche se stavo usando molte tecniche che conosco bene, ci sono sempre cose che non funzionano quando le metti tutte insieme per la prima volta”.

Il telaio è realizzato in acciaio inox, tubi Columbus XCr per il telaio e Reynolds 953 per la forcella. L'acciaio si presta alla finitura cromata ricercata dal cliente, e significa che i loghi e gli altri dettagli color argento sono visibili al naturale. Poi c'è il tubo sterzo bi-laminato.

Bi-laminato è un termine che ha assunto diversi significati. Tradizionalmente si riferisce alla piastra metallica avvolta intorno alle giunzioni dei tubi per dare l'aspetto delle congiunzioni. Ora include anche la pratica di tagliare e saldare due tubi insieme, tagliando un'estremità e infilando un terzo tubo in tale estremità (ancora una volta, per sembrare una congiunzione). È questa pratica che la Hartley ha adottato, e che esemplifica la sua meticolosa maestria artigianale.

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La Ex Machina di Caren Hartley.

Una finestra rettangolare nella parte anteriore del tubo sterzo e le fessure adiacenti sono tagliate a mano - o "forate a mano" - in un tubo che, a sua volta, è già stato lavorato a mano per avere una riduzione di 0,2 mm di spessore della parete per accogliere la brasatura di un secondo tubo. Il secondo tubo è lucidato a specchio, rivestito e saldobrasato. I suoi spessori esterni sono tagliati dall'argento e posizionati insieme al marchio Hartley's - caratteristiche queste che rimandano al passato di un gioielliere. Infine, il tutto viene nuovamente lucidato a specchio.
Un telaista di buona qualità può realizzare un telaio in acciaio di alto livello in 15-20 ore. Questo tubo sterzo da solo ne ha prese 60. Avrebbe potuto essere fatto più velocemente con la macchina, ma per Hartley non è questo il punto.
“Prediligo l'aspetto degli oggetti quando sono fatti a mano. Anche se non si riesce a trovare una particolare imperfezione, qualcosa che sia fatto a mano ti trasmette la sensazione di esserlo. “Rasenta la perfezione, funzionalmente è il massimo che una macchina possa fare, ma è possibile capire che è stato fatto da una persona”.

Questa costruzione classica e moderna al contempo è montata con il gruppo più classicamente moderno che il denaro può comprare, il Campagnolo Super Record con cui vengono azionate le ruote Bora, sempre di Campagnolo. Questi componenti non sono economici, ma proprio come lo è il costo del tempo, questa è un prodotto per cui i limiti di spesa sono labili. Parte della componentistica proviene da una boutique del settore, l’italiana WR Compositi, che produce componenti molto costosi. E nonostante ciò il cliente e Hartley non hanno potuto resistere all'invio della sella WR - interamente in carbonio - perché fosse ricoperta in pelle da Busyman in Australia, a un costo di circa 550 euro. Quindi è questa l'incarnazione della perfetta bici d'acciaio?

“Probabilmente l'avrei costruita con una luce maggiore per i copertoncini, ma il cliente ha detto che sarebbe morto se ci fossero stati più di 23 mm di pneumatici. Con più gioco per le ruote penso che questo sarebbe il tipo di bici che costruirei per me stessa. Se potessi mai trovarne il tempo!”.

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